Caro Nicola, allearsi con M5S sarebbe una mossa di sinistra
Caro Zingaretti, domenica ti ho votato. Il 4 marzo, per la prima volta nei miei 59 anni di vita, non ho votato a sinistra, bensì 5 Stelle. E adesso sono andato a votarti perché ti chiedo di recuperare la serietà nel progetto democratico che ci hanno insegnato Berlinguer e La Torre. E tra breve dirò cosa significa. Rafforzo ciò che sostengo mettendo sul piatto la mia storia. Renzi alle politiche ha candidato nella mia Città tale Giuseppe Sodano. Il padre, secondo i magistrati antimafia, mi rubò per pochi voti, nel 1993, l’elezione a sindaco grazie al sostegno determinante di Cosa Nostra: il 3 aprile riprende il processo a Palermo per mafia nei confronti dell’ex sindaco Sodano con me parte civile. E in questo processo 4 pentiti hanno raccontato le riunioni per uccidermi per i problemi che ho creato nella mia terra a Cosa Nostra. Ho costretto Bersani a mettere fuori dalle liste Mirello Crisafulli, il senatore che discuteva di spartire gli appalti con il capomafia Bevilacqua. Nell’archivio del Fatto trovi un’amplissima raccolta del mio impegno, anche da avvocato, a favore dei deboli e dei disabili. Troverai anche, l’11 dicembre 2016, una pagina intera dedicata alla mia vittoria contro magistrati che mi avevano ingiustamente messo in carcere. Il programma dei 5 Stelle è largamente un programma di cambiamento che guarda a sinistra, a partire dalla spazza-corrotti, al reddito di cittadinanza, alla lotta all’evasione, al Csm nominato per sorteggio. Per questo è naturale allearsi con loro. Un partito è anche di sinistra perché sa costruire le alleanze per il cambiamento. Berlinguer docet.
Giuseppe Arnone
Bussetti pensa ai professori, non agli studenti
Il ministro dell’Istruzione rilascia interviste nelle quali conferma che la scuola deve pensare soprattutto agli studenti e meno ai professori. Come non condividere questa affermazione! Purtroppo, però, risulta incoerente con il silenzio sulle “classi pollaio”. Questo ambiente affollato e pedagogicamente negativo certifica quanto sia poco importante l’allievo. Anche il suo sostegno al progetto di regionalizzazione dell’istruzione, finalizzato a modificare lo stato giuridico dei docenti e dei presidi (e gli studenti che fine fanno?). Per il Movimento è divenuto un imperativo sostituire Bussetti, perché sta portando avanti solo la parte del programma di governo gradito alla Lega.
Gianfranco Scialpi
Prima visita ai cantieri Tav, ora capiamo gli slogan
Come prima cosa, Zingaretti fa visita ai cantieri Tav. Ora capiamo lo slogan della sua campagna elettorale “È tempo di ricostruire”. In effetti voleva rivelare la vera anima del Pd dopo Berlinguer: grandi lavori, banche, business, sulla strada tracciata da D’Alema, Veltroni e Renzi. I cosiddetti rinnovatori farebbero bene a cambiare la sigla in “PdA” (Partito degli affari).
Gaetano Gaziano
Diritto di Replica
Nicola Borzi riproduce solo uno stralcio di un colloquio di lavoro nella mia funzione di direttore editoriale, una registrazione di una conversazione carpita con l’inganno da chi, il signor Alberto Biella, proprio in quel momento era, come accertato, l’ideatore nonché beneficiario di una truffa colossale, intorno ai 3 milioni di euro in danno della società. Come si evince chiaramente dalla prima parte della registrazione, la riunione è avvenuta per analizzare gli andamenti di vendita in edicola dopo l’aumento di prezzo del numero domenicale e il gradimento di alcune iniziative redazionali. I passaggi su Romeo (dall’audio originale si sente chiaramente che io dico “Romeo e Unione industriali” e non come trascritto nel verbale “Romeo è un mio industriale” anche perché non lo conosco) e sugli altri abbonamenti in entrata erano diretti a capire l’andamento e la tenuta delle vendite anche per i mesi a venire.
Circa, poi, il riferimento alla mia richiesta di “alzare aprile” rispetto alle 382 mila copie che Biella mi stava comunicando, voleva solo essere una sollecitazione allo stesso Biella a fare tutte le verifiche necessarie per essere sicuri del dato, visto che in precedenti conversazioni lui stesso mi aveva fatto capire che il risultato poteva essere più alto.
La dimostrazione che questa è l’interpretazione autentica della mia frase viene dal fatto che il dato successivamente comunicato all’Ads, dopo le nuove verifiche, è lo stesso numero (382 mila) citato espressamente da Biella, ovvero più basso di quelle che erano le mie aspettative (la tabella è pubblica e accessibile a tutti sul sito Ads).
Dunque, quella che potrebbe essere considerata da qualcuno la prova di mie presunte pressioni è, invece, la prova regina a mio favore perché è assolutamente verificabile che il dato comunicato all’Ads è proprio quello indicato dall’azienda, in questo caso rappresentata dal signor Biella e dalle strutture aziendali preposte da lui stesso guidate. Io non ho mai modificato nessun dato, nemmeno di una copia.
Roberto Napoletano
Questa risposta Roberto Napoletano farà bene a conservarla per la Consob e, se del caso, per la magistratura. Intanto non smentisce l’avvenuto dialogo né i suoi contenuti. Questo è un fatto. A ciascuno poi trarne una propria interpretazione. Agli indagati, si sa, la legge consente anche di mentirea propria difesa.
N.B.