Non sono presenti nello stesso momento, non si nominano neppure, ma Luigi Gubitosi e Francesco Starace – Ad rispettivamente di Tim ed Enel – si danno delle gran mazzate in pubblico al Forum Ambrosetti di Cernobbio. Il nodo del contendere, com’è noto, è la rete unica, che vede impegnate (con pessimi risultati) entrambe le aziende nel cablare lo Stivale. Tim ha appena siglato un accordo con Cassa Depositi e Prestiti per creare una nuova società (AccessCo) in cui confluirà, oltre alla rete ex Telecom, la metà di Open Fiber, cioè la società che Cdp ha a metà proprio con Enel e che stende la fibra in concorrenza con Tim (di cui, per sovrammercato, Cdp è secondo azionista col 10%). Enel, ancorché caldamente invitata dal governo, non ha ancora deciso cosa fare del suo 50% di OF: vuole parecchi soldi per ritirarsi in buon ordine, molti più di quanti siano disposti a pagare Tim e Cdp.
E qui veniamo a ieri. Starace (Enel) di mattina partecipava a un panel sull’economia circolare, ma la domanda sulla rete unica non poteva mancare: entrerete anche voi in AccessCo? “È chiaro che non risponderò”, ma “a noi interessa cablare, il resto un po’ meno”. Parole non gentili arrivate giusto mentre Giuseppe Conte – alla festa del Fatto – sosteneva che “la rete unica sarà un’infrastruttura aperta e inclusiva. Anche a Mediaset? Perché no. Vogliamo che tutti partecipino a un progetto che si realizzi in 3-4 anni” e che sarà uno dei punti fondamentali del Recovery Plan che l’Italia presenterà all’Ue. Ecco, per introdurre la posizione di Gubitosi (Tim), partiamo proprio da Mediaset: “Mentre mi è evidente il vantaggio a entrare per un operatore di tlc, non mi è chiaro quale sia per un fruitore della rete come Mediaset. Comunque l’accordo con Cdp è stato fatto prima: se ci sarà l’interesse di qualcuno sarà valutato, ma non è una cosa realistica in tempi brevi”. Liquidato il Biscione, destinato a diventare in qualche modo preda di Vivendi (primo azionista di Tim), si passa a Enel: entrerà? “È una domanda ipotetica, perché Enel ha sempre detto che non le interessa fare il partner di minoranza. Detto questo, anche qui non ci sono chiusure di principio. È il momento di finirla con le polemiche e passare a operare”. Tradotto: tanti saluti Enel. Tim e Cdp vanno avanti con “tempi veloci” qualunque cosa faccia Starace: “Stiamo lavorando per trasformare le poche pagine di principio del Memorandum of understanding (approvato lunedì, ndr) in un business plan pluriennale condiviso”. Tim avrà oltre il 50% di AccessCo perché, dice Gubitosi, “il nostro apporto di rete sarà più grande” (ri-ciao Enel, ndr), ma “non vuole il controllo”, anzi “saremo in minoranza in cda. E poi ci saranno operatori indipendenti, come l’Agcom, che verificheranno la parità di accesso”.