Venti anni fa, il 24 gennaio 2002, a Firenze, ci fu la prima manifestazione in Italia del movimento nazionale che poi sarebbe stato chiamato dei “Girotondi”, per la nostra consuetudine di circondare monumenti e palazzi emblematici del potere tenendoci per mano. A Firenze quel movimento si strutturò e divenne il “Laboratorio per la Democrazia”, anche detto movimento dei professori perché la prima manifestazione fu lanciata proprio da professori universitari (Paul Ginsborg e Pancho Pardi, insieme ad altri colleghi altrettanto battaglieri). Un successo insperato: 10.000 persone che sfilavano in una Firenze freddissima, sotto la pioggia, forti dello sdegno che le animava contro Berlusconi al governo, il suo conflitto di interessi, le leggi ad personam e lo stato catatonico in cui versava il centrosinistra, incapace di opporsi alla pericolosa deriva antidemocratica in atto (“Con questi dirigenti non vinceremo mai!”, gridava Nanni Moretti alla manifestazione dell’Ulivo del 2 febbraio 2002 in piazza Navona a Roma). Di quella prima manifestazione fiorentina non potrò mai dimenticare l’immagine di una giovane madre che, spingendo il passeggino con un figlio dentro, e un altro più grandicello in braccio, procedeva bagnandosi come se niente fosse. Fu una manifestazione necessaria e imprescindibile, come le altre che nei giorni successivi si svolsero spontaneamente a Roma e Milano, che attestarono la volontà dei cittadini di rendersi protagonisti, in prima persona, di una resistenza strutturata al governo Berlusconi, senza più delegare alle forze politiche, che pure avevano votato, ma da cui non si sentivano rappresentati. Nacque così una sorta di società civile organizzata. Dopo quella prima, si ebbero manifestazioni in tutta Italia. Furono circa 3 anni di attivismo serrato del “Laboratorio per la Democrazia”, dalle ceneri del quale sono nate varie associazioni civiche, di difesa della Costituzione e i comitati che nel 2006 e 2016 sono stati i promotori del No alle pessime riforme costituzionali di Berlusconi e di Renzi, riscuotendo, in entrambi i casi una clamorosa vittoria. Con lo stesso sdegno che ci animava nel 2002, sabato scorso, siamo scesi in piazza a Firenze per un presidio contro la candidatura di Berlusconi a presidente della Repubblica, considerando osceno un tale atto, anzi eversivo. Nonostante siano trascorsi 20 anni, non ci siamo ancora stancati di “resistere, resistere, resistere come sulla linea del Piave”, con lo stesso spirito con cui il procuratore generale di Milano, Francesco Saverio Borrelli, pronunciò queste parole all’apertura dell’Anno giudiziario del gennaio 2002.
Cinzia Niccolai