Il “salva banche” lo firmò Mattarella, ricordiamolo
Non c’è dubbio che, a paragone con Silvio Berlusconi, ci sarebbe un numero considerevole di persone che risulterebbero perfetti. Ma da qui a citare Sergio Mattarella, quale esempio di totale positività, ce ne corre! Leggo un articolo del Fatto a firma Nicola Borzi relativo alle vittime dei crack bancari che produssero l’azzeramento dei risparmi di moltissime persone, con conseguenze drammatiche anche sul piano umano. Mi duole constatare che la memoria sia così corta da non ricordare che fu proprio Mattarella ad avallare, alla fine del 2015, nel ruolo di Presidente della Repubblica, il famoso decreto “salva banche”, varato dal Consiglio dei ministri presieduto all’epoca da Matteo Renzi.
Claudia Chiostri
I tagli alla sanità hanno favorito molti contagi
Pur avendo fatto la terza dose in modo convinto, non riesco a sopportare da parte dei giornaloni, per non dire dei talk-show, tutti quei discorsi sul fatto che ci si trova in questa situazione incredibilmente peggiorata per responsabilità dei non vaccinati. Invece dipende in buonissima parte anche dai tagli alla sanità, attuati in questi ultimi venti anni in modo spudorato e cialtronesco, ma di cui non si sente mai parlare. Senza contare che non è nemmeno diminuito il debito pubblico.
Fabio De Bartoli
I paradossi del nucleare: i rifiuti e i 60 siti francesi
Con il referendum abbiamo abolito le centrali nucleari sul nostro territorio, tuttavia i rifiuti nucleari continuano ad aumentare. Sembra un paradosso, soprattutto se si considera che nella vicina Francia ci sono quasi 60 centrali nucleari attive. Ma allora che senso ha rinunciare a questa forma di energia se comunque siamo esposti al rischio?
Gabriele Salini
Pure i “migliori” vogliono fare il ponte sullo Stretto
Sono due anni che viviamo in emergenza sanitaria e il ministro Giovannini, anziché preoccuparsi delle mascherine da usare sui mezzi pubblici, si dedica alle procedure per come realizzare il ponte sullo Stretto di Messina. Non c’è da stare allegri con questi “migliori”, servirebbe più saggezza e pragmatismo, mirando a risolvere i problemi attuali, che sono tanti e urgenti.
Roberto Mascherini
Abbiamo bisogno tutti di più iscritti a medicina
In questo periodo di pandemia ci siamo accorti che mancano in Italia molti medici. Il 24 agosto 2016 Il Fatto aveva pubblicato una mia lettera intitolata: “Aumentiamo del 50% i posti al primo anno di Medicina”. Naturalmente il ministero se n’è fregato di una logica richiesta proveniente da quisque de populo. Per molti decenni gli iscritti al primo anno furono circa 9mila (che produssero circa 7.000 laureati). Negli ultimi due anni le matricole sono circa 13.000. Ancor oggi è necessario un incremento, anche se certi presidi di facoltà dicono che non ci sono le strutture… Allora io mi chiedo: come facevano le facoltà di medicina 45 anni fa ad accogliere anche 180mila studenti di cui 30mila matricole? Nell’anno accademico 1977-78 ci fu il massimo di iscritti: 196mila e sei anni dopo i laureati furono 14mila. Ma non ci voleva tanto a capire che anche i medici vanno in pensione a 68-70 anni e quindi avrebbero lasciato scoperti i posti. Adesso abbiamo un numero di studenti che mi sembra chiaramente insufficiente, tanto è vero che recentemente la Regione Veneto ha aumentato il numero massimo degli assistiti per medico di base da 1.500 a 1.800. Conclusione: al fine di ridistribuire lavoro e retribuzioni, bisogna aumentare ancora del 50 percento il numero degli studenti del primo anno, anche se gli effetti (cioè i laureati specializzati) si vedranno fra dieci anni.
Claudio Carlisi
Per decenza, fermiamo il Festival di Sanremo
Premetto che non sono un affezionato del Festival di Sanremo, anzi lo detesto per le insulse e accese polemiche intorno a questa gara canora. Ricordate la scena del famoso film in cui il Titanic affondava e l’orchestra continuava a suonare? Credo che, per analogia, sia quello che sta accadendo con questa kermesse. I numeri dei decessi Covid aumentano maledettamente, superando anche i 400 morti al giorno. Sarebbe il caso, secondo il mio punto di vista, di annullare la manifestazione. Le nefaste circostanze richiedono maggior rispetto per tutte le vittime da Covid e per il dolore e le sofferenze che affligge tante povere famiglie. Insomma, un po’ di pietas e meno baldoria. Diversamente, prevarrebbe il solo cinismo e la cruda insensibilità verso i nostri fratelli sfortunati.
Franco Petraglia