DIRITTO DI REPLICA
A proposito dell’articolo apparso l’11 settembre dal titolo “Spudorati del No: i campioni d’assenteismo eletti all’estero”, debbo contestare la ricostruzione offerta dal giornalista in quanto non corrispondente al vero e lesiva dei diritti della mia persona. In particolare, si legge che il taglio dei parlamentari mi “toglierebbe il sonno” e che io sia “sparito dall’aula dal 20 febbraio fino ad oggi, a eccezione della settimana dal 20 al 26 luglio”. L’attribuzione di assenteista nei miei confronti è falsa e gravemente lesiva dei miei diritti della personalità; con il lockdown decorrente dai primi giorni di marzo ogni collegamento aereo fra l’Italia ed il Brasile è stato interrotto e che, una volta riattivati i voli, occorre effettuare in entrambi i Paesi un periodo di isolamento fiduciario di 15 giorni. Invece di rappresentarmi in modo così falsamente denigratorio, il giornalista avrebbe potuto scrivere che, anche grazie al mio interessamento, il 1 aprile sono riuscito a far arrivare in Italia un carico di 2,5 milioni di mascherine inviate dal presidente Bolsonaro in segno di amicizia al popolo italiano. Ma, evidentemente, le vere notizie vengono celate, mentre vengono pubblicate quelle suggestive e utili alla vostra linea editoriale.
Luis Roberto di San Martino Lorenzato di Ivrea
Non mi permetto di sminuire la moral suasion dell’onorevole Lorenzato nei confronti di Bolsonaro, che però non è oggetto del pezzo. È oggetto del pezzo quanto invece non rettificato – anzi, semmai confermato – dall’onorevole: nonostante a giugno bastassero 15 giorni di isolamento per rientrare a Roma (ma parecchi italiani sono riusciti a rientrare pure prima), ha ripreso i lavori d’Aula a fine luglio.
L. Giar.
In un articolo pubblicato suIl Fatto , si contesta il diritto mio e di altri colleghi eletti all’estero di esprimere una posizione contraria al taglio dei parlamentari con un’accusa pesante per un parlamentare, quella di assenteismo. Mi dispiace molto il metodo adottato dal suo giornale per fare lotta politica, attaccando e tentando di delegittimare le persone, ma soprattutto la rappresentanza politica di oltre 6 milioni di italiani residenti all’estero. Tuttavia vorrei fornire alcune precisazioni. Nei mesi più acuti del lockdown, la riduzione dei voli internazionali e l’obbligo di quarantena, superato per i cittadini Ue solo dal 3 giugno, hanno ostacolato la pendolarità degli eletti all’estero, riducendo l’attività in presenza (non quella a distanza) che, per quello che mi riguarda, risulta essere ad oggi al 73,93%. L’attività parlamentare nel suo complesso ha avuto una conversione nella partecipazione a distanza, soprattutto per i lavori nelle commissioni, ai quali ho partecipato ogni volta che se ne è data l’occasione. Nei mesi di lockdown e di restrizione ai viaggi, ho continuato a seguire i lavori parlamentari e i provvedimenti in discussione. Ho presentato atti parlamentari su questioni relative ai miei ambiti di attività e sono intervenuta per sollecitare i responsabili di governo e dell’amministrazione su situazioni urgenti che, quotidianamente, mi sono state prospettate da italiani residenti in molti Paesi europei in condizioni di grave difficoltà. Non ho mai smesso di lavorare anche se lontana da Roma. Come tanti colleghi ho promosso e preso parte a decine di incontri, conferenze, iniziative politiche del mio partito e dei suoi circoli esteri, di associazioni, di movimenti e partiti politici europei. Nei mesi di giugno e luglio, precisamente dal 5 giugno al 14 luglio, sono andata incontro a seri problemi di salute, purtroppo ancora non risolti, attestati da regolari certificazioni di medici e strutture sanitarie tedesche, tutti presentati immediatamente agli uffici della Camera, come gli stessi uffici possono documentare. Questa mancanza di attenzione ai fatti è la cosa che più mi ha ferito: un parlamentare – purtroppo – può ammalarsi! Comunque, compatibilmente con il mio stato di salute, sono stata presente alle votazioni di luglio e di inizio settembre. Sarebbe bastato chiedere a me o agli uffici della Camera queste informazioni prima di lanciare notizie lesive o calunniose.
Angela Schirò
Non ho mai messo in dubbio le attività politiche dell’onorevole Schirò, anche se “incontri, conferenze e iniziative” di partito non erano oggetto del pezzo. Ne ho contestato l’assenza in Aula, circostanza che – se provocata da problemi di salute – merita auguri sinceri.
L. Giar.
I NOSTRI ERRORI
Nell’intervista sul referendum costituzionale pubblicata venerdì 11 settembre, Pietro Paganini è stato definito ex presidente della Fondazione Einaudi, mentre è ex direttore generale.