“L’Oxford Dictionary lo ha inserito tra le nuove parole di quest’anno: covidiot. In italiano: covidiota. Appellativo che mette insieme due pezzi di parole diverse. La prima in questo caso è il nome Covid, la seconda proprio l’appellativo idiota, riservato a chi – non rispettando le regole – mostra di pensare solo a se stesso e ai suoi interessi, ma in realtà mette a rischio la propria salute, oltre a quella di tutti gli altri”.
Stefania Salmaso, “L’Antidoto. Come sconfiggere la pandemia facendo scelte consapevoli”, Mondadori
Come numerosi altri virologi, epidemiologi, scienziati, ricercatori, abbiamo imparato a conoscere Stefania Salmaso dai suoi interventi televisivi (soprattutto a “Otto e Mezzo”). Mai con il protagonismo spettacolare di certi suoi colleghi, sempre con il tono giusto dettato da conoscenza ed esperienza (maturate in ruoli apicali presso l’Istituto superiore di Sanità). Armata soprattutto di buon senso ogniqualvolta viene chiamata a spiegare a un vastissimo pubblico, intimorito e spesso attonito, in cosa consista il reale pericolo del Covid-19, e come combatterlo. La professoressa ci perdonerà se dalla preziosa bussola che il suo libro ci fornisce per orientarci davanti a un nemico oggi contenuto grazie ai vaccini, forse respinto ma non del tutto sconfitto, abbiamo scelto una definizione tratta dal capitolo sul vocabolario delle nuove parole create dalla pandemia. E se citeremo qui di seguito, a mo’ d’esempio, il termine covidiota applicandolo ad alcuni comportamenti che, purtroppo, hanno finito per creare ulteriori problemi a chi era impegnato sul campo di battaglia. Sul podio ideale dei covidioti meritano naturalmente una menzione coloro che, mentre il contagio si moltiplicava a livello esponenziale, non solo giravano senza mascherina ma ne teorizzavano l’inutilità in pubblici convegni. Senza contare le loro reazioni infastidite riguardo alle regole sui distanziamenti, giudicate uno strumento quasi criminale per danneggiare commercianti, negozianti e addetti alla ristorazione. Nelle olimpiadi dei covidioti la medaglia d’oro spetta indubbiamente a quelli che sostenevano (e sostengono) che il lockdown non soltanto non serve a niente ma costituisce un arbitrio intollerabile, anzi un attentato alle libertà costituzionali. Sul merito l’autrice scrive quanto segue: “La linea italiana è decisamente interventista e molte nazioni seguiranno il nostro esempio, pur con diversi gradi di rigore, che da noi invece nella primavera 2020, è totale. Un’analisi delle conseguenze del lockdown indica un effetto positivo delle misure di contenimento sulla diffusione del Covid-19 in tutti i Paesi studiati, e dimostra che il miglioramento è stato maggiore in quelli che hanno implementato il lockdown prima e in modo più restrittivo”.
Ps1. Per evitare strumentalizzazioni politiche abbiamo evitato di ricordare quale è stato il governo promotore di lockdown, obbligo delle mascherine e distanziamento. Così come preferiamo omettere i nomi dei leader d’opposizione (e dei giornali e giornalisti al seguito) fieramente avversi alle misure succitate.
Ps2. Quanto ai No-Vax, riteniamo che per essi la definizione di covidioti sia ingiustamente restrittiva.