La lunga marcia di Matteo Salvini per trasformare il Carroccio in partito nazionale è a una svolta. Il ‘Capitano’ sarebbe pronto a convocare il congresso dopo le elezioni europee di maggio, su cui si lavora pancia a terra. Ma nel frattempo più di qualcosa si muove sul fronte organizzativo: si sono dimesse le segreterie regionali della Lega nord, mentre sono in continuo aumento le erogazioni che i parlamentari eletti il 4 marzo stanno facendo a suon di bonifici di 3000 euro a favore della ‘Lega per Salvini premier’. Che ha uno statuto suo già dalla fine del 2017 quando con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale è formalmente nata l’associazione che ha per finalità “la pacifica trasformazione dello Stato italiano in un moderno stato federale e che promuove e sostiene la libertà e la sovranità dei popoli a livello europeo”. E che rientra tra i movimenti politici iscritti nel registro nazionale previsto dalla legge del 2014 che disciplina gli obblighi di trasparenza in materia di contributi ai partiti. Lo statuto in questione ricalca quasi perfettamente quello della Lega nord ma prevedere tra le sue articolazioni territoriali 22 regioni (le 20 regioni italiane più Alto Adige Sudtirol e Romagna) e non più le 13 ‘Nazioni’ che nello statuto del 2015, erano sovrapponibili alle sole regioni del Nord e del Centro.
Ma intanto la Lega nord è ancora viva e vegeta: sono in stampa le tessere che verranno inviate agli iscritti entro un paio di settimane. C’è chi suggerisce che questo sia propedeutico per il congresso che potrebbe essere chiamato a modificare lo statuto che attualmente prevede l’espulsione per chi aderisca ad altri partiti o associazioni e che impedirebbe agli iscritti del Carroccio di prendere la tessera del nuovo soggetto politico. Ma in realtà sul percorso per approdare alla formalizzazione di una Lega nazionale e non più territoriale, senza irritare i magistrati che si occupano delle pendenze giudiziarie del partito, è buio fitto.
Nel frattempo è in corso una ristrutturazione del movimento in tutta la penisola, da nord a sud, isole comprese. Lo schema è lo stesso o quasi, dappertutto. Lo ha spiegato Christian Invernizzi che Salvini ha spedito come emissario in Calabria: in ogni regione una cellula che resterà in carica fino ai congressi, composta da due politici e un commercialista. Ma la ‘rivoluzione del buonsenso’, come ama definire Salvini la sua missione destinata a riguardare l’Italia ma pure l’Europa, è costretta a fare i conti anche con le picciolerie della politica politicante. Tant’è che le voci sulla rimozione degli attuali dirigenti del Movimento nel Lazio, dove il coordinatore è Francesco Zicchieri e l’altro uomo di peso è il sottosegretario, Claudio Duringon hanno determinato una piccola bufera che ha richiesto l’intervento di Salvini in persona. “Nel Lazio possiamo rivendicare con orgoglio risultati importanti: contiamo ormai su oltre 500 amministratori locali. Avanti così con gli attuali dirigenti. Ogni voce diversa è frutto solo di invidia o fantasia”, ha dovuto chiarire il leader leghista per stoppare l’idea che l’arrivo a Roma di Daniele Belotti equivalesse a sconfessare l’attuale dirigenza laziale. Pure i Capitani capita di dover camminare sulle uova.