Aboliamo le Regioni così calerà il debito
Gentile Travaglio, ho avuto modo di leggere diverse volte che abolirebbe le Regioni. Concordo assolutamente, infatti quando Renzi propose l’abolizione delle Province mi chiedevo come mai non avesse pensato ad abolire le Regioni. Guardando la curva del debito pubblico italiano, è facile verificare come sia cresciuto moltissimo a partire dal ’70, anno di nascita delle regioni. Allora il debito pubblico era sotto il 40 per cento del Pil per poi impennarsi fino ad arrivare al 140 per cento a fine 2019. È una coincidenza? il debito pubblico dipende da altro oppure le Regioni hanno contribuito in maniera sostanziosa a questo incredibile aumento? Mi risulta poi anche che tutte le Regioni italiane, chi più e chi meno, sono state sotto l’occhio della magistratura. Circa 400 sono stati i consiglieri regionali rinviati a giudizio e gran parte di loro condannati. Fermo restando che la Sanità deve comunque essere gestita dallo Stato in quanto, si è capito, le Regioni danno luogo a sprechi e corruzione.
Ridurre i parlamentari è giusto, ma non così
Grazie per l’attenzione direttore Marco Travaglio, ma insisto. La porcata non sta nel ridurre il numero dei parlamentari in sé, ma nel modo in cui lo si ottiene. A parer mio servirebbe, come diceva Adriano Olivetti “una sintesi tra le idee e non un compromesso tra le forze”. Nonostante la divergenza di vedute, continuerò comunque a provare profonda stima nei suoi confronti.
Vittorio Melandri
Caro Melandri, l’unico “modo” che conosco per ridurre il numero dei parlamentari è ridurre il numero dei parlamentari. Punto. È anche una questione di rispetto per gli elettori italiani, che nel 2006 e nel 2016 hanno (giustamente) bocciato le “grandi riforme” (o controriforme) di B. e Renzi che nascondevano dietro il taglio dei parlamentari molti altri cambiamenti dannosissimi.
M. Trav.
Le riforme si fanno una alla volta
Interrogato, vorrei rispondere a Tommaso Montanari con una domanda: ma se invece voto No che succede ai livelli di povertà e disoccupazione, al diritto negato a casa e salute, alla scuola umiliata e aggiungiamoci anche la fame nel mondo? Cosa c’entra? Oggi il tema è questo, su questo siamo chiamati a dare un giudizio, e le riforme si fanno una alla volta.
Franco Dolfi
Vedendo chi non vuole il taglio, sono per il Sì
I personaggi schierati per il No sono la maggior pubblicità a votare Sì. Approvando il taglio si può cambiare la legge elettorale; con il No si andrebbe alla paralisi.
Diego Tummarello
“Dall’odio insegnato mi ha guarita l’amore”
La senatrice Liliana Segre ieri ha compiuto novant’anni: in questa sua vita ha conosciuto tante, inenarrabili manifestazioni dell’odio: il disprezzo delle leggi razziali fasciste, l’egoismo e l’indifferenza di chi ha chiuso in faccia a lei e i suoi familiari in fuga la frontiera che li separava dalla salvezza, la ferocia e l’orrore del campo di sterminio, la perdita dei suoi familiari, la rovina prodotta in lei da queste atroci esperienze e ancora oggi minacce e offese razziste e fasciste.
Tutto ciò avrebbe potuto insegnarle a odiare, solo a odiare. E invece questa donna meravigliosa ha saputo, giorno dopo giorno, ritrovare l’amore non solo per sé e per il proprio ambito familiare, ma anche per chi ha incontrato sulla strada della sua vita ed essere testimone di giustizia e di verità per tutti gli uomini di tutti i giorni, specialmente per i giovani, ai quali si rivolge con dolcezza e con fermezza sempre rispettando la persona e testimoniando senza infingimenti la realtà storica e gli alti valori morali che la caratterizzano.
La sua figura, la sua vita e le sue parole ci stimolano perché non ci si faccia prendere da stanchezza e indifferenza, perché le ragioni della giustizia, della libertà, dell’affermazione dei diritti umani siano il punto di riferimento del nostro agire, oggi quando, come ci ha ricordato la stessa senatrice Liliana Segre, migliaia di persone tra torture e disperazione vengono gettate nell’inferno del Mediterraneo nell’indifferenza appena mascherata da qualche rammarico per comportamenti altrui. Per questo sono preziosi i novant’anni di Liliana Segre e a lei va il ringraziamento degli iscritti e dei simpatizzanti dell’Associazione S.A.O. – Saveria Antiochia Osservatorio antimafia, e il nostro augurio che per molti anni ancora il suo sorriso ci possa insegnare a vincere l’odio, a scegliere l’amore.
Vincenzo Viola e Jole Garuti