I quattro punti intoccabili del M5S sulla giustizia
L’articolo di Travaglio Il Ladrometro “fissa” in maniera definitiva la posta in gioco per la sopravvivenza e il recupero del M5S; o il Movimento mantiene la “barra” sui 4 punti legati alla Giustizia o i Gattopardi l’hanno avuta vinta ancora una volta. A quel punto non so cosa farà Travaglio, io e mia moglie salutiamo figlio, nuora e nipotina e ce ne andiamo su qualche spiaggetta o paesino del Portogallo o delle Canarie, dove la nostra modesta pensioncina è più polposa. Vi invierò una cartolina.
P.s. Ho svolto tre anni attività di volontariato nel carcere romano di Rebibbia e vi posso assicurare che non ho mai incontrato nomi eccellenti, ma solo poveracci portatori di vite annunciate.
Maurizio Dickmann
Di fronte al disastro conta il silenzio operoso
Le montagne si scrollano i loro boschi e migliaia di alberi sembrano stuzzicadenti sparsi tra gli avanzi e le briciole di quella che era una splendida tavola imbandita; i fiumi rigurgitano il troppo che soffoca gli alvei; allagamenti in barba a tutte le ottave meraviglie del pianeta bloccate da scoline e canali mai puliti per decenni. Questo il quadro, ancora in fieri visto l’arrivo di nuove perturbazioni, che presenta la penisola tutta, da Nord a Sud, con una connotazione particolare, forse figlia dei sentimenti “sovranisti” che oggi imperversano: ci si indigna per la poca o nulla attenzione dei media nazionali per il proprio disastro, ritenendo, e ciò lascia interdetti, che solo il can can massmediatico certifichi inoppugnabilmente l’accaduto e la sua gravità. Così si va di selfie e di video giocando a “chi ce l’ha più duro”, il disastro s’intende, magari intralciando quanti – e sono molti grazie al cielo – si stanno adoperando senza tregua, non per apparire in foto o televisione ma per arginare, ricostruire e ripulire i danni che il maltempo ha provocato. Ecco, lo dico con schiettezza: piuttosto che vedere e ascoltare esondazioni continue di dichiarazioni a ogni ora del giorno, preferirei di gran lunga un silenzio laborioso dove si opera di concerto tutti e a tutti i livelli, per alleviare i disagi della gente colpita dando indicazioni, fornendo aiuto e strumenti per le pratiche da fare, le strade da seguire e mettendosi a disposizione e provvedendo celermente. Gli spot sulle colpe altrui danno davvero fastidio e, visto come siamo messi, sono solo tempo prezioso sprecato assurdamente.
Vittore Trabucco
Il Tav non è prioritario: ci sono interventi più urgenti
Residente a Torino da più di quarant’anni, sono contraria al Tav non perché me lo vieti la mia “religione” (ho votato Appendino) ma perché ho cercato d’informarmi sull’argomento in tutti i modi possibili. Non penso che si debba automaticamente approvare tutto quello che decide chi hai votato. Considero quest’opera non prioritaria e sono convinta che in Italia ci siano cose più utili da fare, tenuto conto della poca disponibilità di risorse che abbiamo: messa in sicurezza del territorio, di cavalcavia non più sicuri, nuove strade e ferrovie nel centro sud, etc.
Purtroppo sono convinta che gran parte delle persone (parenti, amici, conoscenti, vicini di casa) che mi stanno dando il tormento con messaggi su WhatsApp e con petizioni da firmare, mettendomi in grande imbarazzo, sappiano molto poco sull’argomento. Quanti avranno letto lo studio effettuato dal prof. Ponti e quello dei Politecnici di Torino e Milano insieme all’università Parthenope di Napoli sull’impatto ambientale? Non vorrei che qualcuno si stesse attivando perché l’Appendino gli ha aumentato il parcheggio sotto casa o per fare un favore a qualche amico politico o imprenditore. Almeno quando ti lasciano il “santino” elettorale nella buca puoi far finta di niente.
Mi chiedo se sabato a Torino si andrà in piazza per difendere diritti (grandi temi sociali non mancherebbero certo) o per difendere interessi. Comprendo le ragioni di chi manifesterà per una sincera convinzione, cioè che quest’opera può essere utile per fare uscire il Piemonte e Torino dall’isolamento (?) ma, specialmente i poco informati su un’opera tanto controversa, che pagheremmo interamente con i nostri soldi, devono essere coscienti che alla manifestazione di sabato la loro presenza sarà comunque strumentalizzata politicamente. Anche se non ci saranno bandiere.
Enza Ferro
DIRITTO DI REPLICA
L’indiscrezione pubblicata dal Fatto di ieri, secondo la quale sarei “nel valzer dei vicedirettori” della Rai è destituita di ogni fondamento. E vi chiedo di darne conto rettificando. Non sono nelle quote di nessuno: senza alcuna promozione da ben 21 anni dopo 30 anni di inchieste al servizio del cittadino con risultati noti al grande pubblico e nelle prime pagine. Un vero record in Rai: la meritocrazia è un lusso che pago.
Appartengo solo al partito dei Fatti e del lavoro, ho ritirato più volte la firma quando è stato necessario, senza mai compromessi.
La verità è il sale del giornalismo nel quale credo.
Maria Grazia Mazzola
Gentile Mazzola, nell’articolo ci si limita a dire che il suo nome è in corsa per la vicedirezione del Tg3: non la si colloca in alcuna “quota”, né si lascia intendere che tale eventualità sia dovuta a motivi che esulano dai suoi meriti professionali.
Gi. Ros.