C’è un mistero e un potenziale conflitto d’interessi che aleggia sulla gestione dei contributi per la ricostruzione post-terremoto e che riguarda il candidato ed ex imprenditore di Norcia, Vincenzo Bianconi. Un passo indietro. Il 30 ottobre 2016 la città umbra viene colpita da un violento sisma producendo danni quasi irreparabili e tra gli imprenditori più colpiti c’è anche Bianconi che, insieme alla sua famiglia, gestisce hotel e ristoranti di lusso tra cui Palazzo Seneca e gli stellati Vespaia e Granaro del Monte. L’ex Presidente di Federalberghi fa un censimento dei danni alle proprie strutture e chiede al Comune – che poi gira tutto alla Regione Umbria – i contributi per ricostruire e riprendere le proprie attività. La ricostruzione però va a rilento e Bianconi minaccia in diverse interviste di lasciare Norcia a causa dei ritardi. Il 19 agosto il gruppo consiliare del Pd che fa opposizione alla giunta di Nicola Alemanno (Forza Italia) presenta un’interrogazione sui “ritardi e il sostegno economico” per la ricostruzione perché i consiglieri dem si sono accorti che qualcosa, nella gestione dei fondi, non va.
La risposta del sindaco, peraltro sostenuto dallo stesso Bianconi, arriva il 30 settembre ed è stata raccontata ieri dal Corriere dell’Umbria: a Norcia sulle 27 imprese alberghiere rimaste in piedi, solo tre hanno avuto il via libera per i lavori e due di queste – il Grotta Azzurra (5,5 milioni) e Les Depandaces (340 mila euro) – appartengono al gruppo Bianconi. I permessi per le due strutture sono arrivati dall’Ufficio speciale per la ricostruzione rispettivamente con due decreti del 29 agosto 2019 e del 18 aprile 2019.
Ma non ci sono solo gli alberghi da ricostruire: la società di Bianconi ha vinto anche gare di appalto per le mense dei moduli abitativi di Norcia e frazioni (la sua Sporting Hotel Salicone ha ottenuto poco più di 2,5 milioni) ma anche per il trasporto scolastico dei bambini (circa 250 mila euro). Un totale di circa 9 milioni di euro, l’80% dei contributi riguardanti Norcia. Il sindaco Alemanno ha tenuto a precisare che “tutte le procedure sono state espletate nel solco rigido del rispetto delle norme previste” mentre ieri Bianconi ha risposto duramente agli attacchi del Corriere dell’Umbria, di proprietà della famiglia Angelucci: “Quando si dice che le uniche strutture che hanno preso i soldi del terremoto sono quelle di Bianconi perché candidato si dice una falsità. Questa è campagna elettorale sporca, è merda”. Il governatore facente funzione dell’Umbria, Fabio Paparelli, dice al Fatto che “i contributi sono stati assegnati in base a chi li presentava prima” e accusa il quotidiano locale di “essere diventato l’organo ufficiale della Lega”.
Se dovesse essere eletto governatore però si potrebbe venire a creare un potenziale conflitto di interessi perché Bianconi dovrebbe affidare contributi alle sue stesse aziende: in un’intervista al Fatto di due settimane fa però aveva garantito che in tal caso non sarà lui “a firmare le procedure per ottenere i fondi”.
Intanto martedì sera il programma Cartabianca ha mandato in onda un sondaggio di Ixè in cui per la prima volta viene certificato il sorpasso di Bianconi sulla candidata della Lega Tesei: 29,7 a 29,4%. Una sfida all’ultimo voto.