La Sicilia è una polveriera a cielo aperto. Mentre traballa il governo regionale di Nello Musumeci, sono molti i capoluoghi in cui si naviga a vista, tra sindaci indagati, sospesi o addirittura senza consiglio comunale.
Palermo La giunta perde un pezzo dopo l’altro
Entro l’anno Palermo tornerà alle urne, e da alcuni mesi il primo cittadino Leoluca Orlando trascina un’amministrazione senza maggioranza e con la giunta che perde pezzi. A maggio scorso si è dimesso l’assessore ai servizi sociali Giuseppe Mattina, travolto dall’inchiesta per corruzione legata agli appalti dello stesso settore. Il mese successivo sotto accusa per reati ambientali è finita l’assessora Maria Prestigiacomo, che ha lasciato la delega ai servizi idrici pur restando in giunta, per via dell’indagine sul depuratore e la società del- l’acquedotto di Palermo.
Per divergenze con il sindaco, si è dimesso anche l’assessore al bilancio e partecipate, con delega ai cimiteri, Roberto D’Agostino. Per la gestione del cimitero di Santa Maria dei Rotoli, che avrebbe circa 900 bare in attesa di essere tumulate, è finito sotto indagine per omissioni d’atti d’ufficio proprio Orlando.
E sull’inquilino di palazzo delle Aquile pende anche l’accusa di falso in bilancio, perché avrebbe falsificato tra il 2016 e il 2019 i rendiconti del comune, coadiuvato da ex assessori, dirigenti, revisori dei conti e dirigenti.
Messina Il Primo cittadino in tour con la sua band
Dimissioni annunciate, revocate e rimandante invece dal funambolico Cateno De Luca, sindaco di Messina, che a San Valentino lascerà la guida della città dello Stretto per iniziare l’assalto alla Regione.
Il primo cittadino messinese è uscito indenne lo scorso gennaio dal processo, assolto perché il fatto non sussiste, che lo vedeva imputato per una presunta evasione fiscale da un milione e 750mila euro del Caf Fenapi. Cavalcando l’onda populista, amplificata dalla pandemia, in questi mesi è stato uno dei principali accusatori del governo Musumeci, diventando molto popolare sui social.
Con il tour musicale “A modo mio”, De Luca e la sua band “i Peter Pan” hanno girato l’isola con un ciclo di concerti nei teatri. L’obiettivo è promuovere l’associazione, di cui De Luca fa parte, e raccogliere fondi per realizzare la casa del musicista a Fiumedinisi, il comune dov’è nato. Ma è stata anche l’occasione per muoversi in sordina sul territori, in vista della scalata a palazzo d’Orleans.
CataniaPeculato: nei guai l’alfiere della meloni
Per un primo cittadino che lascia, ce n’è uno che viene sospeso. Alle pendici dell’Etna infatti, per la seconda volta la prefettura di Catania ha interdetto per 18 mesi Salvo Pogliese, condannato in primo grado a 4 anni e tre mesi per peculato. L’alfiere catanese di Giorgia Meloni era finito sotto processo a Palermo perché avrebbe usato per fini personali i rimborsi del gruppo Pdl all’assemblea regionale siciliana tra il 2008-2012.
Dopo la condanna di fine luglio 2020, è stato sospeso una prima volta dalla prefettura, per poi tornare in carica a dicembre dello stesso anno, in virtù del ricorso vinto al tribunale civile di Catania. Sulla vicenda si è pronunciata a dicembre 2021 la Corte Costituzionale che ha ritenuto non fondate le questioni di legittimità costituzionale sulla Severino, portando alla seconda sospensione. E mentre a guidare la città è il vicesindaco Roberto Bonaccorsi, Pogliese continua a difendersi sostenendo che quei soldi in realtà li aveva anticipati di tasca sua.
Siracusa consesso civico a casa per il bilancio
Se Katane piange, Syrakousai non ride. Nella città di Archimede, si vive ormai da due anni una paradossale situazione politica. Il sindaco “calendiano” Francesco Italia guida Siracusa con la sola giunta e senza il consiglio comunale, decaduto a novembre 2019 per aver bocciato il bilancio consuntivo del 2018. I consiglieri volevano inviare un messaggio all’amministrazione, ma ignoravano l’esistenza di una legge regionale, definita la “salva Orlando” che nel frattempo è stata riformata dall’assemblea regionale, che consentiva lo scioglimento del Consiglio in caso di mancata approvazione del bilancio consuntivo, salvando l’intera giunta. Un unicum tutto siciliano. A niente sono valsi i ripetuti ricorsi presentati prima al Tar e poi al Consiglio di giustizia amministrativa per la Sicilia. Italia potrebbe mantenere pieni poteri fino al 2023, data di scadenza del suo mandato, continuando a governare senza l’opposizione e senza i rappresenti eletti dai cittadini.
Restando nella provincia siracusana, quest’anno saranno chiamati al voto per il rinnovo dell’amministrazione anche i cittadini di Avola. Il sindaco uscente, il meloniano Luca Cannata, in carica ininterrottamente dal 2012, ha deciso di non ricandidarsi ma la città potrebbe continuare ad essere un affare di famiglia. Il primo cittadino infatti ha designato come successore la sorella Rossana, deputata regionale eletta con Forza Italia e poi passata alla corte della Meloni. All’orizzonte si prefigura uno scambio di poltrone: Luca a Palazzo dei Normanni mentre a Rossana andrà la fascia tricolore.