Place de la République, Parigi, 20 aprile, atto 23 della protesta dei Gilet gialli. È un altro sabato di tensione. La piazza è immersa nei gas lacrimogeni gettati dai poliziotti per disperdere i black bloc. Un video su Facebook mostra un reporter con un casco con la scritta Tv che si rivolge agli agenti anti-sommossa: “Dove è il commissario?”, ripete. “Che succede Gaspard?”, chiede una voce femminile fuori campo.
“Mi hanno sparato addosso una granata”. C’è uno scambio di battute animato. Un agente risponde con uno spintone. L’altro alza il dito medio: “Oh, sono della stampa” e si allontana di schiena. Tre poliziotti lo afferrano per le braccia. Altri agenti agitano i manganelli per tenere a bada un gruppo di giornalisti che ha assistito alla scena. Intanto il reporter finisce in manette e viene portato via. È Gaspard Glanz, 32 anni appena compiuti, di Strasburgo, reporter free-lance. Lui si definisce street-journalist. Nel 2011 ha fondato l’agenzia Taranis News che ha per slogan “Liberté, Égalité, Full HD”. Con la sua telecamera Glanz documenta i movimenti sociali e da novembre segue la protesta dei Gilet gialli. Pare che con L’Obs si sia vantato della sua collezione di cicatrici da flash-ball, il fucile anti-casseurs che spara pallottole di gomma. Per i poliziotti invece Glanz è un black bloc. Non ha il tesserino stampa e non viene riconosciuto come giornalista, anche se fa il mestiere da 10 anni. È già stato fermato più volte. Nel 2016, per esempio, durante lo smantellamento della “giungla” di Calais. Era stato condannato allora a una multa di 500 euro per avere rubato un walkie talkie della polizia (furto che lui nega). Ha anche scoperto di essere schedato ‘S’, lo stesso registro su cui sono iscritti i radicalizzati.
Per i servizi segreti è “vicino alla sfera anarchica e capace di atti violenti”. Sue sono alcune foto del primo maggio 2018 che mostrano Alexandre Benalla, l’ex consigliere per la sicurezza di Emmanuel Macron mentre picchiava alcuni manifestanti. Sabato scorso Glanz è stato arrestato per “aver partecipato a una manifestazione in procinto di commettere violenze” e per “oltraggio a pubblico ufficiale”. Il suo fermo è durato 48 ore. Gli è stato anche vietato di prendere parte alle prossime manifestazioni dei Gilet gialli e al corteo del primo maggio. Delle sanzioni troppo dure per un dito medio? Lunedì mattina una cinquantina di persone si sono radunate in segno di solidarietà davanti al commissariato dove era trattenuto. Tra loro anche Dominique Pradalié, segretario generale del Snj, il Sindacato nazionale dei giornalisti: “Siamo scandalizzati – ha detto Pradalié alla stampa francese – nel nostro Paese non abbiamo mai assistito a una tale repressione nei confronti dei giornalisti. Decine di colleghi hanno già sporto denuncia contro le violenze della polizia”.
Anche Reporter senza frontiere ha denunciato un “attacco alla libertà fondamentale di informare”. Glanz comparirà davanti ai giudici a ottobre. Ma ha già detto che si farà beffa del divieto e che sabato sarà a Parigi per l’atto 24 dei Gilet gialli.