Rotondi, non c’è una foto sui giornali di Conte con voi dc: lei, De Mita, Mancino, Mastella.
Ne abbiamo fatte tantissime, ma non le abbiamo diffuse, non è bello farsi propaganda con il presidente del Consiglio.
Rotondi è contiano.
Rotondi aderisce solo ai partiti che fonda.
Lei smentisce.
Resto un dc di rito berlusconiano.
Però.
Sono un grande estimatore del presidente del Consiglio.
Ex ministro di centrodestra, Gianfranco Rotondi è il Giona dello Scudocrociato, rimasto con il cuore, per un ventennio, nel ventre della Balena Bianca. Lunedì scorso, Giuseppe Conte è andato ad Avellino, ospite della fondazione Fiorentino Sullo.
C’eravate tutti, voi irpini, anche Gargani, Zecchino, Franco De Luca.
Erano 25 anni che non accadeva. Ma non siamo una corrente.
Un’élite.
Nella Dc eravamo considerati un’etnia, la famiglia più snob in circolazione. Un club esclusivo di cui il presidente Conte ha colto l’alterigia.
Uno di voi.
Conte cita sempre La Pira e Moro. E ripete una frase di Scoppola: ‘Non è più tempo di Democrazia Cristiana ma di democrazia dei cristiani’.
È la pietra miliare dell’umanesimo di Conte. Meglio di Salvini.
Sicuramente.
Un perfetto democristiano.
Che non nasce tale.
Ma lo diventa.
Ha incontrato la figlia di De Gasperi, fa riferimento al popolarismo di don Sturzo.
Anche molti protagonisti della Seconda Repubblica sono stati dc. Prodi, Gianni Letta, Franceschini, Mattarella…
Alt.
Perché?
Lo so dove vuole andare a parare.
Dove?
Lei vuole dimostrare che la Dc non è mai andata via, ma la differenza tra chi sta in questo elenco, compreso me, e Conte è notevole.
Perché allora Conte è diverso da Prodi, per esempio.
Prodi, come altri, ha poi speso tutte le energie per rinnegare la Dc e costruire una nuova cultura politica. Non ho mai capito perché il Muro è caduto a Berlino e le macerie sono precipitate in Italia.
Una valanga schizofrenica.
Così oggi Berlino è ancora amministrata dai democristiani mentre noi abbiamo dovuto aspettare Conte per vedere riconosciuto il cattolicesimo democratico.
Finalmente risarciti.
Conte si richiama ai nostri valori, ha sdoganato la Dc mentre gli altri l’hanno sempre rimossa.
Compreso lei.
Io sono rimasto democristiano cedendo il marchio ad aziende più grandi.
Berlusconi.
Mi telefonò Martinazzoli, un mese prima che morisse.
Che c’entra Martinazzoli?
Mi disse: ‘Gianfranchino ho visto che ti arrampicavi sugli specchi per difendere il tuo premier (Berlusconi, ndr), ma ricordati che il compito della tua generazione è quello di custodire il seme’.
Lei ha custodito tutto, anche il simbolo della Dc.
Come un sacramento. Però quando Conte è venuto a parlare non l’abbiamo esposto. Ci mancava solo questa.
Il momento arriverà.
Dobbiamo fare la democrazia dei cristiani.
Scoppola.
Ecco.
E poi, quando il seme sarà fecondato?
Ci sarà l’umanesimo che va da Forza Italia a Conte.
Berlusconi, ancora.
Se uno inizia con Moro e finisce con l’Appello ai liberi e forti di Sturzo, alla fine dovrà tradurre tutto con due parole.
Solo due.
Solidarietà nazionale.
Conte il nuovo Moro.
Se telefonasse a Berlusconi, lo diventerebbe.
Siamo arrivati al punto.
Conte può fare questa evoluzione.
Un vero statista dc. Altro che Di Maio.
Di Maio ha un ritmo democristiano, è diverso.
Senta Rotondi, qui fioccano le insinuazioni su Sullo buonanima, grande ministro della riforma urbanistica.
Fu una campagna organizzata contro di lui.
Gli articoli di Gianna Preda sul Borghese.
Lei si convertì al cattolicesimo e volle incontrare Sullo. Gli disse che aveva inventato tutto e si abbracciarono.
Da Sullo a Conte, moriremo democristiani.
Una speranza, per me.