Evitare una nuova sconfitta in Emilia non sarà facile
Sento fare dei grandi e trionfalistici discorsi da una parte e trarre conseguenze affrettate dall’altra. Provo a dire qualcosa di vero sulle elezioni in Umbria: gli aventi diritto al voto erano 703.000. Hanno votato il 64.4%, cioè 452.732 persone. Contiamo anche le schede bianche e nulle e diciamo che i voti validi siano stati 420.000.
Facciamo il paragone con le Europee, anche se è improprio per la diversa natura e per la diversa percentuale di votanti, ma si tratta delle elezioni più vicine dopo molti cambiamenti.
La Lega ha perso, rispetto alle Europee, calcolando i votanti in base alle Regionali, 55.000 voti, il Pd 8.400 voti, Forza Italia 4.200 voti, Fratelli d’Italia ha guadagnato 11.000 voti. Si tratta quindi di una redistribuzione di voti nel centrodestra con un aumento effettivo di 1.300 voti. Pensate che questo possa far cambiare strategia a livello nazionale? I Cinque Stelle hanno perso 30.240 voti, e l’andamento è stato più o meno quello delle altre tornate locali. Questo fatto dipende dalla debolezza strutturale di un Movimento che non è in grado di rappresentare le microistanze locali per mancanza di punti di riferimento. L’altra volta alle regionali aveva ottenuto quasi il doppio, ma rappresentavano una novità in forte ascesa. Evitare una nuova sconfitta in Emilia non sarà facile. I 5S non possono riorganizzarsi in un mese, il Pd pensa che il governo delle regione gli spetti per investitura dall’alto e vuole riproporre quasi tutti i suoi rappresentanti che hanno smesso di fare politica tra le persone e sono asserragliati intorno agli alberi della cuccagna delle pubbliche amministrazioni, o dei loro derivati. Si dovrebbe riproporre l’alternanza tra cariche nel partito e nelle istituzioni e far fare ai dirigenti di partito seria e continua propaganda elettorale nelle piazze e nei media come la Lega, ammaestrata da esperti della destra americana, insegna.
Luigi Pepe
La caduta del Muro di Berlino non ha insegnato niente
Dopo la caduta del Muro di Berlino, i politici di tutto il mondo promettevano che non ci sarebbero stati altri steccati. A distanza di 30 anni, le barriere dell’odio sono aumentate a dismisura toccando quota 170. La storia evidentemente non ha insegnato nulla e la realtà dimostra la scarsa coerenza dei nostri rappresentanti istituzionali.
Gabriele Salini
Norcia, portare via le macerie non vuol dire ricostruire
La scossa del 30 ottobre 2016 con epicentro a cinque chilometri da Norcia è stata definita dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia l’evento sismico più forte avvenuto in Italia dopo quello del 1980 in Irpinia.
Pur non avendo causato vittime, restano incalcolabili i danni provocati, soprattutto al patrimonio artistico. A tre anni dalla scossa tellurica ci sono persone che sono costrette a vivere nelle casette di legno. C’è chi è stato costretto a rifare casa già tre volte, chi non può entrare nella sua. Nessuna chiesa è agibile. Bisogna restituire alla gente i punti di riferimento in un tessuto sociale frantumato. Portare via le macerie non è sufficiente: è un segno, ma non è la ricostruzione. Si tratta di un enorme e inspiegabile ritardo. Il rischio è che i paesi si spopolino in cerca di una vita agevole e dignitosa. Sarei curioso di sapere perché i nostri governanti, sull’onda delle emozioni suscitate dalle tristi vicende, promettono mari e monti e poi tutto finisce nel dimenticatoio e nella totale apatia e abulia.
È caratteristica della politica italiana?
Franco Petraglia
Salvini fa la pubblicità di un film che non può girare
Il problema di Matteo Salvini è lo stesso che avrebbe un bravo pubblicitario per la promozione di un film, che invece si arroga il compito di fare il regista del film con un copione indefinito. Cioè, lui è bravissimo a promuovere il film ma il problema è che il film non esiste o meglio esiste una sceneggiatura impossibile da tramutare in pellicola. La trama del film sarebbe la flat tax che pubblicizza a rotta di collo, peccato che il copione non sia stato scritto e che non sia chiaro nemmeno il modo di realizzare il lavoro.
Prima o poi gli spettatori che si accalcano ora per prenotare i posti e assistere alla proiezione, si renderanno conto che il film non si potrà proiettare e rivorranno indietro i soldi del biglietto. In sostanza la politica di Salvini è un bel film pubblicizzato ad arte, ma è purtroppo un film inesistente. Comunque lui è bravissimo a vendere un film non ancora girato e che per il momento è irrealizzabile.
Francesco Degni
Bogotà ha scelto Claudia Lopez, donna e lesbica
È stata una storica giornata elettorale per le Amministrative in Colombia il 27 ottobre.
Si è registrata ovunque la vittoria di candidati civici anti-corruzione, alternativi ai baroni dei partiti tradizionali.
A Bogotá, città di 9,2 milioni di abitanti, ha vinto per la prima volta
una donna, Claudia Lopez, lesbica dichiarata.
Straordinario il suo discorso dopo la proclamazione.
Guillermo Useche