Il parlamentare di Forza Italia, Diego Sozzani, detto “Paperino”, è indagato dalla Procura di Milano per un finanziamento illecito di 10 mila euro ricevuto dall’imprenditore Daniele D’Alfonso ritenuto vicino alla ’ndrangheta. Per Sozzani, il giudice ha chiesto alla Camera i domiciliari e l’utilizzo delle intercettazioni che lo riguardano. Entrambe le richieste ieri sono state respinte. Un no che però non cancella il contenuto di quei dialoghi, alcuni ritenuti penalmente rilevanti. Dagli atti emerge un rapporto stretto con Nino Caianiello, il presunto puparo delle tangenti in Lombardia. I due parlano spesso tra loro. Sozzani, a proposito dei finanziamenti elettorali, confida: “Sto cercando i soldi perché è fatica, credimi! 15 anni fa qualcuno veniva lui di sua sponte da me, adesso (…) mi inginocchio per chiedere tre lire!”. C’è poi la vicenda che riguarda lo studio Greenline, diretto da Sozzani e dal fratello, che ottiene incarichi da società partecipate le cui nomine sono state gestite da Caianiello, il quale chiede al parlamentare il pagamento della cosiddetta “decima”. Dice: “Siamo in arretrato, eh cazzo”. Sozzani: “’Sta settimana sistemiamo tutto”. E a proposito del suo lavoro nello studio, il manager novarese e presunto collettore di mazzette Mauro Tolbar esprime un dubbio: con la sua candidatura in Parlamento “avrai ancora meno tempo di quanto ne hai ora”. Scrive il gip: “Sozzani spiega che semmai, gli consentirà di portare a casa ulteriori clienti per lo studio”. Dice: “Come fai a non portarlo a casa!? Hai una serie di interlocutori”.
Per ogni nomina pilotata Caianiello chiedeva indietro il primo stipendio. Ne parla con Sozzani: “Il primo stipendio (…) fa un omaggio alla Madonna, anche i santi bisogna rispettarli, eh!”. E il deputato: “Certo! Perché se no i miracoli non ne fanno più!”. Nel dicembre 2018, Sozzani e Caianiello vanno dall’imprenditore Claudio Milanese, molto amico del leghista Giancarlo Giorgetti. Dice Sozzani: “Questo che gli chiediamo (…). Con Anas se lui ha bisogno gli diamo una mano”. Con Milanese il discorso va sulle nuove nomine ai vertici di Anas. Sozzani: “Tu che hai amicizie locali importanti (Giorgetti, ndr), domani è convocato il Cda (di Anas, ndr)”. Milanese chiede se al tavolo va Giorgetti. Sozzani: “È lui”. Il deputato di FI affronta il caso di Neocos, altra società di Milanese: “Qui nella maggioranza dei casi non si chiedono piaceri enormi”. Dopodiché Sozzani parla del suo compenso: “Volevo fare un discorso di attività”. Messaggio chiaro. Risponde Milanese: “Consulenziale”. Interviene Caianiello: “Il dare e avere”. Dice Sozzani: “Di promozione (…) in modo che voi siate soddisfatti”. L’accordo si chiude con l’ipotesi di una consulenza pagata da una società di Milanese. Sozzani esclama: “Incomincio a lavorare”. C’è poi il finanziamento illecito. Provato, secondo i pm, anche da questa intercettazione di D’Alfonso: “Quello lì di Alessandria, consigliere regionale di Forza Italia, gli stiamo dando una mano”. A gennaio 2019, Sozzani spiega: “Noi già abbiamo il nostro amico dell’Ecol (D’Alfonso, ndr) a Novara ha preso un incarico da 100.000 euro per la pulizie delle fogne”.