Tre anni fa, quando arrivò al Quirinale in giacca e cravatta, era emozionato. Poi davanti al “nonno d’Italia” Sergio Mattarella che lo stava nominando “Alfiere della Repubblica”, lui decise di tirare fuori il cellulare e farsi un selfie con il presidente.
La foto parla da sola: il giovane Bernard Dika sciolto e sorridente che tiene in mano il cellulare e dietro l’inquilino del Quirinale impacciato, quasi imbarazzato. L’episodio dice tutto del giovane 21enne fiorentino: chi lo conosce lo descrive come un ragazzo dalla “spiccata personalità”. È lui l’organizzatore del “popolo delle sardine” toscane che arriverà a Firenze il prossimo 30 novembre per rovinare il lancio della campagna elettorale di Matteo Salvini. Il leader del Carroccio ha organizzato una cena con 1000 sostenitori al Tuscany Hall in cui lancerà il candidato del centrodestra alle prossime regionali – nelle ultime ore è spuntato il nome del sindaco di Grosseto, Antonfrancesco Vivarelli Colonna – ma in quel momento le “sardine” guidate da Dika saranno in Piazza della Repubblica per dimostrare “che un’altra Italia c’è” e si riconosce nei “valori della pace, della giustizia e della libertà”.
Dika è nato in Albania ma si è trasferito coi genitori in Italia dopo pochi mesi e per questo si sente italiano, anzi fiorentino, a tutti gli effetti. Studente di Giurisprudenza a Firenze, Dika dal 2015 al 2017 è stato Presidente del Parlamento degli Studenti toscani ma non ha mai nascosto le sue simpatie politiche: “Non sono mai stato un renziano della prima ora – dice – ho sostenuto Renzi alle primarie del 2017 e sono stato uno dei 20 millennials del Pd che Matteo nominò durante la sua segreteria ma ho sempre detto quello che pensavo”. Il giovane ventenne infatti è diventato famoso dopo il suo discorso sul palco della Festa dell’Unità romana del 2018 quando fece un durissimo attacco al Pd, reo di “non avere una linea politica soprattutto sull’immigrazione” lasciando così “spazio alla destra”: “Dobbiamo cercare di capire perché la nostra gente non ci vota più e vota M5S” disse in quell’occasione il giovane Bernard. Da allora, tra ospitate in tv e inviti pubblici in cui porta per l’Italia i valori della Costituzione, è diventato uno dei volti più noti dell’impegno civico in Toscana e per questo ha deciso di lanciare il movimento delle sardine anche qui. Eppure, Dika è anche collaboratore del presidente del consiglio regionale e prossimo candidato dem nel 2020, Eugenio Giani, ma lui ci tiene a specificare che “le due cose non c’entrano niente”: “Io sono stato iscritto al Pd fino al 2018, poi nel 2019 non ho rinnovato la tessera – spiega – e il mio incarico in Regione non è di natura politica ma solo istituzionale: per lui mi occupo di politiche giovanili”. Le sardine quindi di politico non devono avere niente, sostiene lui: “Io ho lanciato l’idea – continua – ma per evitare strumentalizzazioni ho lasciato che siano gli altri ragazzi, che non hanno esperienza politica alle spalle, a organizzare praticamente la manifestazione”. Che piazza sarà quella di Firenze? “Non vogliamo né partiti né movimenti e il popolo del 30 non rappresenterà solo la sinistra ma tutti coloro che credono nei valori della Costituzione. L’importante sarà stare insieme senza dover ascoltare un capetto”. All’evento su Facebook hanno aderito già in 30mila e arrivano richieste di partecipazione da tutta la Toscana.