Un po’ troppo riflessivi e spesso molto conservativi, i gialloverdi hanno avviato la solita scorpacciata di nomine pubbliche, a volte anticipando le scadenze naturali dei mandati, a volte provocando dimissioni di massa (come per Ferrovie e Anas). Nel primo semestre al governo, la Lega di Salvini e i Cinque Stelle hanno adottato un semplice e antico criterio di spartizione, mutuato dalla prima Repubblica, quella affollata di partiti: un posto ciascuno senza interferire.
Il flusso di poltrone si blocca quando in palio c’è un nome soltanto, peggio ancora se quel nome attira le attenzioni del Quirinale: è il caso di Consob, con il vertice sguarnito da metà settembre dopo l’addio di Mario Nava. Col passare del tempo, il premier Giuseppe Conte ha assunto un ruolo più attivo nelle procedure di nomina che – oltre ai vice Luigi Di Maio e Matteo Salvini – vedono protagonisti i sottosegretari Giancarlo Giorgetti (Lega) e Stefano Buffagni (M5S). Il Tesoro di Giovanni Tria, invece, non ha rinunciato neanche a un brandello di potere che la legge gli affida e, non di rado, agisce in completa autonomia anche contro il parere degli alleati di governo. Esemplare l’incrocio tra Cassa depositi e prestiti e direzione generale del Tesoro: Tria ha accettato Fabrizio Palermo in Cdp e ha preteso Alessandro Rivera al suo fianco, il funzionario duramente criticato dai gialloverdi per la gestione delle crisi bancarie 2015/2017.
I leghisti dispongono di un’ampia classe dirigente e di riferimenti precisi, non lesinando il vecchio metodo di recuperare e riciclare nelle aziende statali i non eletti in Parlamento.
I Cinque Stelle premiano, a loro dire, chi ha la carriera più solida e meno connotati politici, ma non sempre sono immuni al sistema romano che s’aggira attorno ai palazzi di governo e ne influenza le scelte.
Fabrizio Palermo
Amministratore delegato Cassa depositi e prestiti
Già direttore finanziario in Cdp con la coppia renziana Gallia e Costamagna. Sostenuto dai Cinque Stelle e ben collegato al tradizionale sistema di sottopotere romano. Considerato pupillo di Beppe Bono di Fincantieri, tra i primi dirigenti pubblici a conquistare la fiducia del Movimento.
Fabrizio Salini
Amministratore delegato della tv pubblica Rai
Giovane militante della sinistra socialista, dirigente televisivo sempre nel privato, dal gruppo Fox (con il lancio di alcuni canali in Italia) a La7 di Urbano Cairo. I Cinque Stelle l’hanno reclutato dopo pochi colloqui. Arriva in Viale Mazzini dalla società di produzione di Simona Ercolani, ex autrice Rai.
Gianfranco Battisti
Amministratore delegato Ferrovie dello Stato
Ex capo del marketing di Fiat, da vent’anni in Ferrovie. Fino al 2017 ha diretto la divisione passeggeri nazionale e internazionale di Trenitalia, la parte più efficiente e visibile del gruppo. Quando il governo gialloverde l’ha promosso, lo scorso luglio, era alla guida
di Fs Sistemi Urbani.
Gianluigi V. Castelli
Presidente Ferrovie dello Stato
Esperto di innovazione e digitale. È una scelta interna, come Battisti, ma Castelli ha una carriera di direttore informatico molto lunga costruita in ordine cronologico in Infostrada, Vodafone, gruppo Eni e, da un paio di anni, in Ferrovie dello Stato.
Flavio Nogara
Consigliere amministrazione Ferrovie dello Stato
Non è in quota lega: è proprio un leghista. Ex coordinatore della Lega in provincia di Lecco, già nel Cda di Ferrovie del Nord. Eletto consigliere regionale, ma decaduto lo scorso luglio perché non si era dimesso dal Consiglio del gruppo ferroviario milanese. Il ministro Toninelli l’ha subito ripescato.
Andrea Mentasti
Consigliere amministrazione Ferrovie dello Stato
Il manager varesino ha registrato un record di poltrone nell’estate del 2018: il 30 luglio dal ministro Toninelli riceve l’incarico di consigliere di Fs, il 31 bissa con il Cda della società che gestisce l’autostrada Milano-Serravalle, il 1° agosto è presidente di Pedemontana spa.
Cristina Pronello
Consigliere amministrazione Ferrovie dello Stato
Considerata la voce più ascoltata sui trasporti dei Cinque Stelle a Torino e, in particolare, del sindaco Chiara Appendino, la professoressa Pronello – insegna al Politecnico – pare abbia rinunciato al posto di assessore al Comune, poi ha accettato quello al vertice dell’Agenzia per la mobilità.
Stefano Besseghini
Presidente Autorità energia rifiuti e acqua
Pentastellati e leghisti hanno indicato all’Autorità un manager con una formazione nel settore, relegando la spartizione agli altri membri del Cda, più semplice da costruire e da distribuire. Besseghini era capo del centro di ricerca interno a Gse, il gestore dei servizi elettrici.
Stefano Saglia
Consigliere Autorità energia rifiuti e acqua
Deputato per tre legislature con il centrodestra nelle liste di Alleanza Nazionale, da giovane era nel Movimento sociale italiano. Già sottosegretario allo Sviluppo economico con delega all’Energia nell’ultimo governo di Berlusconi. Era nel Cda di Terna, società vigilata dall’Autorità.
