Chi non farebbe di tutto per salvare la vita degli altri, qualora essa fosse messa in pericolo? Ma l’istinto all’altruismo si scontra con quello del limite. Soprattutto quando soccorrere un solo naufrago non è abbastanza, ma salvarli tutti, oltre a non essere fattibile, comporterebbe un rischio troppo grande. È il dilemma di Rike, medico di professione e velista per diletto che salpa in solitaria con la sua barca a vela da Gibilterra alla volta di un agognato paradiso tropicale, ma troverà sulla sua rotta una nave di profughi alla deriva. Rike è la protagonista di Styx, che altro non è che lo Stige – il mitologico fiume degli inferi che separa i vivi dai morti, i salvati dai sommersi –, film dell’austriaco Wolfgang Fischer. Già alla Berlinale 2018, e da oggi nelle sale italiane, Styx è stato presentato, come finalista del Premio Lux del Parlamento europeo, a Strasburgo, dove abbiamo incontrato il regista.
Signor Fischer, il tormento della protagonista non è in fondo simile a quello di Angela Merkel, che ha aperto ai migranti le frontiere della Germania?
Il mio intento è stato quello di descrivere chi siamo e cosa vogliamo diventare come persone. Seguendo il viaggio di Rike, viene sollevata la questione di cosa avremo fatto noi stessi in caso dell’incontro inatteso con i naufraghi. La storia non si riferisce alla Merkel direttamente ma a tutto il genere umano.
Salvare vite è un dovere a cui non ci si può sottrarre, anche a rischio della propria sopravvivenza?
Ho cercato di ridurre il problema alla dimensione individuale: non aiutare un altro essere umano è moralmente impossibile, lasciarlo morire è impossibile. Partendo da questo dato di fatto, è poi necessario lottare tutti insieme, in modo da poter affermare questo principio come universale. Non significa però che io sia ottimista. Da quando ho cominciato a scrivere la storia, 9 anni fa, l’attitudine verso l’accoglienza in Europa è molto peggiorata.
Eppure, se come lei afferma, è stato giusto aprire le frontiere come Merkel ha fatto, perché chi ha contestato le scelte della Cancelliera ottiene consenso?
Nonostante il flusso migratorio sia in diminuzione, ci sono politici che danno sempre la colpa di tutto alle persone più deboli. In Europa, un continente di mezzo miliardo di persone, non possiamo aiutare 5 milioni di migranti? La verità è che i populisti non vogliono trovare soluzioni ai problemi, ma solo usare la paura per accrescere il proprio consenso.
“Styx” ha suscitato polemiche.
Capisco che il messaggio del film non può raggiungere tutti. Tuttavia la reazione che ho registrato nel pubblico è stata di grande coinvolgimento. Mi sono sentito dire: ‘Le notizie sulle navi affondate, sui migranti morti non fanno più effetto. Invece, vedendo il film mi sono immedesimato nella situazione’. E questo era lo scopo che da filmmaker volevo ottenere.
Una critica alle politiche anti-migranti di Orban e Salvini?
L’intento non era quello di biasimare nessuno, ma di mostrare la realtà dei fatti. Mi sono chiesto che tipo di paradiso vogliamo raggiungere noi europei. Prima di arrivarci, mi sono risposto, dobbiamo trovare una soluzione al problema enorme che è davanti ai nostri occhi.