Anche sulla guerra, la poesia racconta tutto
Complimenti assoluti per la Poesia per la pace di Franco Arminio. È ora di finirla di pretendere che gli altri cambino: cambiamo prima noi, spingiamo i “padroni del popolo” a muoversi in prima persona e noi seguiamo a fare la nostra parte. Basta uccidere il genere umano e distruggere il mondo. Ci sarà da pagare un prezzo? Lo pagheremo. Non voglio più essere complice di chi uccide un essere umano e, per il momento, lo siamo.
Giorgio Nanni
Grazie per la volontà di stare fuori dal coro
Ottimi gli interventi di Barbara Spinelli, di Fini e di Montanari. NO agli invasori, NO alla Nato, NO ai pacifisti con l’elmetto! All’epoca del tormentone “una donna al Quirinale” mi ero permesso, in una lettera non pubblicata, di fare il nome della figlia di Altiero Spinelli. Magari!
Valentino Ballabio
La grande ipocrisia del pacifismo armato
Durante l’edizione speciale del Tg3 del 26.02 era in studio il giornalista del Corriere Massimo Franco, che in un intervento ha espresso preoccupazione sulle possibili infiltrazioni di posizioni pro-Putin nel vasto movimento per la pace. Costui non riesce neppure a pensare che centinaia di migliaia di persone manifestino per la pace e contro la guerra. Pensa che il movimento pacifista si debba schierare con la Nato? Il pacifismo, così come è scritto nella nostra Costituzione, è contro la guerra. La guerra non risolve i problemi, semmai li aggrava e li moltiplica. In guerra muoiono solo i poveri, mentre i ricchi si arricchiscono sempre di più. Anziché preoccuparsi delle sorti del movimento per la pace, Franco cerchi di non nascondersi nel facile coro dell’ipocrisia narrante a senso unico.
Gianpietro Patelli
Lo “zar” è irrazionale solo per gli occidentali
Leggendo i giornali ed ascoltando la tv, ho letto e sentito un elevato numero di volte che Putin sarebbe “pazzo” o comunque “irrazionale”. A lei, Direttore, sembra possibile? A me, no! Putin è irrazionale rispetto al mondo occidentale, dove con il termine “razionale” si interpreta solo l’interesse economico individuale e dove posizioni ideologiche, politiche e sociali sono state cancellate e scartate dal mondo “razionale” neoliberista. Putin ha scatenato l’orrore di una guerra, ma noi non capiremo mai come rapportarci a Putin o alla Russia se continueremo a considerarlo un pazzo. Ci servono parole di verità, per quanto dure o difficili esse possano essere.
Eugenio Girelli Bruni
L’orso, il proverbio russo e la questione del gas
L’Italia dipende dal gas russo (45% del nostro fabbisogno energetico) probabilmente perché costava meno dello sviluppo delle fonti energetiche nostrane (geotermico, solare ed eolico). Adesso arriva il prezzo salato che dobbiamo pagare e, come ha scritto il bravissimo Padellaro, serve a Putin e ai suoi amici oligarchi per finanziare la guerra in Ucraina. Non sappiamo per quanto tempo saremo costretti a finanziare questa guerra. Un proverbio russo dice: “Se inviti un orso a ballare, non sei tu a decidere quando il ballo è finito, ma l’orso”. Noi, purtroppo, con l’acquisto del (e la nostra dipendenza dal) gas russo abbiamo invitato l’orso russo a ballare…
Claudio Trevisan
M5S: con regole chiare Conte avrà più forza
Guardo con molto interesse al generoso tentativo di Giuseppe Conte di dare nuove gambe e testa al M5S. Dall’articolo di De Carolis, la questione del limite dei due mandati mi pare ancora in una fase confusa. Giustissimo difendere la regola del “massimo due mandati”, ma per essere valorizzata, spesso, la regola ha bisogno dell’eccezione. La necessità dell’eccezione è dovuta all’ancora giovane e acerba storia del M5S. Privarlo anche dei parlamentari meglio formati sarebbe a mio avviso scelta sciagurata e infantile. Cito a Conte e al suo gruppo dirigente l’esempio di una storia politica più lunga: l’assetto e l’esperienza del PCI di Berlinguer (quello della questione morale) sulle modalità di elezione dei propri parlamentari. La regola era del “massimo due mandati”, ma vi era una eccezione che riguardava non più del 10% dei candidati (qui dentro erano comprese le icone storiche del partito e alcuni specialisti indispensabili per alcune tematiche). Penso che, con regole chiare come questa, sarà più facile delegare agli iscritti nella piattaforma digitale il voto per selezionare, territorio per territorio, un 10% degli aventi diritto per la riconferma.
Leonardo Lombardo