C’è una domanda, tra le tante, che mi rimbalza in testa. Una domanda che riguarda una cosa da nulla. Ovvero la politica italiana attuale. E un partito ieri movimento, ovvero i 5 Stelle. Andiamo per ordine.
1. Il Movimento 5 Stelle, dopo la prevedibilissima carognata politica di Renzi, vede cadere il Conte-2 e morire sul nascere il Conte-3.
2. A questo punto i 5 Stelle possono stare all’opposizione o dentro il governo. Fino al minuto prima Crimi ha garantito che staranno all’opposizione, quindi è ovvio che entreranno nel governo.
3. L’idea di entrare nel “governo dei migliori” non è in sé sbagliata. Può avere un senso: si entra – dicono i 5 Stelle – per vigilare dall’interno. Ok. Si tratta però di capire come il M5S entrerà nel governo Draghi.
4. Il M5S ha la maggioranza relativa a Camera e Senato. Ha il coltello dalla parte del manico. Draghi ha fatto sapere che, se i 5 Stelle non entrano, lui non accetta. I 5 Stelle hanno quindi un’occasione incredibile: dettare la linea.
5. Ed ecco il capolavoro dei 5 Stelle: l’harakiri totale. La loro non è neanche una trattativa, bensì una mitologica resa incondizionata. Spacciata poi comicamente per vittoria, perché “Draghi è grillino” (Grillo dixit) e “abbiamo ottenuto il Superministero della Transizione Ecologica!” (come fosse Antani).
6. Draghi ovviamente non è grillino, il Superministero verde ovviamente non va a un grillino e il MSS subisce un ridimensionamento brutale nel governo Draghi. Dove, nonostante i numeri in Parlamento, incide meno di Arturito nella serie La casa di carta.
7. Si dirà: “Eh, ma poi i 5 Stelle si sono fatti valere!”. Siete sicuri? Facciamo un rapido consuntivo. I 5 Stelle non stanno toccando palla sulle nuove nomine (Cdp, Fs). Il “grillino Draghi” li tratta come il Poro Schifoso. Il grillino (in realtà renziano) Cingolani, tra inceneritori e mininucleari, ha un’idea di futuro assai poco verde. Sui vitalizi sono stati sconfitti, sulla giustizia sono in minoranza, su semplificazioni e codici appalti si son sentiti poco. Eccetera.
8. Non solo: la prateria dell’opposizione (furbina) è stata interamente lasciata alla Meloni. Sempre volpi strategiche, i 5 Stelle!
9. Il M5S, giova ripeterlo, ha la maggioranza relativa a Camera e Senato. Senza i numeri dei 5 Stelle il governo non andrebbe certo lontano. Eppure il M5S non tocca palla: nessuno lo sente, nessuno lo considera. E non si capisce – in perdurante attesa di Conte – chi detti la linea. Anzi: si dubita proprio che oggi esista una linea. Ma i 5 Stelle paiono felici così. Sembra quasi che ci godano nell’esser diventati irrilevanti. Evaporanti, silenti e acquiescenti.
10. Sintesi finale: c’è più vita in un manipolo di nutrie morte che non nell’attuale M5S.
Da qui la domanda che mi assilla da un po’. Esimio Movimento 5 Stelle, che a oggi non sei più quello di prima ma che non sei neanche quello di domani, e dunque a oggi in buona sostanza non sei; esimio Movimento 5 Stelle, che te ne stai bello pasciuto al governo con Renzi, Salvini e financo il fu Psiconano; esimio Movimento 5 Stelle, che tra un’espulsione a caso e un’inversione a U sul ponte sullo Stretto perdi tempo a parlare di doppi mandati e piattaforme Rousseau. Ecco, esimi nonché illustrissimi 5 Stelle, la domanda semplice semplice che vi rivolgo è questa: ma voi, esattamente, in questo governo iperliberista di destra tecnocratica dove non contate una mazza e nessuno vi fila; ecco, voi, esattamente in questo governo, che cazzo ci state dentro a fare?