Ho visto le spie russe e non lo sapevo?
A marzo-aprile 2020, qui a Bergamo, ho visto le fantomatiche spie russe fare la coda al supermercato (rifiutando di passare avanti agli altri malgrado fossero invitati a farlo), comprare pane, formaggio, affettati, sapone e deodoranti. Ho visto le soldatesse-spie russe guardare le vetrine dei negozi di abbigliamento chiusi per il lockdown, indicare i capi e sussultare davanti ai prezzi. Ho visto le spie russe accarezzare il mio cane. Ho visto le spie russe guidare i camion che pulivano le strade e sorridere ai miei saluti. Ho visto le spie russe rientrare la sera in albergo (il migliore di città bassa) con i volti stravolti e i corpi stanchi. Ho visto le spie russe e non lo sapevo?
Giovanni Ghio
Nella caccia alle streghe restate giornalisti liberi
In questi momenti così difficili mi viene in mente quello che diceva lndro Montanelli: “Nella caccia alle streghe, un liberale si schiera a favore delle streghe”. Un giornalista deve informare. Vi ringrazio per il vostro modo di fare giornalismo.
Giovanni Gambino
L’ipocrisia interventista che imperversa in tv
La prossima volta che uno fra i tantissimi giornalisti favorevoli all’invio delle armi in Ucraina “senza se e senza ma” (i vari De Angelis, Mieli, Severgnini, Parenzo e compagnia zelante) la tratterà alla stregua di un ipocrita pacifista da poltrona che, stando col sedere al caldo invita il popolo ucraino a farsi massacrare, la prego, gli chieda spiegarci perché allora egli non faccia come Hemingway in Spagna e, tablet sotto mano ed elmetto in testa, si unisca alle file della resistenza all’invasore russo.
Marco Lombardi
Caro Marco, molti interventisti “riformisti”, in realtà, sono solo dei riformati.
Marco Travaglio
Sullo spionaggio sono state dette delle frottole
Trovo indecorosi gli articoli sulla supposta spedizione “spionistica” russa di due anni fa, scritti senza fondamenti di alcun tipo e, cosa ancor più grave, con l’omissione della relazione del Copasir che smentisce queste panzane. Bisogna però inquadrare questo fango nell’ambito del “Conticidio”. Infatti, ai giornaloni non basta essere riusciti a farlo dimettere da Premier, con una altrettanto indecorosa campagna di opinioni avverse; ora è il momento della damnatio memoriae. Sono al passo dei tempi. Di oltre duemila anni fa.
Fulvio Lo Cicero
Siete gli unici a parlare della riforma Cartabia
Elogio al Fatto Quotidiano, unico grande giornale che segnala le incongruenze della riforma Cartabia sul controllo esterno dei magistrati e sui reiterati tentativi di infiacchire la normativa antimafia (pensiamo al 41-bis), così come denunciato dal procuratore Gratteri. Tra l’altro, da vari decenni è in corso nella legislazione penale un deplorevole andazzo secondo il quale si vuole assimilare tout court la difesa all’accusa, mentre non occorre uno studio approfondito di filosofia del diritto e di storia del diritto (solo di alcuni secoli) del common law anglosassone, come contrapposto a quello illuministico napoleonico continentale, per comprendere che la scopiazzatura del sistema processuale penale anglosassone non ha ragion d’essere ed è solo il frutto di legulei formatisi sui filmini televisivi del divo Perry Mason e americanate simili.
Piero Angius
La “resistenza ucraina” è solo una cinica follia
L’ultima trovata dei sostenitori della guerra in atto, impossibile da vincere contro il colosso russo, è l’idea di una “lunga resistenza” degli ucraini casa per casa, quindi è opportuno mandare armi e ancora armi. E’ questa l’ultima cinica follia sulla pelle di milioni di ucraini, certamente pieni di volontà eroica, ma assolutamente inconsapevoli di quel che si va dicendo. L’Afghanistan ha potuto sconfiggere prima l’armata rossa e poi quella a stelle e strisce perché, come ricorda Massimo Fini, è un Paese pieno di alte montagne e gole inaccessibili dove pochi guerriglieri abituati da bambini a vivere di radici, bacche e mitra potevano ben tenere in scacco per mesi ed anni i carri armati, sfuggire ai missili e agli aerei, subire ferite inenarrabili e continuare a sparare, avere il sostegno volontario di quasi tutta una popolazione, anch’essa abituata a vivere di stenti. Mentre nelle ubertose piane dell’Ucraina e nelle sue città moderne vive una popolazione molto più agiata e in parte filorussa (se non fosse così non sarebbero stati messi al bando tre partiti socialcomunisti 5 anni fa e altre undici organizzazioni adesso). Senza voler parlare del Vietnam e tanto meno della Resistenza italiana o di quella francese, di più breve durata e condotte contro un esercito che aveva molti altri fronti aperti e non possedeva le armi modernissime dei Russi. Questa guerra diverrà invece sempre più crudele ed incattivita perché i russi dovranno vedersela con battaglioni di mercenari pagati e armati fino ai denti dall’Europa e dagli Usa, abituati alle efferatezze più ignobili. Solo chi non ama il popolo ucraino può volergli prospettare questo scenario futuro parlando di una “lunga resistenza”.
Carlo De Lisio
DIRITTO DI REPLICA
Massimo Giletti ci fa veementemente notare che il luogo da cui trasmetteva in diretta non era, malgrado le apparenze, la hall di un hotel, come abbiamo scritto, ma altro locale sito in Odessa. Ne prendiamo atto e restiamo a disposizione per eventuali ulteriori precisazioni logistico/toponomastiche.
Da. Ran.