C’è un nuovo scontro tra Italia e Francia, o meglio: tra Francia e Vaticano. Al centro della crisi diplomatica si trova l’italiano Luigi Ventura, 64 anni, ambasciatore del Vaticano a Parigi. La giustizia francese ha chiesto ufficialmente di togliere l’immunità diplomatica al nunzio italiano dopo la presentazione di almeno quattro denunce contro di lui per molestie sessuali. Tra queste, quella rivelata da Le Mondedi Mathieu de la Souchère, un dipendente pubblico. Le prime accuse riguardano fatti che si sono consumati nel municipio di Parigi, la quarta denuncia, secondo Rtl, rimanda alla cerimonia degli auguri alle comunità italiane nell’hotel Meurice, a Parigi.
Secondo il giornale cattolico La Croix, il primo a parlare del caso, il ministero degli Esteri francese ha trasmesso la domanda formale alla Santa sede di togliere l’immunità diplomatica a Ventura. Un testimone dell’aggressione sessuale nel municipio di Parigi, ascoltato anche dalla polizia, parla di “attenzioni sessuali di una intensità sorprendente”. In realtà le inclinazioni omosessuali di Luigi Ventura e i suoi approcci insistenti erano ben noti a Parigi. Una quinta vittima, che ancora non ha denunciato, mi ha raccontato di una riunione di lavoro con il nunzio: Ventura iniziò ad accarezzargli la gamba per lunghi minuti. Il ragazzo, membro di un’associazione cattolica importante, è rimasto scioccato.
Nato nel 1944 a Borgosatollo, Brescia, Luigi Ventura è uno dei diplomatici più esperti della Santa Sede. Ha fatto parte di entrambe le più importanti scuole vaticane di diplomazia, quella di Agostino Casaroli e poi quella di Angelo Sodano. Ordinato prete nel 1969, Ventura è stato l’assistente personale di Casaroli quando questi era Segretario di Stato di Giovanni Paolo II. Già allora, riferiscono testimoni, aveva dimostrato attrazione per i ragazzi giovani.
La svolta della sua carriera arriva con Angelo Sodano, secondo Segretario di Stato di Giovanni Paolo II, che lo fa nominare nunzio in Cile nel marzo del 1999. Proprio in Cile Sodano era stato lui stesso nunzio dal 1977 al 1988. In Sudamerica Ventura frequenta gli ambienti più conservatori dell’estrema destra, è un sostenitore convinto dei Legionari di Cristo di Marcial Maciel, nonostante gli scandali sessuali che colpiscono quella congregazione. Secondo varie fonti, poi, Ventura contribuisce a coprire gli abusi sessuali del prete Fernando Karadima, anche se erano stati segnalati fin dal 1984. I crimini di Karadima vengono protetti prima dal regime di Pinochet, poi dall’episcopato cileno, da Sodano e dalla maggior parte dei nunzi suoi successori, incluso Ventura. La versione ufficiale è che la Santa Sede fu informata di Karadima solo nel 2010.
Nel 2001 Ventura viene nominato nunzio in Canada dove conferma le sue preferenze sessuali. Nel 2008 viene denunciato per molestie e poco dopo il Vaticano lo trasferisce con discrezione a Parigi. Nel 2015 Ventura è in prima linea nella campagna lanciata contro Laurent Stéfanini che il presidente della Repubblica François Hollande voleva nominare ambasciatore della Francia presso la Santa sede. Diplomatico stimato, orientato a destra e omosessuale, Stéfanini viene attaccato per la sua vita privata. Ventura mobilita il suo network romano, in particolare il cardinale Robert Sarah (che ha anche ospitato a Parigi) e Raymond Burke per affondare la candidatura di Stéfanini.
La vicenda degenera al punto che il cardinale Pietro Parolin, numero due del Vaticano, deve andare a incontrare Hollande a Parigi. Il presidente chiede esplicitamente se il problema è “l’omosessualità di Stéfanini”. Secondo quanto ha riferito Hollande a uno dei suoi consiglieri, Parolini, molto turbato e imbarazzato, avrebbe negato. In modo machiavellico, Hollande propone allora di convocare, per discuterne, il nunzio vaticano a Parigi la cui omosessualità era ben nota. Cosa che ovviamente non succede.
“Avete presente i diplomatici del Vaticano a Parigi, Madrid, Londra o Lisbona? Respingere Stéfanini per la sua omosessualità è la cosa più ridicola di questo pontificato, se venissero respinti tutti i nunzi gay, chissà cosa diventerebbe la diplomazia vaticana nel mondo…”, mi ha detto un ambasciatore francese, a sua volta passato per la Santa sede, durante le ricerche per il mio libro.
Anche l’ex ministro degli Esteri Bernard Kouchner, in un’intervista, mi ha confermato: “Il Vaticano non mi sembra nella posizione giusta per respingere diplomatici omosessuali. Ho avuto lo stesso problema quando avremmo voluto nominare un altro ambasciatore alla Santa Sede, che però aveva un’unione civile con il suo compagno. E abbiamo ricevuto il medesimo rifiuto. Allora mi sono rivolto al mio omologo, monsignor Jean-Louis Tauran, e gli ho chiesto di ritirare il suo nunzio apostolico a Parigi, cosa che ha fatto”.
Dopo il veto di papa Francesco su Stéfanini, il posto di ambasciatore francese in Vaticano è rimasto vacante per mesi. Oggi che le propensioni omosessuali di Luigi Ventura sono in prima pagina sui media francesi, l’affaire Stéfanini viene riletto come la quintessenza dell’ipocrisia vaticana e della menzogna di Stato e il cattolicesimo è oggetto di critiche sempre più aspre in Francia. Nonostante Francesco conservi ancora un notevole consenso nel Paese di Voltaire e Napoleone, oggi viene duramente criticato.
A settembre 2018, il Papa si è rifiutato di togliere l’immunità diplomatica al cardinal Ladaria, prefetto per la Congregazione della dottrina della fede, nell’affare delle “coperture” degli abusi da parte del cardinale Philippe Barbarin. Ancor più di recente, il Papa ha rifiutato le dimissioni di Barbarin, arcivescovo di Lione, attirandosi le critiche unanimi della stampa e la costernazione dei cattolici francesi. Secondo un sondaggio della rivista Témoignage Chrétien, a fine marzo 2019, più del 65 per cento dei francesi disapprova la decisione del Papa (e anche il 48 per cento dei cattolici. Ma c’è un altro dato ancora più preoccupante per la Chiesa: l’85 per cento dei francesi vuole cancellare il celibato dei preti (anche il 78 per cento dei cattolici praticanti è d’accordo). E il 78 per cento dei francesi è a favore del sacerdozio femminile, una percentuale che scende solo di poco – 68 per cento – tra i cattolici praticanti.
Il presidente Emmanuel Macron sta rinviando la nomina di un nuovo ambasciatore in Vaticano da più di dieci mesi. Il posto è tuttora vacante. La ministra degli Affari europei Nathalie Loiseau ha detto a marzo: “Attendiamo che la Santa sede si prenda le sue responsabilità”, cioè tolga l’immunità diplomatica a monsignor Ventura. Un attacco senza precedenti al Vaticano.