Il leader di una grande potenza mondiale decide di prendersi una vacanza come un comune cittadino, nel perfetto anonimato. Ecco La vacanza del presidente, un film di prossima uscita. È una rivisitazione del romanzo di Mark Twain Il principe e il povero e vi si adombra Vladimir Putin. E ciò anche grazie all’attore Dmitrij Grachev, noto per le sue imitazioni del capo del Cremlino, scelto nel ruolo del protagonista.
Eppure, vox populi, una sceneggiatura veritiera di La vacanza del presidente, se non verosimile, già c’è. Ricordate quando il mondo intero – più di cinque anni fa – si chiedeva dove fosse finito Putin, sparito da Mosca per più di una settimana? Nessuno ne aveva notizie. Gli uffici presidenziali facevano muro di no comment e le malelingue – malia del gossip – insinuavano che Putin fosse in Svizzera con la propria fidanzata segreta prossima al parto.
Nessun radar lo dà presente quando al centralino del porto turistico di Siracusa – dove non ci sono cliniche per partorienti – arriva la richiesta d’ingresso in rada di un’imbarcazione.
Il saldo pattuito è alto e dalla nave è richiesta la presenza dell’amministratore in persona. Questi, sollecitato, arriva immediatamente, sale a bordo della pilotina e s’avvia verso il largo dove ad attenderlo c’è un veliero degno dei Sette Mari: “Deve essere Abramovich”, pensa. C’è, infatti, la bandiera russa.
La bella barca fa ingresso al porto, tutta la città fa tanto d’occhi e quando l’amministratore sta per andarsene con la sua macchina, un operaio lo ferma e l’avvisa: “I signori chiedono un passaggio in centro”.
Ma certamente, pensa l’amministratore che dallo specchietto vede entrare una coppia – sui 40, un uomo e una donna – e poi sul sedile accanto, un tipo, lesto e sorridente, dal volto familiare, che in perfetto inglese gli chiede di accompagnarli in piazza per vedere il Caravaggio.
Durante il percorso i tre russi parlano in inglese per non escludere dalla conversazione l’amministrazione, il tipo – lesto e sorridente – fa mostra di conoscere le strade e anche i sensi unici. Passa una Gazzella dei Carabinieri e il tipo – lesto e sorridente – con fare esperto afferra il volante e devia di percorso.
Ammirato il quadro e visitato Ortigia, il tipo – sempre lesto e sorridente – chiede un’altra cortesia: andare fino a Priolo, nelle raffinerie, precisamente nella zona delle aziende russe. Manco il tempo di avvicinare il muso della macchina ai cancelli che s’aprono come le porte di Sesamo. Da ogni dove, sporchi di cisterne, sudati e pazzi di gioia, si vedono arrivare tutti gli operai, i manager e i tecnici. Prendono il tipo – lesto e sorridente – e se lo rimbalzano in aria urlando hurrà, hurrà, hurrà.
A quel punto l’amministratore glielo deve proprio dire: “Io voto per Berlusconi”. E quello – lesto e sorridente – risponde: “Silvio è un grande amico mio”.