L’Italia, un Paese ingrato che non merita i suoi giovani
Ho sempre pensato di scrivere bene ed efficacemente, alle medie 40 anni fa avevo 10 in italiano, altri tempi; ma la lettera del vostro Giuseppe Cesaro del 16 ottobre, sui giovani che dovrebbero lasciare l’Ingrato Paese che è l’Italia e che non li merita, per cercare di essere valorizzati altrove, mi ha fatto capire che devo ancora migliorare. È quello di Cesaro un “J’accuse” potente, che scoperchia impietosamente le mille storture del Paese e della società italiana, e che non ha nulla da invidiare al suo antenato di Zola per il caso Dreyfus. Un appello dolente, mesto, desolato, eppure di una forza dirompente, una coltellata, un lampo accecante nell’aria immota, un macigno lanciato nella morta gora irriformabile che è divenuto questo Paese, che pure avrebbe in se stesso, nella sua storia e nelle sue realtà 1000 possibilità di ripresa. Possibilità che però si sprecano e si perdono sotto i colpi devastanti trentennali di una classe dirigente che definire immonda è un complimento per l’immondizia. Grazie a Cesaro per averlo scritto e a voi per averlo pubblicato. Resterà sul mio desktop, e spero non solo nel mio, e nella mia memoria.
Enrico Costantini
Strano, in tv non abbiamo mai colpa per le leggi razzali
Provo un certo disagio a leggere articoli o ad ascoltare telegiornali che, rievocando le nostre leggi razziali, concludono sempre con Auschwitz. Così se ne deduce che comunque i cattivi sono i tedeschi, dei quali per un periodo siamo stati succubi. È ora di dire che NOI siamo stati quei cattivi che hanno cacciato bambini e insegnanti italiani da scuola, che hanno impedito ad altri italiani di esercitare le loro oneste professioni, che hanno costretto molti italiani ad espatriare. Tutto questo con l’assenso del nostro re e il silenzio di tutta l’Italia!
Facciamo leggere anche storie e racconti che cominciano e finiscono qui in Italia, per dire ai nostri ragazzi che cosa è stato il fascismo, senza ricorrere all’assist nazista, che alla fine sembra scagionarci e assolverci.
Maria Blasetti
A volte la coscienza dovrebbe supplire a norme sbagliate
La legge è uguale per tutti, recita la nostra Costituzione, ma a volte la legge non è giusta. Ci sono alla ribalta due casi eclatanti che vengono affrontati secondo la legge ma con metodi assurdi per non dire razzisti.
Il sindaco di Lodi ha inibito la mensa scolastica a bambini figli di immigrati che lavorano in Italia e pagano le tasse.
L’assessora alla scuola del Veneto ha vietato il finanziamento pubblico a bambini sempre figli di immigrati, anche loro regolarmente inseriti nel nostro paese.
La flebile scusa è che oltre l’Isee devono presentare un certificato attestante che non possiedono beni o immobili nel loro paese d’origine.
Tutto giusto, lo dice la legge, ma domando a questi due cervelloni come potrebbero riuscire ad avere simili certificati da governi come il Burkina Faso, il Ciad o il Mali, paesi dove vive la piena anarchia e una grande ignoranza.
Inoltre domando: ma se questa gente avesse avuto beni e case nel loro Paese siamo sicuri che sarebbe venuta da noi a subire restrizioni e maltrattamenti?
A volte la coscienza dovrebbe supplire all’ignoranza e questi poveri leghisti dovrebbero togliersi i paraocchi come quelli che mettono ai cavalli per non fargli vedere cosa accade intorno.
Giglioli Carlo
Caro Di Battista, i valori della sinistra restano
Nel suo ultimo reportage sabato 13 ottobre, Alessandro Di Battista dopo aver espresso il proprio pensiero si preoccupa che qualcuno possa ritenerlo di sinistra.
Si affretta a dire che si tratta di semplice buonsenso dopo aver ribadito il solito ritornello dei 5 Stelle: non esiste più né destra né sinistra. Un grande scrittore, mi pare trattarsi del portoghese Premio Nobel Saramago, scrisse (non ricordo le esatte parole) che se “il vascello del comunismo era naufragato era rimasto intatto quello che trasportava ovvero i valori della sinistra: eguaglianza, giustizia sociale etc”.
Anche io credo che parlare di sinistra e di destra è, oggi, un nonsenso. La sinistra politica è scomparsa ma i valori che sono sempre appartenuti al pensiero di sinistra restano anche se talvolta la destra se ne impossessa.
Concludo: sono un comunista non pentito che ha votato i 5S.
Massimo Miniero