Lo definisce un partito di persone “perbene e fresche”. Matteo Renzi sbarca a Catania per presentare Italia Viva e dice: “Vogliamo prendere a destra e sinistra”. Mentre Teresa Bellanova a Maria Latella per SkyTg24 aggiunge: “Carfagna e Polverini saranno le benvenute”. Renzi parla nel centro fieristico “Le Ciminiere”, stracolmo. Tra il pubblico però di fresco c’è poco. In compenso spicca un mix di volti noti con una propensione al cambio di casacca. A cominciare dal padrone di casa Luca Sammartino. Mister 34 mila preferenze alle ultime regionali, dato come prossimo candidato a governatore della Sicilia. Renzi è sicuro: “All’assemblea regionale saremo il primo partito”, dice. E pensare che Sammartino nel 2012 veniva eletto per la prima volta all’Ars con l’Udc. Salvo poi migrare nel movimento Articolo 4, ideato da Lino Leanza, braccio destro per anni di Raffaele Lombardo. L’ombra dell’ex governatore si aggira in sala come un fantasma. Perché oltre alla sua storica segretaria Maria Bonanno, c’è pure il deputato Nicola D’Agostino. Capogruppo all’Ars di Italia Viva, per un ruolo che conosce avendolo già ricoperto nel 2012 proprio con l’Mpa di Lombardo.
La rosa dei catanesi è completa con la senatrice Valeria Sudano. Erede di una tradizione di famiglia cominciata con lo zio 79enne Mimmo, un tempo potente senatore Dc. La nipote dopo l’elezione all’Ars con Cantiere Popolare di Saverio Romano si è ritagliata il ruolo di fedelissima di Renzi. In prima fila c’è pure Mario Tomasello, consigliere comunale a Catania bollato dalla commissione parlamentare Antimafia come impresentabile perché coinvolto in un’inchiesta sulle truffe alle assicurazioni. Dalla platea al palco con altri deputati regionali. L’ex dem siracusano Giovanni Cafeo e il palermitano Edi Tamajo; saltato da Pdl, Udc ed eletto nel 2012 con Grande Sud, all’epoca retto da Gianfranco Miccichè. Da un’isola all’altra. Il reclutamento di IV in Sardegna apre le porte all’ex dem Francesca Barracciu. Condannata a tre anni in Appello per peculato.
Calabria
Oliverio e Occhiuto: gli “esclusi” di Pd e Lega ora cercano di sopravvivere
“La mia è una scelta di libertà”. Con questo refrain, il senatore Ernesto Magorno da settimane sta guidando, di fatto, la pattuglia dei calabresi di Italia Viva. Sindaco di Diamante e ritenuto fedelissimo di Luca Lotti, è stato lui il primo a seguire Renzi fuori dal Pd. Non è comunque l’unico parlamentare in Calabria ad aver aderito a Italia Viva. Alla corte di Renzi, è spuntata anche la deputata Silvia Vono che, appena uscita dal Movimento Cinque Stelle, è subito partita per la Leopolda dove, nel pulmino di Ernesto Magorno c’erano pure l’ex ministro agli affari regionali Maria Carmela Lanzetta e l’ex deputata del Pd Stefania Covello.
Il panorama politico calabrese, però, è condizionato dalle prossime regionali dove la chiusura della Lega sul candidato di Forza Italia Mario Occhiuto potrebbe spingere quest’ultimo, e il fratello deputato Roberto, a tentare la carta Renzi. Anche se con più difficoltà, lo stesso vale per l’uscente governatore Mario Oliverio che, messo in cantina dal suo Pd, vuole ricandidarsi a tutti i costi. Ma le elezioni sono troppo vicine per pensare a una lista di “Italia Viva”. Renzi lo sa e alle lusinghe degli ex dalemiani risponde che vuole un “forte rinnovamento”. In sostanza, un “no grazie” proprio ad Oliverio.
Lucio Musolino
Umbria
La Marini ancora ci pensa, già dentro la senatrice che voleva salvare Minzolini
Negli ultimi cinque anni era stata la “zarina” umbra ma l’inchiesta Sanitopoli in cui è finita indagata, l’ha fatta passare in pochi giorni dalle stelle alle stalle, con le dimissioni “forzate” dal Pd e la caduta della giunta regionale. Adesso però Catiuscia Marini, dopo le ultime elezioni che hanno consegnato la Regione a Matteo Salvini, potrebbe prendersi la sua rivincita e passare con “Italia Viva”. Il passaggio non è ancora ufficiale e ci sta ancora pensando ma lei continua a strizzare l’occhio al partito di Renzi: “In futuro si vedrà, sto pensando a cosa fare – ha fatto sapere – ma sicuramente voterò il partito più riformista e garantista”. In Umbria non è la sola, a guidare la truppa renziana ci sono due senatori di peso: Nadia Ginetti e Leonardo Grimani. Quest’ultimo è considerato vicinissimo all’ex ministro dello Sport imputato per favoreggiamento nel caso Consip, Luca Lotti, mentre Ginetti è nota per aver votato contro, nel 2017, alla decadenza del senatore di Forza Italia Augusto Minzolini e per aver difeso Maria Elena Boschi quando Ferruccio De Bortoli fece emergere le sue pressioni sull’ad di Unicredit per acquisire Banca Etruria. Altre adesioni arriveranno a fine mese, quando a Perugia si terrà la prima convention di Italia Viva.
