Massimo sostegno sia alle attività costrette a chiudere del tutto (come cinema, teatri, palestre, sale giochi, palestre) che a quelle che da ieri hanno anticipato alle 18 l’orario di chiusura (bar, pub o ristoranti). Già dall’11 novembre, ha promesso il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, arriveranno i nuovi indennizzi direttamente sul conto corrente. Per il via libera è questione di ore. Il testo del dl Ristoro è al vaglio del Consiglio dei ministri che oggi dovrebbe approvare i provvedimenti che interessano fino a 350 mila aziende. I ristori valgono 2 miliardi di euro e andranno ad aggiungersi a 1,6 miliardi che serviranno a prorogare la Cassa integrazione “Covid”. Bonus, Cig e gli altri bonus dovrebbero finire in un unico decreto da 4/5 miliardi. Non ci sarà bisogno di una votazione per un ulteriore scostamento di Bilancio. Un pacchetto di aiuti che non è servito a fermare le proteste le proteste contro le misure restrittive del nuovo Dpcm che ormai dilagano in tutta Italia e altre manifestazioni sono previste nelle prossime ore. A Torino 500 persone (tra queste anche negazionisti) hanno lanciato fumogeni e bombe carta contro la polizia. Una protesta che si è replicata anche a Milano con bottiglie molotov e traffico bloccato. Petardi e fumogeni contro la prefettura a Trieste. Altre proteste si sono tenute a Cremona, Treviso, Catania e Viareggio: dal Viminale filtra un’allerta per le tensioni sociali che dilagano nel Paese e per il timore di infiltrazione.
Ecco le misure previste dal decreto.
Fondo perduto. Gli importi saranno più alti rispetto alla precedente misura prevista dal dl Rilancio che li limitava ai cali di fatturato subiti. I ristori, spiega la viceministra Laura Castelli, andranno dal 100% al 200% di quanto, in base al calo del fatturato di aprile 2020, le aziende hanno già ottenuto con il precedente contributo. Il contributo sarà destinato anche alle attività con un volume d’affari superiore a 5 milioni. I contributi saranno più rilevanti per i settori che da ieri sono stati costretti a chiudere del tutto. I ristori saranno automatici con un bonifico spedito dalle Entrate.
Cig. Si vuole rifinanziare la cassa integrazione “Covid” con altre 18 settimane da scorporare in due tranche: le prime 6 settimane dovrebbero finire nel decreto Ristoro per evitare di lasciare senza copertura chi a metà novembre avrà già esaurito tutte le settimane a disposizione. Poi, con un ulteriore decreto o in manovra 2021 verranno aggiunte altre 10 settimane utilizzando gli avanzi delle misure messe in campo finora. Domani intanto ci sarà l’ennesimo incontro con le parti sociali che vogliono il rinnovo della Cig e il blocco dei licenziamenti almeno fino ai primi mesi del 2021.
Affitti e Imu. Previsto per tutte le attività coinvolte dalle nuove misure d’urgenza un credito d’imposta degli affitti per due mensilità cedibile al proprietario e la cancellazione della seconda rata dell’Imu in scadenza il 16 dicembre. Intanto si discute della possibilità di rinviare i versamenti Irpef.
Lavoratori stagionali. Il pacchetto di aiuti prevede una indennità una tantum, tra 800 e mille euro, per i lavoratori dei settori turismo, spettacolo e lavoratori a intermittenza dello sport. Fino a oggi sono state erogate due mensilità di bonus 600 euro per gli autonomi (senza requisiti) e altre due di bonus 1.000 euro (con molti paletti e non per tutti).
Reddito di emergenza. Prevista un’ulteriore mensilità del reddito di emergenza per le famiglie che non avranno accesso a nessuna di queste misure. Il Forum Disuguaglianze e Diversità chiede però di riaprire i termini dell’iscrizione, scaduta il 15 ottobre.