Nei verbali dell’ex comandante del Noe Sergio Pascali e dell’attuale capo di Stato maggiore vibra il conflitto interno all’Arma sul caso Consip. Il Fatto ha già pubblicato due estratti del verbale di Pascali, sentito come persona informata dei fatti, il 17 marzo 2018. Pascali si è lamentato di essere stato scavalcato dal vice comandante del Noe Alessandro Sessa. Le notizie sull’indagine Consip, che puntava sul mondo renziano, sono infatti state riferite nel 2016 direttamente al capo di Stato maggiore Maruccia. Pascali lo apprende solo dopo dal capo del reparto operativo del Noe, Fabio De Rosa: “Per sei-sette volte mi conferma De Rosa è presente anche lui agli incontri con il generale Maruccia. Io non vengo assolutamente informato di nulla, mi dice De Rosa che Maruccia ha lasciato chiaramente intendere di volere essere compiutamente informato su questa indagine. Non è ai miei atti alcun ordine di questo tenore e andando Sessa continuamente da lui io ritengo che Maruccia, quanto meno, mi avrebbe dovuto chiamare per informarmi che dei miei dipendenti andavano direttamente da lui. Questo fatto – prosegue Pascali – genera delle infrazioni disciplinari perché Sessa scavalca me, scavalca anche il generale Ricciardi (intermedio nella gerarchia tra Pascali e Maruccia, ndr), il quale è ignaro di tutto, e tiene rapporti solo ed esclusivamente con il generale Maruccia che avrebbe dovuto informarmi. Questo non è avvenuto. Questa intera vicenda in riferimento anche ai regolamenti disciplinari costituisce un’infrazione se non il reato di disobbedienza e andrebbe informata la Procura militare”.
Pascali sta facendo un’accusa grave, della quale si assume la responsabilità, davanti a tre pm. E la motiva così: “Perché un dipendente non può, senza avere degli ordini precisi, andare a riferire a un ufficiale dell’organizzazione centrale come il capo di Stato maggiore”. Secondo Pascali, infatti, un generale nella posizione di Maruccia “viene informato delle attività di reparto ma non compiutamente di una determinata attività”.
Quando è stato risentito sulle dichiarazioni di Pascali, il generale Maruccia ha spiegato ai pm Pignatone, Ielo e Palazzi: “Io non ho sollecitato Sessa e De Rosa a riferirmi informazioni sulle indagini in corso, ho invece recepito quello che mi riferivano, interessato agli aspetti istituzionali che potevano avere”. Sullo scavalcamento di Pascali da parte di Sessa, ha detto ai pm “doveva essere lui, laddove verificata tale anomala pretermissione, a rappresentare la questione ai suoi superiori o al Comandante generale, cosa che non mi risulta abbia fatto”.