L’argomento condoni rimane ancora una nota dolente per il governo gialloverde, proprio mentre all’orizzonte se ne preannuncia un altro: questa volta per stralciare totalmente le imposte alle famiglie che dichiarano un basso reddito. L’altroieri era toccato al vicepremier Di Maio subire il colpo di spugna in commissione al Senato sull’emendamento che apre la strada al condono a Ischia. Tentativo rintuzzato in aula, dove però la maggioranza per la prima volta ha traballato per i tanti malpancisti emersi tra i 5stelle. Oggi tocca all’omologo Salvini prevenire la fronda e mandare giù il rospo su uno dei punti del contratto di governo considerato “imprescindibile” dalla Lega: la Pace fiscale.
In un vertice notturno convocato dopo il rientro del presidente del Consiglio Conte da Abu Dhabi, si è deciso di far saltare in tutto o in parte quel famoso articolo 9 del decreto fiscale su cui gli stati maggiori di Lega e M5S si sono fronteggiati a colpi di “manine” e minacce di crisi. Scompaiono infatti dal disegno di legge di conversione quelle “dichiarazioni integrative” che davano la possibilità di pagare al singolo contribuente infedele (ma anche – come rivelato dal Fatto – a qualche riciclatore di denaro sporco attraverso la sanatoria della frode fiscale) imposte pari solo al 20% dell’imponibile “riemerso” che poteva raggiungere anche 2 milioni e mezzo di euro in cinque anni. Si potrà sanare in questo modo solo quanto già dichiarato e non versato. “Se n’è parlato l’altra sera, vedremo cosa fare nei prossimi giorni”, spiega cauto al Fatto il sottosegretario all’Economia, il leghista Massimo Bitonci. “Abbiamo considerato che la dichiarazione integrativa così come è adesso ha un impatto estremamente limitato, mentre è molto più efficace e prevede un gettito maggiore la sanatoria delle irregolarità formali, che ci hanno sollecitato tra l’altro i commercialisti”, aggiunge Bitonci che non prevede un taglio netto del testo della norma incriminata: “Lunedì inizierà la trattazione in Commissione al Senato emendamento per emendamento, quando arriveremo all’articolo 9 vedremo se sarà totalmente stralciato”. Anche la misura che introduce il carcere per gli evasori rimane ufficialmente nel perimetro delle cose da fare, ma la si affida al limbo di un futuro disegno di legge ad hoc. È il frutto dello scambio con la Lega, non entusiasta della misura.
“Già nel 2015 fu fatta una modifica consistente – sottolinea il sottosegretario del Carroccio – nel Contratto di governo è chiaro che il provvedimento deve essere legato a un cospicuo taglio delle tasse che verrà introdotto solo con la prossima legge di Bilancio”. Bitonci annuncia anche un nuovo condono, questa volta a favore delle famiglie con un Isee – la dichiarazione della situazione economica –, molto basso: “Ci sarà un emendamento del governo per stralciare in casi molto particolari l’intero debito verso il fisco ma solo per i redditi molto bassi”. Rimangono nel testo di legge bollinato da Palazzo Chigi l’altra sera gli altri 9 condoni previsti dal decreto a vario titolo: dalla rottamazione ter sulle cartelle, che probabilmente sarà allargata anche agli avvisi bonari, alla cancellazione totale delle vecchie cartelle, fino al 2010, non superiori a 1.000 euro e la sanatoria sulle liti tributarie. Tra le novità da varare immediatamente che si vanno consolidando – come conferma Bitonci – spunta la sanatoria degli errori formali (in gran parte riguardano i ritardi nelle dichiarazioni Iva e irregolarità catastali). Basterà pagare un’oblazione di 200 euro per ogni anno d’imposta. Su ispirazione della Lega si propone inoltre di introdurre una tassa dell’1,5% sui Money transfer, quei canali usati generalmente dagli immigrati per trasferire le rimesse in denaro alle famiglie nel loro paese d’origine.
Così come entrerà nel decreto il rinnovo del bonus bebè, su cui si è personalmente impegnato il ministro della Famiglia Lorenzo Fontana. Saranno detassate le sigarette elettroniche, con una revisione a tre aliquote, mentre il Movimento 5 Stelle ha annunciato la detassazione dei “metri quadrati di ombra degli ombrelloni presenti negli stabilimenti balneari”. Sempre in campo fiscale mai più cartelle esattoriali senza poter contestare preventivamente l’atto impositivo. Un emendamento dei 5 Stelle, infatti, introduce l’obbligo di una sorta di “avviso di garanzia” che l’ufficio delle Entrate – “pena di nullità dell’atto” – ha l’obbligo di notificare. Il contribuente sarà preventivamente invitato al contraddittorio.