Il triste bollettino di contabilizzazione della morte, diventato ormai da più di un anno appuntamento quotidiano, segna ancora un centinaio di vittime al giorno. “Ancora troppi”, per uno scienziato di fama come Silvio Garattini, rispetto al resto d’Europa: ieri 83 in Italia, 7 nel Regno Unito, 17 in Spagna, 28 in Germania e 68 in Francia.
Il 95% degli oltre 126 mila morti in Italia per la pandemia di coronavirus aveva più di 65 anni e l’età mediana dei decessi, 81 anni ancora al 28 aprile, è scesa a 78 nell’ultimo mese. Adesso alla vigilia dell’apertura delle prenotazioni a tutte le fasce di età prevista per giovedì prossimo, la fascia di popolazione più esposta al rischio malattia grave e morte è quella tra i 60 e i 79 anni, con gli over 80 ormai coperti dai vaccini per il 92% con almeno una dose e per l’81% con entrambe. L’effetto-vaccini, infatti, sta facendo abbassare tutte le età nei parametri di riferimento: contagi, 39 anni; ricoveri in terapia intensiva, 69 anni; ricoveri ordinari, da 62 a 60 anni.
Terapie intensive ancora un migliaio di ricoverati
Nelle rianimazioni ci sono ancora un migliaio di posti letto occupati, ieri il saldo segnava -47 con 29 nuovi ingressi e un totale di ricoverati poco sopra quota mille. E il tasso di letalità in terapia intensiva rimane consistente, non scendendo mai dall’inizio della pandemia sotto il 30, 35%. Per avere un’istantanea dei morti di oggi bisogna anche considerare che il Covid-19 in forma grave ha un decorso piuttosto lungo: i decessi avvengono tra le due e le quattro settimane dall’inizio del ricovero in ospedale. Quindi con la riduzione della circolazione di SarsCov2, i contagi che calano e i posti in terapia intensiva che si liberano, tra vaccinazioni e bella stagione, anche il numero dei morti scenderà ancora. Ma “il numero dei soggetti a rischio sopra gli 80 anni – spiega il professor Franco Locatelli del Cts – è sempre più ridotto”, quindi adesso, come abbiamo visto, la fascia più esposta è quella degli over 60. Di cui le persone tra 60 e 69 anni che hanno ricevuto la prima dose sono il 67,8% e quelle che hanno già completato la vaccinazione sono il 26,2%; le persone tra 70 e 79 che hanno ricevuto la prima dose sono l’81,4% e quelle che hanno già completato la vaccinazione sono il 33,4%. Mancano ancora all’appello 3,7 milioni di italiani della fascia di età compresa tra i 60 e i 79 anni quindi, tanto che lo stesso generale Francesco Paolo Figliuolo, responsabile della campagna vaccinale, due giorni fa annunciando l’apertura del 3 giugno a tutte le fasce di età per le prenotazioni, ha anche puntualizzato: “Dobbiamo intercettare la parte della popolazione degli over 60 che ci manca in modo da mettere in sicurezza le fasce che rischiano di più di finire in ospedale o in terapia intensiva”. E rischiano di più anche di morire, ovviamente.
Garattini “Troppi annunci ma i fatti restano pochi”
È critico il luminare Silvio Garattini: “Sento sempre annunci di grandi risultati ma c’è ancora troppa gente da vaccinare. E i morti sono ancora troppi se pensiamo che in Inghilterra sono vicini allo zero”. E anche sugli over 60 Garattini ha qualcosa da dire: “Bisogna vedere di questi quasi 4 milioni quanti non hanno avuto la possibilità di vaccinarsi e quanti non hanno voluto. Il governo dovrebbe darci il dato dei no-vax, perché farebbe capire al netto di chi si rifiuta, quante vaccinazioni restano da fare. Perché se sapessimo che tra gli over 60 i no-vax sono diciamo il 20%, significherebbe diversi milioni di italiani, cosa che andrebbe a incidere notevolmente su tutto il resto, immunità di gregge compresa”. Garattini vede ancora un pericolo all’orizzonte: “C’è il rischio di dover ri-vaccinare il prossimo autunno-inverno e non avere di nuovo le dosi necessarie, perché bisogna trovare il modo di produrli qui i vaccini, liberalizzando i brevetti o su licenza: anche su questo il premier Mario Draghi si spende molto a parole, ma di fatti ancora non se ne sono visti molti rispetto alla realizzazione di strutture di produzione”.
Nuovo record venerdì 570 mila dosi in un giorno
Venerdì però le vaccinazioni hanno sfondato di nuovo quota 500 mila in un giorno (raggiunto il numero record di 570.950) e, sottolineano alla struttura commissariale del generale Figliuolo, “si avvia a toccare il traguardo del 20% della popolazione (sono il 19,57%) la quota degli italiani che ha concluso il ciclo vaccinale contro il Covid: sono 11.596.495”, quasi un italiano su cinque, 33.770.194 considerando anche chi ha avuto ancora solo una dose.
Palù “L’ok al vaccino per i 12enni è imminente”
Al più tardi domani, invece, come annunciato dal presidente dell’Aifa Giorgio Palù, arriverà anche il via libera dell’Agenzia italiana del farmaco per la somministrazione dei vaccini a bambini e adolescenti sopra i 12 anni, autorizzazione già concessa dall’agenzia europea Ema. Palù difende la scelta di ritardare la somministrazione delle seconde dosi: “Abbiamo distanziato le dosi di vaccino in base alla risposta sia clinica che immunitaria. Quindi portare l’mRna (Pfizer e Moderna) a 42 giorni è stato fatto in maniera razionale e non perdiamo nulla da questo punto di vista. Per AstraZeneca allungando fino alla dodicesima settimana si ha ancora una risposta ottimale”.