Bocciati
Si dice: excusationon petita…
Il professor Gianfranco Pasquino, evidentemente con le ginocchia grondanti latte, ha reagito all’ennesimo exploit di Matteo Renzi: “Perché il senatore semplice si arroga il diritto di parlare a nome della sinistra? Si scusi lui personalmente con Berlusconi. Dopo la demolizione (del Pd) che cosa resta da scavare: la fossa?”. L’ex segretario infatti, in preda ad uno di quegli attacchi di masochismo da cui è affetto, ha girato un video con l’obiettivo di contestare l’operato di Salvini, elencandone una serie di provvedimenti; peccato però che per sostenere la propria tesi si sia spinto a dire che, dato quanto sta facendo il leghista, la sinistra dovrebbe chiedere scusa a Berlusconi. Ora, caro Matteo, con tutte le illazioni su un Patto del Nazareno, il lucchetto a suggello del quale è appeso a Ponte Milvio, c’era davvero bisogno di uscirsene così? Parafrasando Wilde: a volte è meglio tacere e sembrare in combutta che aprir bocca e togliere ogni dubbio.
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Promossi
Rilevanti questioni cromatiche da fare
Mario Monti ha risposto così alla domanda che si era autoposto nel corso di un’intervista, ossia se ci fosse da essere contenti dell’ascesa della Lega e del calo dei Cinque Stelle nei sondaggi: “Ai miei occhi Salvini ha in sé due vene di pericolosità che i Cinque Stelle non hanno: l’avversione all’Europa e una sorprendente capacità di impartire agli italiani un corso quotidiano di diseducazione civica. Non è poco”. Uno spunto di riflessione interessante: in tutto questo parlare di gialloverdi si rischia di smarrire le distinzioni cromatiche.
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Donne in fuga, almeno dal pd
Carlo Calenda replica così a chi evidenzia come tra coloro che si candidano alla segreteria del Pd, nonostante ormai siano quasi di più di quelli che li votano, non ci sia nemmeno una donna: “Vero però non è tutta colpa dei vertici del Pd. Ci vuole anche una donna che voglia candidarsi. Io provai a chiederlo alla Pinotti. Piuttosto non sarà che le donne del Partito democratico sono troppo intelligenti per farsi tirare dentro a quel casino? Altra prova della superiorità femminile”. Effettivamente non gli si può dare torto. E questa volta c’ha fatto fare una sonora risata.
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Non twittare troppo presto
“Ieri sera a #DiMartedì Bersani media del 7 per cento con un milione e 709mila spettatori. Bene anche Matteo Salvini con un milione e 400mila. Un abbraccio fortissimo a @lumorisi”: Chiara Geloni, portavoce di Pierluigi Bersani, ha replicato così al tweet di Luca Morisi, social media manager di Matteo Salvini, che fedele allo stile tronfio fintamente spiritoso del Capitano, irrideva la presenza dell’ex segretario dem negli studi di Giovanni Floris: “In effetti con quel borsone di Bersani alle viste, il modo migliore per trattenere gli spettatori su La7 è un sottopancia fisso che annuncia l’imminente arrivo in studio di #Salvini!”. Se è vero che ride bene chi ride ultimo, la prossima volta al braccio armato social del Capitano, prima di gongolare conviene aspettare i dati auditel. Chi di bacione ferisce di abbraccione perisce.
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