“Il sesso c’è stato, la droga anche. Ma non l’abbiamo violentata”. Due dei tre fermati di mercoledì notte hanno ammesso ad alcuni agenti della Squadra Mobile di Roma, informalmente e in inglese, di aver avuto un rapporto sessuale con Desirée Mariottini. Tutto ciò mentre ieri è stato catturato in un sobborgo di Foggia il quarto uomo del branco, Yusif Salia, 32enne ghanese ritenuto dagli investigatori lo spacciatore principale di via dei Lucani, quello che potrebbe aver fornito alla 16enne la dose “letale” di eroina dopo averla sedata con il Tranquirit, pur non essendovi certezza della sua partecipazione alla violenza di gruppo. Al momento, è indagato come gli altri tre per omicidio volontario, violenza sessuale di gruppo e cessione di stupefacenti.
L’uomo era in fuga da giorni, essendosi reso conto (a differenza degli altri) della gravità dell’accaduto: aveva tagliato barba e capelli e, ormai braccato, aveva fornito false generalità. Ma da Roma lo avevano già localizzato grazie al gps del suo telefonino. Aveva trovato riparo a Borgo Mezzanone, nell’ex pista del Cara, tra decine di baracche abitate per lo più da immigrati irregolari. Nel suo covo sono stati ritrovati 11 kg di marijuana, 194 grammi di hashish, 2 buste di resina e 4 dosi di metadone, oltre a un bilancino e una pistola giocattolo. E irregolare lo era anche lui, come gli altri tre presunti complici: trovato con il permesso di soggiorno per motivi umanitari scaduto dal 2014, il 27 marzo gli agenti del Commissariato San Lorenzo gli avevano intimato di recarsi a Napoli per chiedere il rinnovo. I pm foggiani – che sono a caccia degli eventuali complici – lo hanno interrogato fino a tarda notte, in attesa che venga trasferito nella Capitale.
Intanto, oggi nel carcere di Regina Coeli a Roma saranno interrogati i primi tre fermati. Per la convalida del fermo, compariranno davanti al gip Maria Paola Tomaselli, i senegalesi Mamadou Gara (27 anni) e Brian Minteh (43 anni) e il nigeriano 46enne Chima Alinno. Due dei tre avrebbero già ammesso di aver avuto rapporti sessuali quella sera con Desirée sotto effetto della droga, ma avrebbero negato di averla violentata e di essersi accorti che fosse in pericolo di vita. Dichiarazioni informali che potrebbero essere ritrattate in presenza degli avvocati, ma che coinciderebbero con i due Dna ritrovati sul corpo della ragazzina. E a caccia di ulteriori indizi nel tugurio di San Lorenzo, ieri mattina è tornata la polizia scientifica: gli agenti hanno registrato almeno 16 reperti, fra cui coperte, accendini, tracce di stupefacente e vestiti. Il rischio è che, dopo una settimana, possa esservi stata contaminazione degli ambienti. Una volta ricostruite per grandi linee le responsabilità della violenza e del decesso, gli investigatori sono decisi ad allargare le indagini a chi era presente e nulla ha fatto. In questo, poco aiutano le dichiarazioni dei testimoni – tutti ascoltati almeno due volte – fra cui le “amiche” di Desirée che si sono spesso contraddette e hanno fatto molta confusione nella ricostruzione. E ieri sera a San Lorenzo si è tenuta la seconda fiaccolata in memoria della giovane cisternina. A organizzarla i centri sociali del quartiere, con la partecipazione silenziosa di almeno 2.000 persone. In testa al corteo il gruppo femminista di Communia che ha esposto uno striscione con su scritto “basta violenza sulle donne”
C’è invece grande preoccupazione per la manifestazione di Forza Nuova di oggi alle 12. Il partito neo-fascista vorrebbe sfilare per via dei Lucani, ma la Digos sta trattando in queste ore per limitare il corteo a Porta Maggiore, fuori dal perimetro del quartiere. Anche perché, a piazza dell’Immacolata, ci sarà alla stessa ora un presidio dell’Anpi. Contro il corteo di Forza Nuova si sono schierati fermamente anche la sindaca Virginia Raggi e tutto il M5S capitolino.