La difesa può essere legittima solo se si rischia la propria vita
Se la legittima difesa si trasformerà in legittimo omicidio, la tua vita cambierà per sempre. A patto che tu abbia una coscienza che ti induca a rimanere umano. Se per difendere un bene sopprimi una vita, non puoi restare indifferente. Se hai scelto di reagire a una violenza con una potenzialmente mortale, non posso condividere. E se sei umano, non potrai mai dartene pace. Se chi è venuto aveva intenzione di ucciderti, la legittima difesa può essere giustificata. Se è venuto, violando la tua proprietà, per rubare come puoi rubargli la vita?
Non è la vita il bene più prezioso per ognuno? La difesa può essere legittima se cercano di rubare la tua vita. Lo è se in gioco sono soltanto le merci che vendi? Le puoi ricomprare. Prova a ricomprare la vita che hai soppresso.
Melquiades
Contro il decreto Sicurezza io grido “Rimaniamo umani”
Sono una vostra assidua lettrice e mi rivolgo a voi perché non so come fare. Ho visto la manifestazione a Milano contro il decreto Sicurezza! Vengono tagliati i fondi, tolti i permessi umanitari e tanta povera gente dormirà per le strade in pieno inverno. Non possiamo rimanere in silenzio. Vorrei unirmi a Gino Strada per chiedere a Mattarella di fermare un decreto legge che non porterà sicurezza ma solo umiliazioni, sofferenze e disagi a chi già non ha nulla se non la propria povertà. Rimaniamo umani, facciamo sentire la nostra voce: Presidente Mattarella ridia dignità a questo Paese. Legalità non è sinonimo di inumanità!
Adriana Re
Di “Palazzo” si parla tanto in tv ma non interessa più a nessuno
Partecipo alla maggior parte dei dibattiti politici di sinistra nella mia città, Milano. Escludendo gli addetti e iscritti ai partiti, i cittadini che incontro ai vari dibattiti sono un numero irrisorio rispetto alla popolazione. Nessuno o quasi partecipa alla vita politica e soprattutto etica della società in cui viviamo. Alla defunta partecipazione dei cittadini ha corrisposto un aumento vertiginoso dei talk politici, e se fosse stato un progetto proprio per escludere i cittadini alla partecipazione politica-sociale-etica? I giornalisti in questo senso ne sono complici perchè questo sarebbe l’unico vero dibattito che ogni giorno dovrebbero affrontare: perché i cittadini non partecipano? Dovremmo comprendere le trasformazioni, ormai indipendenti dalla nostra volontà: in un certo senso la politica è in un vicolo cieco, ma ascoltando i talk show che demagogicamente contrappongono le idee di questo movimento o partito a quelle di un altro, sembra che la politica sia ancora viva. Mentre la partecipazione è morta.
Enzo Di Campli
Ancora tifosi che insultano: linea più dura con le società
Continuano negli stadi cori e frasi offensive verso la squadra ospite, a Firenze è stato esposto uno striscione che ha superato ogni limite. È ora di dire basta, si fermi per qualche giornata la squadra per responsabilità oggettiva. Sperando che serva a qualcosa.
Pasquale Mirante
Contrastiamo l’intolleranza di chi non accetta i disabili
Il titolare della trattoria “Casa Amaro” di Torino che ha allontanato un gruppo di ragazzi perché tra loro c’erano quattro affetti da sindrome di down ha fatto bene a giustificarsi anche se le scuse accampate sono semplicemente ridicole. Ma la realtà è che i disabili non sono tollerati. Un’associazione che li difende facendo una campagna per l’attuazione rigorosa dell’articolo 3 della Costituzione svolge un’azione encomiabile ma dovrà sudare le sette camicie. Sarà da promuovere un’azione incessante a favore dei disabili perchè solo la loro presenza nella società farà cessare la repulsione che hanno i normodotati. Per prima cosa, far attuare seriamente la legge 68/99 colmando le troppe falle che precludono per molti di essi l’inserimento nell’attività lavorativa.
Antonio Fadda
Uno, dieci, cento “Spelacchi”. Portiamoli nelle nostre piazze
Gli alberi abbattuti dalla tempesta senza precedenti un mese fa in Veneto e Trentino meriterebbero di essere ricordati in tutta Italia. Lo scorso anno si fece una campagna indegna per chiedere le dimissioni della sindaca Raggi per via di un albero di Natale spelacchiato in una piazza di Roma che poi divenne un’attrazione turistica. Allora proporrei a tutti i sindaci che hanno a cuore l’ambiente di piantare nelle piazze uno di quegli alberi. Milioni di persone vedrebbero alberi che conservano tracce della loro bellezza, e mediterebbero sulle conseguenze causate dal cambiamento climatico. Questi alberi potrebbero portare nelle casse dei Comuni di montagna un po’ di ossigeno e una gran voglia di reagire all’immane tragedia ambientale.
Angelo Casamassima Annovi