Andrea Guerrini
Consigliere Autorità energia acqua e rifiuti
Nominato dai Cinque Stelle dopo gli anni al vertice di Asa, la società dei rifiuti e dei servizi idrici del comune di Livorno, l’ex città rossa espugnata nel 2014 dal pentastellato Nogarin. L’Autorità valuta anche il comportamento di Asa: classico (e poco commendevole) passaggio da vigilato a vigilante.
Gianni Castelli
Consigliere Autorità energia acqua e rifiuti
Pure Castelli viene dall’altra parte, cioè da un’azienda vigilata dall’Autorità: la multiservizi A2A, quotata in Borsa, partecipata dai comuni di Milano e Brescia con il 25 per cento ciascuno. A2A si occupa di energia, rifiuti, inceneritori. Vicino ai leghisti come Castelli.
Benedetto Mineo
Direttore Agenzia Dogane e Monopoli
Ex amministratore nonché funzionario di Equitalia per tanti anni e con tanti ruoli, l’ultimo alla divisione contribuenti e fiscalità locale. In passato è stato capo di gabinetto vicario del governatore siciliano Totò Cuffaro (condannato a 7 anni per favoreggiamento alla mafia).
Nuccio Altieri
Presidente Invimit patrimonio immobiliare
I parlamentari leghisti pugliesi hanno accolto con gioia la nomina dell’ex deputato di Forza Italia, convertito al salvinismo, candidato non eletto in marzo. L’hanno risarcito con una poltrona dorata per il bilancio dello Stato, che propone sempre la dimissione degli immobili.
Giovanna Della Posta
Amministratore delegato di Invimit
Ex dirigente di Mbs consulting e di Founding Partner e sei anni in Sara Assicurazioni con l’incarico di direttore pianificazione, controllo, acquisti e immobiliare. Sconosciuta agli alleati di governo, scelta dal ministro del Tesoro, il prof Giovanni Tria.
Riccardo Carpino
Direttore Agenzia del Demanio
Il prefetto catanese Carpino ha le sembianze del tecnico che presta servizio indistintamente ai politici e ai governi: capo di gabinetto del ministro Raffaele Fitto, commissario straordinario alla provincia di Roma e al G7 del 2017 con Gentiloni a Chigi, consigliere del ministro Tria.
Laura Bajardelli
Consigliere amministrazione Gestore servizi energetici
Candidata non eletta con la Lega in un collegio plurinominale lombardo, responsabile welfare aziendale di Intesa Sanpaolo Vita, Bajardelli – scelta dal ministro Tria su proposta del Carroccio – ha sbloccato l‘intricata pratica del Gestore dei servizi energetici.
Claudio Andrea Gemme
Presidente Anas
Danilo Toninelli, ministro dei Trasporti, voleva il genovese Gemme commissario straordinario alla ricostruzione del ponte Morandi di Genova, poi è toccato al sindaco Bucci. Gemme è stato amministratore di Ansaldo (Finmeccanica) e Isotta Franchini (Fincantieri).
Antonino Maggiore
Direttore Agenzia delle Entrate
Per la prima volta un finanziere, e qui si tratta di un generale, assume la guida dell’Agenzia pubblica che vigila sulle tasse.
Il governo gialloverde si è affidato molto alle fiamme gialle. Maggiore era comandante regionale del Veneto dall’ottobre 2015.
Andrea Quacivi
Amministratore delegato Sogei, servizi informatici
Dopo sette anni in Wind, Quacivi è sbarcato in Sogei nel 2008, scalando posizioni su posizioni fino all’apice con la promozione ad amministratore delegato col governo Gentiloni. In agosto, in un periodo di sosta politica, il ministro Tria l’ha confermato contro il parere dei Cinque Stelle.
Biagio Mazzotta
Presidente Sogei servizi informativi
Profilo tecnico, direttore generale della Ragioniera dello Stato, nel collegio sindacale di diverse società pubbliche (inclusa la Rai), dal 2017 preside la Società generale dell’informatica, a cui – soprattutto all’ad Quacivi – i gialloverdi imputano ritardi sulla fatturazione elettronica.
Marcello Foa
Presidente Consiglio amministrazione Rai
Giornalista e scrittore, fortemente voluto dai leghisti. Bocciato al primo voto in Vigilanza Rai, al secondo ha ottenuto le preferenze di Forza Italia dopo una trattativa di Berlusconi con Salvini (che spesso incontra ai giardinetti di fronte a Viale Mazzini). Il figlio lavora col vicepremier leghista.
Francesco Vetrò
Presidente Gestore servizi energetici
Curriculum molto folto e dal taglio polivalente: docente di diritto amministrativo, consigliere giuridico all’Antitrust, già esperto all’Autorità dei trasporti e, con l’ultimo governo Berlusconi, è stato nel gruppo del ministero per lo Sviluppo economico per il “rilancio del nucleare”.
Massimo Simonini
Amministratore delegato Anas
Bel salto per Simonini, un interno, dirigente di terzo livello con la responsabilità “ponti, gallerie e viadotti”. Anche suo padre Luigi era dirigente di Anas. Dopo la mancata fusione con Ferrovie e le dimissioni di massa, Toninelli e il governo hanno cambiato tutto, ma non troppo.
Roberto Moneta
Amministratore delegato Gestore servizi enegetici
Non è famoso, però il Gse è determinante per le politiche del governo perché ha in cassa 16 miliardi di euro di incentivi per le energie rinnovabili o alternative. Il Tesoro ha nominato amministratore Roberto Moneta, trent’anni in Enea, l’agenzia per lo sviluppo energetico.