Nel portafoglio ho una foto del cadavere di mio padre. La mostro a chi mi fa vedere la foto dei suoi bambini.
Doug Stanhope
La prassi divertente e i suoi effetti sull’uditorio si fondano sul modo con cui il cervello crea la coscienza. A partire dagli input (esterni e interni), ogni centinaio di millisecondi il sistema talamo-corticale forma uno stato di coscienza (la coscienza di qualcosa: il colore rosso di una sciarpa, una ragazza in un pub, un vuoto allo stomaco, un errore di ragionamento, una battuta).
Coscienza superiore e linguaggio. La coscienza primaria, comune a tutti gli animali dotati di cervello, genera un’immagine mentale dell’ambiente e lo collega alle esperienze passate. Questa attività essenziale è modulata dalle percezioni, dai movimenti, dalla memoria, dai nuclei valoriali, dalle abitudini, dalle routine utili alla sopravvivenza e all’adattamento. In più, la comparsa delle aree corticali di Wernicke e di Broca conferì all’uomo l’abilità simbolica e metaforica: emersero il senso del sé, del passato, del futuro, e la competenza linguistica. Quelle aree collegano la coscienza primaria al senso del sé, dandoci la coscienza di avere una coscienza, e la possibilità di raccontarne i contenuti. Apparve così la coscienza superiore: l’immaginario e la cultura si aggiunsero all’esperienza fenomenologica primaria; le relazioni sociali, e il linguaggio da esse plasmato, si colorarono di valori cognitivi (affetto, odio, coraggio, vigliaccheria, ricompensa, vendetta, colpa, punizione &c.). Il nostro mondo interiore dipende in modo determinante dal linguaggio: fin dai giochi infantili, il pensiero è metaforico e narrativo. Il linguaggio è un nuovo tipo di memoria, che espande enormemente le nostre abilità concettuali (Edelman & Tononi, 2000).
L’attività cognitiva è l’insieme dei processi neurali che metabolizzano l’informazione sensoriale (trasformazione, riduzione, elaborazione, immagazzinamento, recupero, uso). Tutte le funzioni mentali (sensazione, percezione, controllo motorio, linguaggio, immaginazione, ricordo, problem solving, comunicazione, pensiero &c.), fondamentali per ideare, eseguire e apprezzare le tattiche comiche, spiritose e umoristiche, sono il risultato del metabolismo informativo, secondo livelli di astrazione crescente (Neisser, 1967). La centrale esecutiva che orchestra gli input da tutti i micro e i macro-circuiti è la corteccia prefrontale, dove ha sede il giudizio, cioè il controllo di pensieri, parole, opere e omissioni: la nostra personalità. “Ai padri non si danno voti. Ma se tua figlia fa la spogliarellista, hai scazzato” (Chris Rock).
I due circuiti computazionali. Da ogni input sensoriale, il cervello astrae i tratti invarianti: un seno è un seno, grosso o piccino che sia; visto di fronte, da sopra o da sotto; di una donna italiana o eschimese. Per allungare la mano e palparlo, tuttavia, il sistema visivo deve fare attenzione ai dettagli. Il circuito del riconoscimento (il cosa) è ventrale (lobo temporale), quello dell’azione (il come) è dorsale (lobo parietale). Nel circuito dorsale, le computazioni sono in larga parte automatiche: non dobbiamo pensare a quali muscoli del braccio e del torso contrarre e rilassare per allungare il braccio verso il seno; se decidiamo di palparlo, i dettagli del bersaglio (forma, dimensione, orientamento, distanza) e l’informazione propriocettiva sulla posizione del nostro corpo vengono usati automaticamente per eseguire l’atto. Per decidere di palpare un seno, tuttavia, il sistema deve comprendere di cosa si tratti, per esempio che è un seno, non una mela; e che quel seno è un obiettivo la cui palpazione è socialmente accettabile. Il neonato non ha problemi decisionali: la mamma gli preme il capezzolo sulle labbra e il riflesso innato della suzione prende il sopravvento. Nell’adulto, invece, l’esecuzione di quella serie di operazioni richiede l’accesso all’enciclopedia di informazioni astratte, memorizzate, circa l’aspetto dei seni, la loro consistenza, il piacere di palpare un seno, le convenzioni sociali sul palpare un seno &c. Il bersaglio va compreso: a questo serve il circuito ventrale, che interpone l’attività cognitiva superiore (memoria, ragionamento, decisione) fra input sensoriale (la vista di un bel seno) ed esecuzione motoria (palpare il seno, oppure no). Il circuito dorsale controlla solo che il movimento verso il bersaglio sia fluido ed efficace; come un riflesso, è per lo più inconscio: se la situazione cambia (per esempio, la donna si mette più a suo agio), aggiusta i movimenti in modo automatico, con facilità. I sistemi cognitivi superiori, però, possono interferire, rendendo meno spontaneo il movimento: è l’apporto che i maestri di arti marziali cercano di inibire nell’allievo, affinché il colpo sia portato nel modo più rapido e proficuo (“I tuoi muscoli sanno cosa fare”). Il circuito ventrale, infatti, controlla i movimenti valutando le occasioni per l’azione, perciò fa intervenire l’attività cognitiva superiore: la memoria a lungo termine riconosce e categorizza gli oggetti, li associa al contesto e al nostro stato interno; poi la corteccia pre-frontale usa queste informazioni per decidere. Anche se desideri ardentemente palpare quel seno, potresti rimandare per i motivi più diversi: sei a un pranzo ufficiale, è la donna di un altro/a, sta tornando il marito/la compagna, sei sposato, sei un vescovo, è Madalina Ghenea, è un disegno di Erich Sokol &c.
La categorizzazione. Ragioniamo e decidiamo usando categorie: le relazioni concettuali influenzano il comportamento. Se un bel seno appartiene a tua moglie, lo associ ai tuoi figli, alla tua famiglia, alla tua casa, alla santità; se appartiene a un’altra donna, lo associ al Crazy Horse, a YouPorn, al libertinaggio, alle cause di divorzio. Questo tipo di scorciatoia cognitiva ci aiuta a capire e a prevedere gli eventi, e a decidere di conseguenza. Anche se non hai mai incontrato una moglie fedifraga, la tua conoscenza di Mozart, Flaubert e/o Lando Buzzanca ti è utile per prevedere il comportamento di una moglie libertina, all’occorrenza (trattandosi di abduzioni, cioè di ipotesi probabili, rischi comunque cantonate). Secondo il contesto del compito cognitivo (decidere cosa fare con una bella moglie altrui, in chiesa o in albergo; decodificare le sue intenzioni; oppure prevedere come finirà una gag su una moglie fedifraga), attingiamo alla nostra enciclopedia mentale per risolvere il problema. Un atto è il prodotto di una sequenza di attività cerebrali in un dominio percettivo, motorio, linguistico. Ogni momento della sequenza può essere fonte di comicità: la categorizzazione e i suoi errori sono fra i più usati. “Se no significasse no, ogni uomo morirebbe vergine” (Daniel Tosh).
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