Il Concilio ecumenico ha dato il permesso al Papa di diventare suora. Solo al venerdì, però (Lenny Bruce)
LA STAND-UP COMEDY
La volta scorsa abbiamo riassunto le origini della stand-up comedy statunitense. Lenny Bruce e Mort Sahl, negli anni 50, le diedero quei tratti moderni che oggi identificano il genere. Per capire meglio cosa sia uno stand-up comedian stiamo ripercorrendo l’arte e la vita di Lenny Bruce.
Geller Dramatic Workshop. Scuola di recitazione molto nota a Hollywood. Subito dopo il congedo, Lenny va a frequentarne il corso di tecnica drammatica e dizione. Durante il saggio finale, nella scena del braccio della morte fa ridere il pubblico avvicinandosi alla sedia elettrica con la camminata di Charlot.
Joe Maini. Versatile sassofonista che Lenny impiega come spalla durante i suoi monologhi al Duffy’s di Los Angeles, nel ’56. Parodiano canzoni famose: da Cole Porter ricavano “It’s delightful, it’s delicious, it’s Dilaudid!” (il Dilaudid è un derivato della morfina); da Nat King Cole, “Mona Lisa, Mona Lisa, pass the reefer / Caught a whiff of what you’re smoking, let’s get high”. (“Monna Lisa, passa lo spinello / Ho fiutato cosa stai fumando, sballiamoci”)
Crescendo. Night club di Los Angeles dove si esibivano big dello spettacolo come June Christie e i Mills Brothers. Nel ’57, i proprietari assumono Lenny per intrattenere il pubblico prima dei concerti. Lenny inventa numeri crudeli che gli procurano una qualche notorietà. Per esempio si avvicina a una coppia fra il pubblico, e telefona alla loro giovane baby-sitter: “Pronto, casa Parker? È Betty Bird? Oh, Miss Bird, ho cattive notizie. I signori Parker hanno avuto un incidente sulla statale per San Bernardino. Purtroppo sono morti entrambi. C’è qualcosa che posso fare per lei?”. Mentre lo choc lascia in apnea la ragazza e il pubblico, Lenny scoppia a ridere, e informa la poveretta che si tratta di uno scherzo: i Parker sono seduti lì vicino a lui, voleva parlarci? Arrestato per uso di narcotici, Lenny accetta di collaborare con la polizia, e fa arrestare alcuni fra i maggiori spacciatori di Hollywood. Viene rilasciato. Lenny torna al Crescendo nel 1960. È il suo periodo di maggior creatività. Nascono monologhi che diventeranno celebri: “Poiché moralisti e puristi sostengono Las Vegas in quanto capitale mondiale dell’intrattenimento, ti aspetteresti che l’attrazione allo Stardust Hotel sia la Passione di Cristo, o una mostra di Monet, o il New York City Ballet con Eugene Ormandy che dirige l’orchestra. Invece no. Qual è l’attrazione principale? Tette e culi. ‘Ma non puoi mettere la scritta Tette e culi sulle insegne luminose. È volgare’. Le tette sono volgari? ‘No, le parole. Potrebbero vederle i bambini’. Non ti credo. E se mettessi Gluteus maximus e pectorales maiores? ‘Così sarebbe pulito’. Per te, idiota, ma sarebbe sporco per i latini!” (“Tits ‘n’ Ass”); “Cristo e Mosé nella cattedrale di San Patrick si guardano intorno. Cristo è confuso dalla magnificenza degli interni. Perché nel suo viaggio ha attraversato Spanish Harlem, e si sta chiedendo cosa diavolo ci facessero 50 portoricani in una stanza quando quella vetrata decorata vale diecimila dollari al metro quadro. E quel tizio aveva un anello che ne vale 8000. Perché i portoricani non vivevano qui? Questo era lo scopo della chiesa: essere per la gente. Il vescovo Sheen li vede che stanno discutendo, e corre dal Cardinal Spellman che è al pulpito. SHEEN: ‘Pssst! Spellman! Vieni giù. Devo dirti una cosa. Loro sono qui’. SPELLMAN (bisbiglia): ‘Piantala di rompere, idiota’. SHEEN: ‘Idiota ’sto cazzo. Farai meglio a scendere’. OK. Mette su il coro per dieci minuti. SPELLMAN: ‘Allora?’ SHEEN: ‘È terribile! Terribile! Loro sono qui’. SPELLMAN: ‘Loro chi?’ SHEEN: ‘Cristo e Mosè!’ SPELLMAN: ‘Mi prendi per il culo? Dove?’ SHEEN: ‘Laggiù. Non ti voltare, possono vederci’ SPELLMAN: ‘Quali sono?’ SHEEN: ‘Quelli luminosi’ SPELLMAN: ‘Sono armati?’ SHEEN: ‘Non lo so’
SPELLMAN: ‘Cosa vorranno?’ SHEEN: ‘Non ne ho idea. Dare un’occhiata ai conti?’” (Christ and Moses); e “To is a Preposition, Come is a Verb” (bit.ly/3IjGvwj).
