Nel 2020 il capocentro di Padova dell’Aisi, Massimo Stellato, colonnello della Finanza, aveva incontrato l’ex dg della sanità veneta, Domenico Mantoan, a Brendola, il paesino ai piedi dei Colli Berici, in provincia di Vicenza, dove il manager pubblico è nato. Che cosa devono dirsi l’uomo dei servizi segreti e il braccio destro di Luca Zaia, poco lontano dal “golf club”? Lo 007 lo avrebbe informato di un’attività di intercettazione in corso che lo riguardava, nell’ambito di un’indagine della Procura su Azienda Zero. Quest’ultima è il potente braccio operativo della Regione nella sanità, che amministra appalti, assunzioni, forniture, e che nel 2020 ha fatturato un miliardo 435 milioni, con un utile d’esercizio di 359 milioni. Il colonnello Stellato, in possesso di notizie coperte dal segreto istruttorio, alla vigilia di Ferragosto, stando alle ipotesi d’accusa, sarebbe andato a spifferarle a Mantoan, il quale invece non è indagato, come conferma Piero Longo, il suo avvocato. “La vicenda non riguarda il dottor Mantoan”. Gli accertamenti sono stati ordinati prima dalla Procura di Padova, poi da quella di Vicenza, cui è arrivato il fascicolo per diffusione di notizie coperte dal segreto istruttorio. La scoperta sul conto di Stellato deriverebbe da una confidenza che Mantoan avrebbe fatto al telefono. Gli investigatori si sono così messi alla ricerca della “talpa”, trovando numerosi contatti tra l’ufficiale dell’Aisi e il manager che, andato in pensione dalla Regione Veneto, è diventato nell’autunno 2020 direttore di Agenas, l’Agenzia per i servizi sanitari regionali.
Si cerca però anche un’altra “talpa”, che avrebbe passato le informazioni di un’istruttoria all’uomo dei servizi. I carabinieri hanno effettuato perquisizioni sia a casa che nell’ufficio di Stellato. Durante quegli accessi è scaturito un braccio di ferro con Aisi, che su alcuni fascicoli ha apposto il segreto di Stato. Il nome di Stellato era finito nel 2007 nell’inchiesta sulla “Loggia di San Marino” scoperta dall’allora pm Luigi De Magistris nel procedimento “Why not”, che per l’ufficiale si concluse con l’archiviazione. Nell’estate 2020 il pm Sergio Dini aveva indagato su un incidente mortale causato da un’auto blu della Regione nel 2016 sulla quale c’era Mantoan. L’anatomopatologo Massimo Montisci aveva accertato che uno scooterista travolto sarebbe morto per infarto e non per l’impatto. Per questo è finito a processo e la magistratura stava cercando di capire l’eventuale ruolo di Mantoan, che non fu indagato, nella vicenda.