Un confronto con il Pd in vista delle Comunali 2021? “Sì, va bene, però non solo con i dem, ma con tutta la sinistra”, chiede Max Bugani, veterano del M5S, capo-staff della sindaca di Roma, Virginia Raggi. Il quale però ha molto da eccepire, innanzitutto sui mancati accordi nelle Regioni: “Le alleanze non si fanno per abbattere un avversario, ma per costruire qualcosa”.
Sul Fatto Luigi Di Maio ha proposto un tavolo nazionale con il Pd per le Comunali del 2021. E ministri come Stefano Patuanelli e Federico D’Incà hanno sostenuto che la direzione è quella, verso accordi stabili con i dem. Condivide?
Mi dispiace che gli Stati generali del Movimento si stiano facendo solo sui giornali e non in un momento di confronto che io ho chiesto da un anno e mezzo. Andrebbero consultati gli iscritti e i portavoce sui territori. La politica seria non si fa così.
I processi politici si avviano anche in questo modo, con interventi pubblici.
Ogni giorno gli iscritti del M5S leggono cose diverse, e sono esclusi dal dibattito. Non vorrei che alcuni al vertice si fossero illusi che quel 33 per cento preso alle Politiche fosse merito loro: se abbiamo preso tutti quei voti è per il lavoro fatto in tanti anni sui territori.
In queste Regionali Pd e M5S andranno assieme solo in Liguria. Non si poteva fare di più, tutti?
Chiedere alla nostra candidata in Puglia Antonella Laricchia di fare un passo indietro a due giorni dalla chiusura delle liste è stato demenziale. Io chiedevo un confronto da oltre un anno proprio per evitare situazioni di questo tipo. E comunque anche in Liguria il nostro candidato Ferruccio Sansa è stato indebolito sin dall’inizio, con dichiarazioni contro di lui.
Perché?
Perché attualmente nel M5S si vive alla giornata, pensando all’immediata convenienza. Ma la politica non è improvvisazione. Bisogna lavorare a programmi, a candidati incensurati e ad accordi sulla trasparenza dei finanziatori, coinvolgendo tutta la sinistra. Penso anche a Pier Luigi Bersani, per esempio.
Perché questo scenario?
Su questa situazione incide anche il fatto che Beppe Grillo è distante.
È poco presente per disamore o stanchezza?
Non lo so, e non voglio neppure abbozzare una risposta. C’è già troppa gente che tenta di sfruttare i silenzi di Beppe.
Teme che nel tavolo con il Pd possa tornare in gioco anche Roma?
Gli iscritti del M5S hanno già promosso Virginia Raggi. Di Maio e Zingaretti non possono pensare di chiudersi in una stanza e decidere. Andranno sempre consultati i territori, anche per gli altri Comuni.
Il Messaggero ha scritto di un possibile sottosegretario ad hoc per Roma Capitale e la sindaca Raggi ha risposto: “No, piuttosto mi diano i poteri speciali”.
Il sottosegretario per Roma è già lei, Virginia, che sta facendo miracoli in una città dove prima mangiavano in tanti. Roma Capitale ha diritto a poteri speciali.
Lei parteciperà alla Festa dell’Unità a Bologna?
Sì, il 6 settembre. Con me ci saranno la vicepresidente regionale dell’Emilia-Romagna Elly Schlein, il segretario del Pd di Bologna Luigi Tosiani e la sindaca di San Lazzaro Isabella Conti (Iv).
Dicono che lei pensi di candidarsi come sindaco…
Proprio no. Dialogo da tempo con il governatore dell’Emilia-Romagna Bonaccini e il mio obiettivo è capire se si può costruire qualcosa di solido e credibile per la città. Ma non certo in un’ottica personale.
Lei è vicino ad Alessandro Di Battista. Vuole candidarsi come capo politico?
Non so se voglia farlo. Penso che prima di rimettersi in gioco voglia vederci più chiaro, capire come stanno le cose.
Il M5S rischia una scissione?
Ogni giorno perso senza fare gli Stati generali perdiamo pezzi. Se non ci sbrighiamo il rischio vero, più che di una scissione, sarà quello di restare in pochi.