Marvin Zeidler. Proprietario di un famoso negozio di abbigliamento a Las Vegas. Commissiona a Lenny alcuni spot radiofonici. Nel primo, fulminante, si ode una donna in orgasmo: “Oh!… Oh!… Oh!… Oh!” LENNY: “Oh? Oh, oh cosa? Oooooh, Zeidler & Zeidler, 800 North Vermont!”.
Ann’s 440. Locale di San Francisco dove Lenny viene definitivamente scoperto nel 1958. In quegli anni San Francisco è la culla di una sorta di Rinascimento, la città dei beatniks, della poesia, del jazz, e della nuova comicità anti-establishment di Mort Sahl. Con le sue esibizioni all’hungry i (“l’intellettuale affamato”), Sahl rivoluziona l’immagine dell’entertainer: vestito casual, parla in modo esplicito di attualità politica e di costume, come facevano un tempo Mark Twain e Will Rogers: “Qualcuno dovrebbe inventare un nuovo giubbotto: il giubbotto McCarthy, un giubbotto normale, con in più una cerniera-lampo sulla bocca”. A San Francisco, Lenny perfeziona la propria tecnica satirica, che consiste nel rappresentare i potenti (siano essi uomini politici, leader religiosi, o Dio stesso) come cinici affaristi, o degenerati senza scrupoli. È di questo periodo uno dei suoi monologhi più riusciti, Religions, Inc., dove parodia i tele-evangelisti Billy Graham e Oral Roberts trattandoli come manager pubblicitari che devono piazzare il prodotto sui giornali e in tv. “ORAL ROBERTS (al telefono con papa Giovanni): ‘Ehi, Johnny! Come sta la signora?’ (…) Posso darti lo Steve Allen Show il 19. Devi solo salutare con la mano. Metti l’anello grosso. Sì. Sì. Sì. No, nessuno sa che sei ebreo!’”.
Cloister. Il trionfo a San Francisco procura a Lenny un ingaggio al Cloister, il nuovo night club di Chicago fra i cui proprietari figura Hugh Hefner, l’editore di Playboy.
Sick. Con questo aggettivo (“malato”), i settimanali Time e Life etichettano il nuovo tipo di comicità che va affermandosi in America alla fine degli anni 50. È una comicità cinica, e di denuncia. Il termine finirà per comprendere un po’ di tutto: l’umorismo di Mad e quello di Jules Feiffer, le vignette di Charles Addams e i monologhi di Nichols e May, la comicità tradizionale di Shelley Berman e quella hipster di Dick Gregory. Anche Lenny Bruce viene definito “sick comic”. La sua risposta all’articolo di Time: “Mi piacerebbe che Time
s’occupasse di un altro tipo di malattia, quella per cui un insegnante in Oklahoma guadagna al massimo 4000 dollari l’anno, mentre Sammy Davis jr. ne prende 10.000 per una settimana a Las Vegas”. Sulla copertina del suo nuovo LP, intitolato The sick humor of Lenny Bruce, si vede Lenny che sta facendo un picnic in un cimitero.
(95. Continua)