Con questa situazione Draghi deve stare a Chigi
Siamo in una tiritera buffa, noiosa, insopportabile: questa politica si è impiccata su Draghi e Berlusconi. Possibile che nessuno riesca a vedere, o voglia, più lontano del proprio naso? Ok i giochi delle parti, ma qui ci sono in ballo le sorti del Paese, servono persone di qualità e con la schiena dritta. Donna o uomo non importa, purché ci siano i valori costituzionali, e questi si trovano anche fuori dal cerchio dei partiti. La legislatura deve andare avanti, il Pnrr non può aspettare, deve essere concretizzato facendolo uscire da tutte le fasi burocratiche. Il Paese è in declino per i più, i cittadini sono imbufaliti, e a breve ci saranno ripercussioni anche sul Pil. Questi temi devono essere affrontati a livello europeo, e Draghi dovrà trattare in quanto capo del governo.
Roberto Mascherini
I lunghi pantaloni del comico Caimano
In tutte le recenti foto, nonché nei filmati, il Caimano viene ritratto con pantaloni eccessivamente lunghi. Forse la badante Fascina non ha tempo di accorciarli: un aspetto comico e grottesco, ridicolo per un maniaco dell’immagine.
Paolo Mazzucato
Cosa ci faceva la Lega di Bossi con il tricolore
In un tg ho visto Salvini che indossava una mascherina con stampato il tricolore della nostra bandiera. Questo mi ha fatto ricordare quell’episodio di Venezia quando Umberto Bossi, con il corteo di barche per il rito dell’ampolla dell’acqua del Po, vedendo la signora Lucia che esponeva sulla sua finestra la bandiera italiana la invitava a usarla per pulirsi il culo. Fra i presenti c’era anche Salvini. Per cui ho pensato: ma guarda come cambiano i tempi, adesso Salvini il tricolore se lo mette davanti alla bocca anziché sul culo.
Anilo Castellarin
Lo scempio scuola-lavoro ha la firma della sinistra
Il terribile incidente in cui ha perso la vita lo studente 18enne nel suo ultimo giorno di stage va inquadrato nel generale imbarbarimento della società, che così come ha ridotto i lavoratori a merce usa e getta, ha indottrinato gli studenti sulle meraviglie della flessibilità costringendoli “a pelar patate”, “ad aprire gli ombrelloni”, o “a spalare letame in una stalla” durante gli stage di alternanza scuola lavoro. Lo scempio della scuola è iniziato con il ministro Berlinguer che ha introdotto in essa categorie aziendalistiche. Poi venne Renzi a porre la ciliegina sulla torta. Insomma, i politici della pseudo-sinistra hanno cercato di accreditarsi come interlocutori fidati presso i nuovi padroni del neocapitalismo finanziario.
Maurizio Burattini
Quei giovani sfruttati, ignorati dalla politica
La telefonata di una venditrice di contratti mi ha lasciato addosso una tristezza infinita. Voleva riportarmi dal gestore di energia che avevo lasciato, ma le ho detto che non mi interessava. Mi aspettavo la solita insistenza con cui queste persone martellano l’interlocutore. E invece la ragazza ha detto solo: “Non fa niente. Mi scusi per il disturbo. Buongiorno”. Quella sua compostezza e il tono ancora adolescenziale della voce mi ha fatto pensare a una giovane al suo primo impiego, magari precaria. E mi si è stretto il cuore. Ho pensato a ragazze e ragazzi che hanno un titolo di studio, a volte anche una laurea, ma nessuna opportunità, se non i “lavoretti” o impieghi in nero o andare via. Quando riusciremo a dare almeno 1200 euro al mese come primo stipendio a un giovane avremo compiuto la rivoluzione che manca.
Massimo Marnetto
In quanto a corruzione siamo da primato
Una recente indagine fatta in Sudafrica, riguardante i nove anni in cui Jacob Zuma era presidente, ha individuato un processo corruttivo denominato “Cattura dello Stato” dove imprese e politici influenzarono il processo decisionale dello Stato per promuovere i propri interessi. Dirigenti di dipartimenti governativi e imprese statali furono sostituiti con stretti alleati e funzionari compiacenti, che poi contribuirono a commettere abusi negli appalti pubblici e al crollo della governance nelle società statali. Secondo me sono dilettanti: in Italia abbiamo la versione 2.0 di questa forma di corruzione, nota come “Il ratto dello Stato”, che viene perpetuata sistematicamente dopo ogni cambio di governo, con relativo insabbiamento di eventuali indagini.
Claudio Trevisan