Uno degli ultimi è Mandrakata, e si ispira al cult movie anni 70 Febbre da cavallo, con Gigi Proietti ed Enrico Montesano. L’ha inventato quest’estate Max La Rosa, proprietario del Divan Japonais di Frascati: tra gli ingredienti, uno sciroppo fatto in casa allo zafferano. Ma sono infiniti i cocktail che traggono il nome, e un sorso d’anima, dalle pellicole più conosciute. Che siano classici hollywoodiani o blockbuster recenti. E non mancano i drink miscelati dal retrogusto autarchico. Sognando Cocktail, il film-manifesto del 1988 con Tom Cruise.
I bartender gareggiano a colpi di omaggi alla settima arte. E cosa può esserci di meglio del tracannare, per esempio, un bel Silencio (tributo a Mulholland Drive di David Lynch) della barlady Elena Montomoli di Casa Minghetti (Bologna), adesso che siamo entrati nel clima della Mostra del cinema di Venezia? La galassia degli artisti dello shaker sta diventando sempre più femminile, una bella notizia da mandare giù. Roberta Martino, cofondatrice del collettivo ShakHer, evoca, nel centenario dalla nascita, Federico Fellini e il suo Amarcord. Sabina Yausheva del Bar Julep dell’Hotel de la Ville di Roma rilancia con Bready Crusta, liberamente ispirato a Pane, amore e… di Dino Risi. La fa da padrona il limoncello, e subito torna alla mente il sex appeal iniettato di sprezzatura di Sofia Loren. La Yausheva non è nuova a operazioni del genere: c’è pure lei dietro Roma Formidabile, remake a discreta gradazione alcolica di Mamma Roma di Pier Paolo Pasolini. E se Roberto Gulino de La Bodega di Cosenza si rifà a un capolavoro come Il Padrino di Francis Ford Coppola, Luana Papavero del Bulldog di Roma risponde con Golightly, gemello diverso del Colazione da Tiffany di Blake Edwards. La sua matrice ideale è infatti il White Angel, quel Martini Cocktail tutto gin e vodka bevuto con gran gusto, persino a inizio mattinata, da Audrey Hepburn.
Perché molti film e personaggi iconici del grande schermo hanno il loro cocktail identitario, il bicchiere-genius loci. Immaginereste mai un James Bond senza Vodka Martini in mano? O le ragazze di Sex and the City mutilate di un Cosmopolitan? Oppure Humphrey Bogart e Ingrid Bergman in Casablanca con qualcosa di più banale del Cocktail Champagne? Per dirla con Baudelaire, “chi beve solo acqua ha un segreto da nascondere”. E anche chi non ama il cinema.