I quesiti di De Gregorio in pieno stile Beckett
Non guardo mai In Onda. Ieri sera c’era Peter Gomez e ho seguito i primi dieci minuti fino al suo intervento. Poi una domanda di Concita De Gregorio, a metà tra Ionesco e Beckett, mi ha indotto a cambiare canale. La signora, restando seria, ha chiesto al plurivaccinato Carofiglio se le dosi, oltre a proteggere dal Covid, avessero anche proprietà salutari, effetti “buoni” sull’organismo. Forse l’ineffabile Concita si aspettava che ai calvi facessero ricrescere i capelli, che curassero la scrofola come per i re taumaturghi. Chissà che con questi mirabolanti risultati si riuscisse a convincere i no vax. Di fronte a questo effetto cabaret, che faceva seguito ai 259 morti ricordati da Gomez, ho deposto ogni residua e flebile speranza in certo intrattenimento televisivo, spacciato per giornalismo.
Vanna Lora
Quirinale: gli appellativi che annullano il voto
Ai fini della trasparenza e di scongiurare che una intera nazione venga presa per il culo da un delinquente finanziatore della mafia, vi chiedo di informare noi lettori sulla eventualità che i suoi strateghi possano usare appellativi come “Cav”, “esimio”, “avv” eccetera durante il voto segreto, rendendo così tracciabile il loro voto per la presidenza della Repubblica. Vorrei che potessero scrivere solo il nome e cognome esatto del candidato. Credo che molti giochetti non sarebbero possibili e noi italiani saremmo più garantiti.
Biagio Stante
Caro Biagio, se scrivono “Cav” o altri appellativi, la scheda è nulla. Ma se scrivono “Berlusconi”, “Silvio Berlusconi”, “Berlusconi Silvio”, “S. Berlusconi” e “Berlusconi S.”, è lecito. Ha già fatto così il Pd con le sue varie tribù per rieleggere Napolitano nel 2013.
M. Trav.
L’eccellenza sanitaria al prosecco di Zaia
In un giorno Luca Zaia ha risolto il problema della mancanza di 500 medici di base in Veneto: da subito ogni medico passerà da 1500 a 1800 assistiti. Già se andava bene, per contattare il medico al telefono, serviva mezza giornata appesi alla cornetta.
Paolo Mazzuccato
DIRITTO DI REPLICA
Gentile direttore, con riferimento all’articolo intitolato “Nuovo pass per i guariti: la Salute corre ai ripari” (Il Fatto Quotidiano, 5 gennaio 2022) è opportuno precisare che non vi è alcuna “assenza del parere del Garante per la privacy” sulla nuova modalità di controllo del Green pass attraverso l’App Verifica C19 rispetto alla dose “booster”. L’obbligo del richiamo è stato inserito da un decreto legge del governo (d.l. 26 novembren.182) per il quale non è previsto che l’Autorità fornisca alcun parere.
Ufficio Stampa, Garante per la privacy
Qualsiasi ristoratore, datore di lavoro o controllore ferroviario, con la nuova modalità “booster” della app Verifica C19, può sapere se ho fatto la terza dose. Sulla modalità “base” e “rafforzata” il Garante della Privacy si era espresso favorevolmente perché la prima non consente di vedere se il titolare del pass è guarito, vaccinato o testato recentemente; la seconda non permette di vedere se è guarito o vaccinato. La terza, sostanzialmente, dà accesso al dato sensibile booster. Il datore di lavoro può sapere se un dipendente l’ha fatto o no, un tempo ci saremmo scandalizzati. Il punto è questo, non il decreto legge. E tutto avviene in assenza di un via libera dell’autorità cui compete la tutela dei dati personali. Semplicemente il parere non c’è. Non ho scritto che qualcuno avrebbe dovuto chiederlo e qualcun altro renderlo.
A. Man.
I NOSTRI ERRORI
Nell’articolo pubblicato “Nuovo pass per i guariti: la Sanità corre ai ripari” c’era un errore di cui mi scuso. L’isolamento per i contagiati è di 10 giorni, non più 14; 7 per i boosterizzati asintomatici.
A. Man.
Alcuni lettori segnalano come nella rubrica della dottoressa Gismondo comparsa nel numero di martedì 20 (“Come convivere oggi col Covid”), vi sia un’imprecisione. Citando un rapporto dell’Iss relativo al periodo 21 novembre/21 dicembre 2021, Gismondo spiega: “I vaccinati con ciclo completo diventati positivi sono 7.107, i non vaccinati 114.664. Le ospedalizzazioni sono nel primo gruppo 284, nei non vaccinati 5081. I decessi 722 contro 42”. Gli ultimi due dati vanno invertiti. I decessi di vaccinati a ciclo completo sono stati 42 contro i 722 di non vaccinati nel medesimo periodo.
FQ