“Io la scissione di Matteo non l’ho proprio capita”. Francesco Fabbrizzi è deluso: da anni fa il sindaco Pd di un piccolo paesino del senese, Radicofani, che dette rifugio al brigante Ghino di Tacco, nome reso famoso in politica da Bettino Craxi, che così firmava i suoi corsivi sull’Avanti. Visto che ora Renzi in Senato fa rinascere (grazie a Riccardo Nencini) il gruppo parlamentare del Partito socialista, non si può non chiedere a Fabbrizzi, renzianissimo nonché “sindaco” di Ghino di Tacco.
Fabbrizzi, il suo amico “Matteo” ha deciso di andarsene e lasciarvi al vostro destino.
Sì, è una mossa incomprensibile. Non pensavo che l’avrebbe fatto. Un conto sono le chiacchiere di palazzo, un altro i fatti. Non pensavo sarebbe stato in grado di spingersi fino a quel punto.
Ma come, si sorprende del cinismo dell’ex premier?
No, non mi sorprendo ma non me l’aspettavo. Proprio adesso che c’è da combattere la destra dilagante e c’è da governare il Paese coi 5 Stelle, che non sono proprio i nostri migliori amici.
Poco peso elettorale, ma decisivo per il governo: Renzi è un Craxi in sedicesimo?
Tutto dipenderà dall’operato del governo Conte, se farà bene o meno. Però, certo, quella di Renzi è stata una mossa craxiana in pieno stile e i due, anche se siamo in epoche differenti, s’assomigliano.
Lei è il sindaco del paese dove si rifugiò Ghino di Tacco, che da Radicofani imponeva un pesante tributo a chi transitava da Roma a Firenze: è quel che farà Renzi con Di Maio e Zingaretti?
Eh, il paragone ci sta: se Matteo inizierà a far pesare i propri voti ad ogni provvedimento, la vita del governo si farà sempre più complicata. Ma io penso di no…
Si spieghi.
Spero che adesso prevalga il senso di unità soprattutto di fronte alla potenza della Lega di Salvini: le alleanze a livello locale lo fanno già pensare. Il movimento di Renzi deve stare nel centrosinistra e penso che lo farà: la sua non è un’operazione per indebolire il Pd.
Zingaretti, però, non pareva molto contento.
I gruppi alla Camera e al Senato del Pd ne escono sicuramente indeboliti, ma i parlamentari non hanno alcun vincolo e possono fare quel che ritengono più opportuno. L’importante, ripeto, è che alla fine Renzi e i suoi rimangano nel centrosinistra. Un po’ di spaesamento poi ci può stare…
Soprattutto saranno spaesati gli elettori del Pd: Renzi sarà il leader di un movimento di centro che guarda ai moderati.
Magari si sarà spostato più a destra del Pd ma avere una coalizione più larga possibile è una buona cosa. Poi però andrebbero rispettati gli elettori che ci hanno votato per fare cose di centrosinistra.
Renzi le ha proposto di entrare nel nuovo movimento?
No, non ci sentiamo da tempo.
E cosa farà?
Io rimango convintamente nel Pd, che è la mia casa dai tempi dei Ds. Vengo da quel mondo lì e non lo abbandono. Poi io non ho mai condiviso le scissioni: non le condividevo ai tempi di Bersani e D’Alema, figuriamoci se le condivido oggi che bisogna combattere Salvini. Nel 2017 per la verità lo diceva anche Matteo. Deve aver cambiato idea…