Al ristorante “Da Pino”, ieri, il telefono non ha smesso di squillare. In provincia di Trento, a Mezzocorona, c’è l’attività della famiglia Moresco. Luana, una delle quattro figlie di papà Damiano e mamma Luciana, è la fidanzata di Antonio Megalizzi, il giornalista 28enne di Rovereto che è stato colpito alla testa da un proiettile durante l’attentato di Strasburgo di martedì sera e che, mentre scriviamo, è in coma, in condizioni gravissime. Parliamo con Tatiana, una delle ragazze: “Siamo rimaste qui in due – spiega – gli altri sono tutti a Strasburgo”. Non racconta. “Antonio è ancora con noi – spiega trattenendo le lacrime – non me la sento, anche per rispetto alla sua famiglia. Sono tutti lì, sono momenti duri. Mia sorella è lì con lui. E noi siamo lì con loro”. Poche ore prima era stato proprio il padre di Luana ad aggiornare sulla situazione critica del giornalista: “Va malissimo, ci sta lasciando. Solo notizie bruttissime”.
Il mondo è piccolo: in molti, moltissimi, conoscono Antonio. C’è chi ha fatto lo scrutatore con lui, chi lo incrocia spesso per strada. In poco tempo, ieri, l’Italia lo ha conosciuto ‘su carta’: originario di Rovereto, la famiglia arrivata a Trento da Reggio Calabria nel ’90, lavora per il progetto universitario e radiofonico Europhonica, va a Strasburgo per seguire l’assemblea plenaria dell’Europarlamento, vuole prendere il tesserino da pubblicista dopo aver studiato all’Università di Verona ed essersi specializzato in studi internazionali all’università di Trento. E dopo essersi iscritto a un master sulle istituzioni europee mentre collabora per i giornali e le radio locali, contribuisce alla campagna elettorale della fidanzata, candidata per Forza Italia alle ultime regionali.
Nell’ultima foto (sopra), scattata poche ore prima degli spari e pubblicata sul profilo Facebook di Europhonica è all’Europarlamento insieme alle due ragazze italiane che erano con lui al momento della sparatoria ma che sono riuscite a mettersi al riparo, perdendo di vista Antonio che era rimasto a terra: Caterina Moser e Clara Rita Stevanato. Sorridono tutti. “Era molto entusiasta di questo viaggio – ha raccontato Danilo Moresco, il padre della fidanzata Luana –. Voleva diventare un giornalista, sono sicuro ci sarebbe riuscito”. Antonio è un fiero europeista: l’8 dicembre, a Trento, era ai gazebo della risposta europea alla manifestazione della Lega. Sardonico, satirico, informato, attento e critico nei confronti della politica di discriminazione e di chiusura verso gli immigrati, netto contro l’estremismo religioso, arguto e intelligente nelle sue osservazioni. “Il paradosso di certe barbarie – scrive commentando la strage di Charlie Hebdo nel 2015 – sta nell’utilizzare concetti figli di tradizioni primitive e accostarli ai mezzi progressisti di un mondo che tanto avrebbe rovinato quegli stessi valori che si prefiggono di difendere. Ma la fede, dicono, non ha logica”. Ama Woody Allen e la musica.
Quattro anni con Luana, si sono conosciuti a una festa: sorridono alle celebrazioni di laurea di lei, si baciano a quella di lui, nei pub e in pizzeria, durante le vacanze. Lei, impegnata in politica e seconda non eletta alle ultime provinciali per Forza Italia, ieri in lacrime, ha chiesto di non parlare. “Sono particolarmente affezionata a lei – ha detto la coordinatrice regionale in Alto Adige, Michaela Biancofiore – in lei e in Antonio ho sempre colto la passione per l’Europa, per la libertà e la democrazia”.
Megalizzi era entrato a far parte della redazione di Europhonica Italia dall’inizio, nel 2015, come coordinatore per l’Italia: un progetto che propone un programma divulgativo in sei Paesi e con oltre 90 radio universitarie. Un format in onda una volta al mese, durante la plenaria, fatto dai giovani per raccontare l’Europa ai giovani. Che da oggi, probabilmente, non sarà più lo stesso.