Giacomo Salvini
Campania
Da “Mr 10 euro” alle primarie dem fino al massone ex 5 Stelle Vitiello
Alla prima uscita di Italia Viva a Napoli, al cinema Metropolitan, c’era anche lui: Michel Di Prisco, il signore delle tessere di Miano, colui che un indimenticabile video di Repubblica del 2017, fatto con una telecamerina nascosta tra la gente in fila davanti alla sezione Pd, indicò “come la persona che ci darà i 10 euro per iscriverci”. Coinvolto anche nei presunti brogli delle primarie comunali 2011 annullate d’imperio, ora Di Prisco è uscito dal Pd e fa l’assessore a Scampia. Renziano. Un altro fulminato sulla via di Renzi nel napoletano è Catello Vitiello, deputato ultragarantista cacciato dal Movimento Cinque Stelle per aver nascosto di essere massone. Ha vagato di gruppo in gruppo, ora Italia Viva è la sua casa. Insieme a lui, Gennaro Migliore, l’ex presidente del Pd di Napoli Tommaso Ederoclite, l’ex senatrice Graziella Pagano, l’ex eurodeputato del casertano Nicola Caputo, il sindaco di Ercolano Ciro Buonajuto, amico della Boschi, l’uomo che fece conoscere Raffaele Cantone a Renzi. Buonajuto ancora a settembre rilasciava interviste in cui dichiarava di voler restare nei dem. Ma in Italia Viva non fa notizia cambiare idea in breve tempo.
Vincenzo Iurillo
Toscana
Nella patria del Giglio Magico di Matteohanno traslocato già tre ex berlusconiani
Nella patria del renzismo, da dove tutto è iniziato, Italia Viva ha attratto molti ex berlusconiani. Basti pensare a Gabriele Toccafondi, ex deputato con Silvio, poi passato con Ncd di Angelino Alfano che lo promosse sottosegretario all’Istruzione nei governi Letta, Renzi e Gentiloni. Poi c’è Francesco Grazzini, 25 anni, figlio del compianto Graziano, punto di riferimento di Berlusconi e di Comunione e Liberazione in Toscana. Infine l’altro nome di peso è l’ex vicecoordinatore del Pdl in Toscana, Maurizio Zingoni. Ma nelle ultime settimane il nuovo passaggio a Iv che ha fatto più scalpore è stato quello dell’assessore alla Sanità della giunta regionale, Stefania Saccardi, che negli ultimi mesi è stata contestata per la decisione di finanziare con 195 mila euro in tre anni il “Forum Toscano delle Associazioni dei diritti della famiglia” dichiaratamente antiabortista. Oltre alla madrina del renzismo Maria Elena Boschi, l’altro membro toscano del Giglio Magico a passare con Renzi è stato l’ex tesoriere del Pd, Francesco Bonifazi, indagato a Roma per false fatture nell’inchiesta sulla fondazione Eyu e per finanziamento illecito sull’associazione “Più Voci”.
Giacomo Salvini
Piemonte
Il sostegno di Portas, la madamina e pure l’ex braccio destro di Appendino
Due parlamentari vicinissimi a Maria Elena Boschi, alcuni fedelissimi di Renzi e molti curiosi in cerca di una casa. Ad animare Italia Viva in Piemonte sono soprattutto la deputata Silvia Fregolent (possibile candidata sindaco alle prossime amministrative) e il senatore Mauro Marino. Eletti in Parlamento con il Pd nel 2018, hanno seguito Renzi in Italia Viva. Con loro c’è un attivissimo Davide Ricca, presidente della Circoscrizione 8 di Torino, e tra Ivrea e il Canavese Simona Randacio. Ad Asti tira le fila Angela Motta, ex consigliera regionale sconfitta alle amministrative cittadine. Ad Alessandria, invece c’è l’ex deputata Cristina Bargero. Giacomo Portas, fondatore dei “Moderati” (formazione molto forte a Torino) dopo dieci anni al fianco del Pd ha dirottato il sostegno su Iv senza fondersi. Si sono avvicinati incuriositi anche Giovanna Giordano Peretti, una delle “madamine” Sì Tav poi candidata da Chiamparino in Regione, Paolo Giordana, ex braccio destro di Chiara Appendino, e il notaio Andrea Garelli, che per incontrare Renzi venerdì ha organizzato un pranzo per 250 imprenditori all’hotel Principi di Piemonte.
