Todo cambia. Tutto cambia nella politica italiana, c’è un nuovo governo, Salvini è all’opposizione e Matteo Renzi non è più nel Pd. Tutto sembra muoversi, e velocemente. Luigi de Magistris che fa?
“Risposta semplice: il sindaco della terza città d’Italia, Napoli, capitale del Mezzogiorno”.
Sorridiamo, sapendo (intervistatore e intervistato) che non è proprio così, perché Luigi de Magistris non si è mai considerato solo un sindaco, ma il leader di un movimento che vuole giocarsi una partita a livello nazionale, a cominciare dalla Campania.
Sindaco, c’è un nuovo governo e l’alleanza 5 Stelle-Pd vuole allargarsi a livello territoriale, a cominciare dalle prossime Regionali. Quale ruolo intende svolgere in questa partita?
Mi faccia fare una premessa: noi, come città di Napoli e io come sindaco, garantiremo da subito al governo il massimo di collaborazione e di dialogo. L’Italia ha bisogno di coesione e di collaborazione istituzionale. Ciò detto, e non sapendo quando si voterà per le prossime Politiche, noi ci consideriamo alternativi a questo governo per metodo, coerenza delle persone che lo compongono e contenuti. Noi non pensiamo che la politica si possa trasformare rapidamente dall’uno vale uno, all’uno vale l’altro. Questo governo ha ottime intenzioni, ma non bisogna nascondersi che è formato da componenti che ci hanno portato al disastro.
Non un buon inizio per un dialogo…
La chiarezza in politica non fa mai male. Personalmente continuo a lavorare per costruire un’alternativa morale, politica e sociale in grado di dare contenuti concreti alla parola cambiamento. Questa è la strategia.
Veniamo alla tattica.
Che ci obbliga a tener conto dei fatti, dal suicidio politico di Salvini, alla formazione di un nuovo governo, fino all’uscita di Renzi dal Pd che di fatto impone al partito un cambiamento. Ora, in una prospettiva ravvicinata, ci sono le Regionali.
Anche qui il quadro muta velocemente, si parla di aggregazioni civiche, di possibili alleanza anche sui territori tra Pd e 5 Stelle. E voi?
Come laboratorio napoletano ci saremo, ma ci vogliamo essere per cambiare e vincere. Penso alla Campania, la regione di Di Maio e Fico, qui io sono per la costruzione di una coalizione civica regionale.
Con candidato alla carica di governatore?
Tutto da costruire: penso ad una candidatura politicamente potabile, con una credibilità forte sui temi dell’ambiente e della lotta al malaffare, attorno ad una figura così si può costruire una coalizione che vede anche nelle forze che costituiscono il governo i suoi punti di forza.
Faccia dei nomi…
Neppure sotto tortura, non sono e non sarò io a scegliere. Prima dei nomi una cosa deve essere chiara: questo tipo di coalizione, poi vedremo in che modo, con quali liste e con quali candidati starci, è alternativa tanto all’estremismo salviniano, quanto a De Luca, la cui gestione della Regione riteniamo assolutamente fallimentare.
Allora un nome lo faccio io: Luigi de Magistris.
È una delle opzioni in campo, ma io faccio un passo indietro perché ritengo prioritario finire il mio mandato di sindaco e lavorare per costruire un campo largo. È evidente, però, che se qualcuno si intestardisce su De Luca troverà la nostra ferma opposizione. Per me e per il mio movimento è prioritario sederci attorno a un tavolo e trovare una candidatura che non sia compromessa con i vecchi sistemi.
Il quadro politico è tutto in evoluzione, lei esclude che ad un certo punto possa venir fuori il suo nome?
Una convergenza sul mio nome in questo momento non è una priorità, ma se Pd e 5 Stelle un giorno dovessero chiedermelo, mi pare evidente che sarò costretto a pensarci. Ma questa è una ipotesi assolutamente astratta.
Pensa che il Pd, nazionale e campano, possa accettare di non riconfermare De Luca?
Pd e Cinque Stelle hanno fatto un matrimonio che fino a qualche settimana prima era impensabile, basta guardare agli insulti che si sono rivolti. È un matrimonio di interessi, sanno perfettamente che se perdono le Regionali il governo entra in affanno: a questo punto è evidente che devono trovare formule di accordo anche sui territori. Però è impossibile che i 5 Stelle dicano sì alla riconferma di De Luca, ma c’è un dato in più, in Campania senza l’esperienza napoletana non vinci e noi ci candideremo comunque…