La partitaccia a destra sul Copasir si gioca tutta su una bizzarra questione di equilibri mediorientali. C’è chi rinfaccia amicizie con l’Iran e chi rammenta simpatie qatariote: tra meloniani e salviniani è una questione “molto poco italiana”, come direbbe il grande Stanis La Rochelle.
La pregiudiziale iraniana – meraviglia coniata dalla Lega per mantenere l’egemonia nell’organo parlamentare che controlla i servizi segreti – è quella sventolata da Matteo Salvini nei confronti di Adolfo Urso, il vice di Fratelli d’Italia che dovrebbe essere il naturale erede di Raffaele Volpi, presidente dimissionario del Carroccio. Salvini vuole sabotare l’ayatollah Urso: “Sicuramente, in un momento come questo, con Israele sotto attacco, la Lega non darà mai il suo consenso a qualcuno che è amico del regime iraniano che vorrebbe cancellare Israele dalla faccia della terra. Quindi, il Copasir deve essere guidato da qualcuno al di sopra di ogni sospetto e lontano da certe amicizie”.
Salvini non fa il nome di Urso ma l’allusione è cristallina. Il senatore ex finiano nel 2013 ha fondato una società di consulenza, Italy world services, che aiuta le imprese italiane a fare affari con Teheran. Il fatto che la questione iraniana fosse delicata per Urso lo testimoniano un paio di circostanze per lo meno sospette. Primo: Urso ha ceduto un terzo delle quote societarie al figlio Pietro nel giugno 2018, proprio quando veniva nominato tra i dieci membri del Copasir. Secondo: dal sito della fondazione finiana Farefuturo è stata fatta sparire – “Siamo spiacenti, ma la pagina che stavi cercando non esiste” – una sua vecchia intervista benevola verso Teheran: “Io, ex colonnello di An, ora aiuto le imprese in Iran”. In questo imbarazzo si è infilato Salvini, che sul Copasir ovviamente gioca una partita tutta sua, che ha davvero poco a che fare con i princìpi di geopolitica mediorientale.
Intanto però si sono messe in moto le contro-diplomazie. L’ex ministro degli Esteri Giulio Terzi di Sant’Agata ha pubblicato su Twitter una vecchia foto di Urso, all’epoca viceministro del Commercio estero nel governo Berlusconi II, che stringe la mano al presidente israeliano Shimon Peres. Una foto rilanciata pure dall’account “Alleanza per Israele”, che ne pubblica un’altra in cui Urso saluta l’ex premier Ariel Sharon dopo un incontro a Tel Aviv.
Siccome poi la purezza di Salvini in politica estera è davvero difficile da sostenere, Fratelli d’Italia non ha faticato a mettere in luce le sue incoerenze in un’area non proprio filo israeliana come il Golfo Persico. “Tra gli amici dell’Iran c’è anche il Qatar”, ha ricordato il senatore di Fdi Giovan Battista Fazzolari. E Salvini col Qatar è diventato davvero amicone, dopo essersi rimangiato vecchi proclami sul terrorismo. Restano indimenticabili le foto con mitra in braccio a Doha. E più di recente il voto della Lega a favore della ratifica del bilaterale Italia-Qatar.