I familiari dei presunti assassini di Willy hanno incassato per mesi il Reddito di cittadinanza. E il centrodestra prende la palla al balzo per fare campagna elettorale e chiedere la revoca della misura. A pochi giorni dalla tornata elettorale, cronaca nera e dibattito politico tornano a incrociarsi. Lo spunto è arrivato mercoledì, quando un sito online locale aveva lanciato la notizia che i quattro arrestati per l’omicidio di Willy Monteiro Duarte – Marco e Gabriele Bianchi, Mario Pincarelli e Francesco Belleggia – intascassero il sussidio per i disoccupati a fronte di uno stile di vita fatto di auto di lusso, vestiti di marca e viaggi. I media nazionali avevano rilanciato la notizia, che però nella giornata di ieri si è scoperta imprecisa: gli assegni dell’Inps – che non riguarda i Belleggia – sono solo due e a percepirli sono il padre dei fratelli Bianchi e quello di Pincarelli. Sul secondo, fra l’altro, a quanto apprende Il Fatto, ci sono accertamenti in corso. Diverso il discorso per la famiglia Bianchi, che secondo la Guardia di Finanza di Colleferro avrebbe “omesso di indicare nelle autocertificazioni compilate dati dovuti, creandosi in tal modo le condizioni per accedere al beneficio”. Su circa 33mila euro percepiti la somma da restituire sarebbe di 28.747 euro. Ma “i due ragazzi non sanno neanche cosa sia”, ha detto ieri il legale Massimiliano Pica.
Gli accertamenti della procura di Velletri sono nati dal tenore di vita sbandierato sui social dai fratelli. Una villa, vacanze di lusso, auto costose, orologi d’oro, vestiti firmati. Insostenibile per due giovani di 26 e 24 anni, uno disoccupato e l’altro gestore di una frutteria. Gli inquirenti ritengono che i “gemelli” Bianchi svolgano la “professione” di esattori per i pusher, da cui le dieci denunce per lesioni, una delle quali è valsa una condanna a Marco Bianchi.
Il caso ha scatenato la bagarre politica. “I 4 delinquenti giravano in suv e con abiti costosi e prendevano il Reddito di cittadinanza. Willy, ragazzo di una famiglia umile, lavorava fino a tardi nella cucina di un ristorante. Va bene così?”, ha attaccato Giorgia Meloni. Le ha fatto eco Matteo Salvini: “Il presidente dell’Inps si dimetta”. Mara Carfagna (Forza Italia), ne chiede “lo stop” perché “non è la prima volta che scopriamo che il ‘reddito di delinquenza’ finisce nelle tasche di criminali ed ex terroristi”. Anche Stefano Bonaccini, presidente Pd dell’Emilia-Romagna, attacca: “È il lavoro che dà dignità, non un assegno per stare sul divano”. A tutti loro replica Gianluca Castaldi, M5S, sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento: “Strumentalizzazioni vergognose. Il Reddito di cittadinanza sostiene 3 milioni di italiani, con un aumento del 25% da gennaio di quest’anno. Bevono tutti champagne in piscina? Io non credo proprio”.