Unanimità per ricominciare da capo la pratica dello scandalo, quella sul procuratore di Roma, spaccatura per la nomina del procuratore di Torino. Ieri, in Quinta commissione del Csm c’è stata l’esclusione di chi era negli ultimi mesi il favorito, Paolo Borgna. È il reggente della Procura da quando Armando Spataro è andato in pensione, molto apprezzato dai pm del suo ufficio, che speravano nella sua nomina. Invece, la maggioranza dei voti è andata a Salvatore Vitello, capo della discussa procura di Siena per la gestione dell’inchiesta su Monte Paschi e sulla morte di David Rossi, il capo della comunicazione dell’istituto bancario.
La famiglia è convinta che non si sia trattato affatto di suicidio come stabilito dai magistrati e ha parlato di “incongruenze” e “lacune”, tanto che vuole la riapertura dell’inchiesta. Per Vitello, prima di Mi e da qualche anno di Unicost, hanno votato i togati Loredana Miccichè, di Mi e Marco Mancinetti, di Unicost. Per Vitello pure i due laici: Fulvio Gigliotti, in quota M5S ed Emanuele Basile, in quota Lega. Il presidente Mario Suriano, Area e Piercamillo Davigo, Autonomia e Indipendenza hanno votato per Anna Maria Loreto, già procuratore aggiunto a Torino, come Borgna e coordinatrice dell’antimafia. Anche Loreto è un magistrato che gode di stima trasversale alla Procura torinese ed era in piena sintonia con Marcello Maddalena, ex procuratore ed ex procuratore generale di Torino, tra i fondatori di AeI con Davigo e Sebastiano Ardita, anche lui al Csm.
Il voto di Area e AeI insieme viene letto come un segnale di un’alleanza su nomine roventi: quella del Procuratore di Roma e quella del Procuratore generale della Cassazione. Tra Torino e Roma scorrono le indiscrezioni su questa doppietta: Area avrebbe votato la Loreto, vicina ad AeI perché la corrente di Davigo sarebbe favorevole a votare come procuratore di Roma l’attuale reggente Michele Prestipino, non uomo di corrente ma che piace ad Area e soprattutto a pm di Roma, anche della corrente di sinistra. C’è chi dentro al Csm questo voto di Area ed AeI insieme lo vede pure legato al via libera che Davigo ha dato per Giovanni Salvi a procuratore generale della Cassazione, al posto del dimissionario Riccardo Fuzio, indagato a Perugia per rivelazione di segreto al pm sospeso Luca Palamara.
Salvi, attuale Pg di Roma, è in pole position per quel ruolo cruciale per la magistratura: il Pg della Suprema Corte è il titolare dell’azione disciplinare insieme al ministro della Giustizia. Appartiene ad Area (ala Magistratura Democratica) ma è stimato, da sempre, da molti colleghi di correnti diverse. Il voto in Quinta su Torino, però, mette sulla carta in minoranza Area e AeI, essendo Vitello il candidato più votato. Ma poiché, come sempre, è il plenum che decide, la Loreto potrebbe farcela per il cambio di maggioranza in Consiglio, dopo le dimissioni dei togati finiti nelle intercettazioni. Attualmente (a ottobre ci potrebbe essere un’altra composizione ancora, post elezioni suppletive di due togati ) Area e AeI sono diventate la maggioranza con 4 consiglieri a testa. Se i laici si dividono, Vitello potrebbe finire in minoranza, a favore di Loreto.