Soundreef, sono opportune alcune precisazioni
Egregio Direttore, in riferimento alla lettera pubblicata in data 19 novembre 2019 e dal titolo “Siae e Soundreef complicano la vita ai musicisti”, ci terrei a segnalare alcune imprecisioni riportate da Costantino Ladisa. In particolare, segnaliamo che non è previsto un obbligo per i musicisti nel conoscere anticipatamente i brani che suoneranno. Inoltre non ci sono importanti aggravi di costi o di tipo amministrativo per l’organizzatore di eventi. Quest’ultimo infatti dovrà semplicemente richiedere due permessi (uno a Siae e uno a Lea/Soundreef) due giorni prima dell’evento. Il tempo di richiesta di un permesso online sul sito di Lea e su Soundreef è inferiore ai due minuti. Dopo l’evento, l’organizzatore consegnerà il borderò Siae digitale anche a Lea per Soundreef. Quindi un unico borderò. Non ci saranno aggravi di costi rispetto al passato in quanto il prezzo finale sarà al massimo quello che era dovuto a Siae. Sono le collecting, Siae e Lea/Soundreef, che ripartiranno il costo di licenza pro-quota. Infine, ricordiamo che sia Soundreef sia Siae riscuotono per conto dell’autore e/o dell’editore. Se l’autore preferisce non essere iscritto a una delle due collecting l’organizzatore dell’evento non dovrà effettuare pagamenti a Siae e Soundreef (sempre che l’autore suoni brani di sua completa titolarità).
Davide d’Atri, AD Soundreef
Il “Fatto” non è mancato un giorno nella nostra casa
Da quando sono rimasto senza il mio grande amore Romana, dopo 59 anni insieme, non vi avevo più scritto, ma il giornale non è mancato un solo giorno nella nostra casa. Quando era ancora viva Romana in tv guardavamo, ai vecchi tempi, solo Rai3 e Il fatto di Biagi e, in questi anni, al 90 per cento La7, Crozza sul Nove, il vostro Accordi e disaccordi e le interviste del dottor Gomez, direttore del vostro mensile Millennium.
L’aria che tira della presentatrice Myrta Merlino mi piace molto: in special modo quando tratta dei lavoratori che hanno perso il lavoro o lo stanno perdendo, è molto brava, ma non mi piace affatto quando invita gente come Minzolini (tra parentesi, molto spesso), Cirino Pomicino e simili, che non dovrebbero più farsi vedere specie alla tv. Fino a che la mia testa risponde il Fatto Quotidiano non mancherà mai nella mia casa. Sempre avanti così.
Carlo Acciari
Ius culturae, se ne parla come se fosse l’unica urgenza
Condivido l’articolo di Marco Travaglio circa l’opportunità o meno di iniziare l’attività governativa con provvedimenti divisivi come lo ius culturae.
Alcuni ritengono che non bisogna astenersi dal fare le cose giuste per paura di regalare voti a Salvini, perché le cose giuste vanno fatte a prescindere. Ora, a parte il fatto che il parere su cosa è giusto e urgente da fare o meno è soggettivo (e secondo me lo ius culturae non è tra queste), in linea di principio anche io lo penso, soprattutto in vista di un probabile ritorno di Salvini.
Tuttavia credo che ci sia un enorme problema di comunicazione, perché non si può dare la sensazione di trascurare tutto il resto per dedicarsi a provvedimenti che interessano solo alcuni. Sono 3 mesi che parlano di ius culturae come se non pensassero ad altro, dando la sensazione che quella sia l’unica urgenza.
Credo che con un po’ di furbizia potrebbero anche fare questa riforma se la si ritiene indispensabile, ma pubblicizzandone nel contempo delle altre, che tocchino gli svariati altri problemi che ci sono. Poi altrimenti non ci stupiamo se la maggioranza delle persone decide di credere a chi gli dà la sensazione di risolvere i loro problemi.
Valentina Felici
Il marito violento di Rimini finalmente arrestato
Stanca dei continui maltrattamenti del marito, una donna, a Rimini, fingendo di ordinare una pizza, ha avvisato il 112. L’operatore, comprendendo l’urgenza della chiamata dalla voce strozzata della donna, ha inviato una pattuglia all’indirizzo fornitogli. All’arrivo dei militari l’uomo, che anche quella sera di agosto aveva barbaramente picchiato la moglie, ha cercato di gettarsi dal quarto piano, ma è stato fermato da un carabiniere.
In vicende come questa vengo infastidito da due cose: la piccolezza di certi uomini e l’omertà dei vicini: escludo infatti nessuno avesse mai sentito nulla. Comunque sia l’uomo è stato arrestato per maltrattamenti e lesioni personali nei confronti della moglie. La galera è il posto che merita.
Cristian Carbognani
Taranto, lo Stato reinvesta i soldi sequestrati ai Riva
Forse sono un sempliciotto o un sognatore. Se è vero che lo Stato ha incassato 1,5 miliardi dai Riva io penso sarebbe giusto venissero impiegati per iniziare la bonifica e la messa in sicurezza dell’ex Ilva.
I tre o quattro miliardi che mancano dovrebbero essere spalmati su un contratto di affitto di azienda. Così si prenderebbero due piccioni con una fava.
Lo Stato farebbe la sua parte, proteggendo i cittadini e i lavoratori. Noi, popolo, saremmo lieti (penso e me lo auguro) di aver risolto una penosa e annosa situazione, prestando soldi con la certezza di aver fatto la cosa migliore.
Paolo Benassi