Andrea Giambartolomei
Lombardia
L’ex vice di Pisapia e il “brand” Mattia Mor (nei ritagli di tempo tra le apparizioni tv)
La più nota dei renziani a Milano è Ada Lucia De Cesaris, ex vicesindaco di Giuliano Pisapia, da cui – fumantina qual è – è scappata sbattendo la porta quando il sindaco non l’ha scelta come suo successore. È tornata a fare l’avvocato, con qualche caduta di stile: oggi assiste le aziende con cui ha trattato da assessore all’urbanistica. Partner dello studio legale AmmLex, fondato dal ciellino Guido Bardelli, lavora per esempio per l’Inter che con il Milan vuole costruire lo stadio sui terreni comunali a San Siro. Altro renziano alla milanese è Mattia Mor. Come poteva non esserci? Mattia a Matteo deve tutto. Lo ha candidato a Milano contro tutto il partito (e perfino contro Giuseppe Sala). Ora fa il parlamentare, ma si presenta come “imprenditore” e manager del gruppo Alibaba. In realtà, ha cercato d’impiantare un’azienda per vendere magliette all’estero (Blomor), fallita miseramente, lasciando un buco da 2,2 milioni di euro. Le sue imprese più riuscite sono le apparizioni tv: tra i “boys” di Simona Ventura a Quelli che il calcio, “tronista” a Uomini e donne, al Grande Fratello 10. “La tv era un modo per fare marketing del mio brand”, ha spiegato. C’è riuscito.
Gianni Barbacetto
Liguria
La Paita per adesso non fa il pienone In arrivo rinforzi dal centrodestra
IIl partito di Matteo Renzi per il momento non ha sfondato in Liguria. Finora a guidare la nuova compagine è Raffaella Paita, parlamentare e candidata presidente alla Regione nel 2015 che ha portato con sé parte del Pd spezzino (l’altra resta con Andrea Orlando, originario della stessa città).
A Renzi va un po’ meglio in Regione dove Italia Viva vedrebbe – la compagine è sempre in via di formazione – schierati Juri Michelucci e Valter Ferrando.
C’è poi l’ex sindaco di Sarzana, Alessio Cavarra, e la segretaria provinciale del Pd di La Spezia, Federica Pecunia. Si avvicinano a Renzi anche l’ex senatore Claudio Gustavino; poi Massimiliano Morettini, ex assessore della sindaca di Genova Marta Vincenzi, e Victor Rasetto, ex segretario Pd di Genova.
A Savona tra gli anche l’ex consigliere regionale Nino Miceli.
Ma la sirena di Renzi si dice stia tentando più di un rappresentante del centrodestra ligure guidato da Giovanni Toti. Tra gli altri anche Ilaria Caprioglio, sindaca di Savona, moderata, che pare sempre più a disagio con i turbo leghisti savonesi.
Ferruccio Sansa
Emilia-Romagna
Da Rimini arriva l’alfaniano Pizzolante Resta con lui anche il teologo Zacchiroli
Quasi scontato il passaggio del bolognese Benedetto Zacchiroli, l’uomo ombra di Matteo Renzi quando stava al Governo. Fra i suoi più stretti collaboratori, il teologo attualmente è sotto contratto con Palazzo Chigi come responsabile dei rapporti tra Stato e confessioni religiose fino a marzo 2020. Isabella Conti, giovane sindaca del ricco comune bolognese di San Lazzaro rieletta con l’81% dei voti. I problemi con il Pd nascono quando blocca un maxi-progetto urbanistico denunciando pressioni e minacce. Finirono indagati (l’inchiesta fu poi archiviata) amministratori dem e di Legacoop e lei dichiarò di essersi sentita abbandonata: “Solo Renzi mi chiamò”. Diversi consiglieri a Parma e provincia, su Modena Franco Maria Tonelli, eletto solo lo scorso marzo nell’assemblea nazionale del Pd, mentre a Reggio Emilia ha già aderito Maura Manghi, ex consigliera comunale e presidentessa del collegio dei notai, critica sul “giustizialismo strisciante di molti dirigenti”. In regione c’è già stata anche un’adesione dall’area del centrodestra, quella del riminese Sergio Pizzolante, ex deputato per tre legislature con Forza Italia, poi Nuovo Centrodestra di Alfano e Civica Popolare con la Lorenzin.
Sarah Buono