I pazienti immunocompromessi sono incredibilmente aumentati negli ultimi decenni. È l’effetto paradosso del raggiungimento di nuovi traguardi della ricerca scientifica. Oggi, infatti, molte malattie prima fatalmente mortali si sono trasformate in affezioni croniche. Pensiamo a molte forme di cancro, all’Aids e tante altre. Questa nuova categoria di pazienti costituisce un problema, non solo terapeutico, nel continuo sforzo di bilanciare la tossicità collaterale di trattamenti a lungo termine, ma anche per la loro fragilità rispetto a patologie che possono subentrare. Fra queste, le più temibili sono quelle infettive, che possono costituire una seria minaccia per la loro vita. La prevenzione delle malattie infettive mediante vaccini è tra le misure sanitarie più efficaci principalmente per questi soggetti, che da tempo vengono sottoposti a vaccinazioni, come quella annuale dell’influenza. Tuttavia le persone immunocompromesse variano nel loro grado di immunosoppressione e suscettibilità alle infezioni e, quindi, rappresentano una popolazione eterogenea per quanto riguarda l’immunizzazione. A oggi non ci sono prove consolidate per l’uso dei vaccini in pazienti immunodeficienti e le indicazioni non sono chiaramente definite nemmeno nella maggior parte delle linee guida preparate per fornire raccomandazioni in tal senso. Mancano informazioni sull’immunogenicità e sicurezza dei vaccini, principalmente a causa della variabilità dei difetti immunitari tra soggetti con la stessa malattia. Il programma di vaccinazione nelle persone con immunodeficienza dovrebbe sempre contemplare una precisa valutazione del rapporto rischio-beneficio e un programma di immunizzazione specifico dovrebbe essere eseguito in base allo stato clinico e immunologico di ciascuna di queste condizioni. È necessario arrivare a un equilibrio tra la necessità di proteggere tali soggetti e quella di evitare i potenziali effetti avversi del vaccino stesso. In quei vaccini che vengono ripetuti nel tempo, bisogna esaminare se e che risposta immunologica riescano a provocare.