Non solo il Tav, la Pedemontana veneta o il Terzo Valico Genova-Milano. A provocare l’ennesima frattura di governo tra il Movimento 5 Stelle e la Lega è un’altra grande opera: l’ampliamento dell’aeroporto di Firenze. Nonostante l’esecutivo abbia più volte espresso la sua contrarietà alla nuova pista di Peretola, giovedì pomeriggio nel capoluogo toscano è sbarcato Armando Siri, sottosegretario alle Infrastrutture della Lega con delega agli aeroporti, che ha rassicurato gli industriali fiorentini sulla fattibilità dell’opera.
La riunione informale si è tenuta nella sede di Confindustria Firenze in via Valfonda ed è lì che Siri ha completamente ribaltato la linea del “No” alla nuova pista: “Da parte del governo non ci sono pregiudizi, le infrastrutture vanno fatte e sull’aeroporto di Peretola stiamo lavorando molto seriamente: non vedo ostacoli”. L’uscita di Siri ha sorpreso non poco i presenti – una cinquantina di persone tra industriali, rappresentanti delle categorie e degli ordini professionali fiorentini (tutti favorevoli) – e ha provocato la reazione compiaciuta di Marco Carrai, braccio destro dell’ex premier Matteo Renzi e Presidente di Toscana Aeroporti: “Devo ringraziare il sottosegretario perché ha un atteggiamento collaborativo”, ha detto Carrai.
Stizzito invece il M5S toscano: “Siri parla a titolo personale – spiega al Fatto Giacomo Giannarelli, capogruppo in consiglio regionale – contraddetto da nomi di peso della Lega. La posizione del governo è chiara ed è stata confermata anche dal ministro Toninelli”. L’incontro di giovedì era stato convocato alla vigilia della conferenza dei servizi iniziata a Roma lo scorso 7 settembre e rinviata a venerdì prossimo quando i 40 enti partecipanti continueranno a valutare le autorizzazioni, i permessi e le licenze urbanistiche della nuova pista. Eppure sul tavolo tecnico pesa la scure dell’analisi costi-benefici che il ministro Toninelli ha più volte annunciato, sul modello del Tav Torino-Lione. “La conferenza dei servizi è un atto procedurale che non incide in alcun modo sulla project review dell’opera” aveva detto Toninelli a giugno.
Ma Siri giovedì lo ha smentito affermando esattamente l’opposto: “L’ultima parola spetta alla conferenza dei servizi”. Scontro totale. L’opera fortemente voluta dall’ex sindaco Renzi e dal suo successore Dario Nardella prevede una nuova pista da 2.400 metri parallela all’autostrada A11 per un investimento totale di 330 milioni di euro. L’obiettivo è costruire un nuovo terminal aumentando così il numero di voli (da 32 a 53) e di passeggeri (oggi Firenze ne accoglie 2,5 milioni all’anno contro i 5 dello scalo di Pisa). Ma la strada in vista della prima pietra è ancora impervia e a pesare sono due ostacoli non trascurabili: il ricorso al Tar dei sette Comuni della Piana fiorentina sull’impatto ambientale dell’opera ma soprattutto le scelte politiche del governo. Se la Lega è sempre stata favorevole, a ottobre la sindaca di Cascina e nuova commissaria del partito in Toscana Susanna Ceccardi ha deciso di invertire la rotta allineandosi al “No” dei 5 Stelle.