Avevo citato Giovanni Bachelet perché aveva scritto nel 2010 “Sogno partiti politici che anche oggi, in tempi non meno difficili di allora, sappiano esprimere candidati di alto profilo professionale e morale, dei quali il Paese possa andar fiero”. E perché lodava la Dc di allora che “includeva fra i propri candidati al Csm alcuni intellettuali d’area anziché puntare esclusivamente su fedelissimi”.
Prendo atto che Giovanni Bachelet ritiene David Ermini l’incarnazione del suo sogno. Purtroppo il suo entusiasmo per Ermini a mio parere cozza con gli alti principi espressi 8 anni fa.
Siamo sicuri che gli incarichi ottenuti dal professor Alberto Maria Benedetti dal Pd sviliscano la sua indipendenza e autonomia di consigliere del Csm? Benedetti sulla piattaforma del M5s Rosseau ha ottenuto più di 4.300 voti come candidato al Csm nonostante fosse scritto: “Nel 2013 è stato nominato presidente del Corecom in Liguria, Comitato regionale per le Comunicazioni, dall’allora presidente della regione del Partito democratico, Claudio Burlando. È stato iscritto al Pd (era nell’ambitissina commissione statuto del Partito) ed era della mozione Sinistra Per Veltroni”.
Per Bachelet quelle macchie targate Pd sporcano il suo curriculum accademico e lo rendono meno idoneo alla carica di vicepresidente del Csm. Ma davvero un professore sponsorizzato per incarichi diversi da partiti e personaggi diversi come Burlando e Di Maio appare a Bachelet meno indipendente di uno che deve tutto a Renzi?
E veniamo a David Ermini. Bachelet figlio lo paragona a Virginio Rognoni come argine a difesa della magistratura contro la maggioranza. Evidentemente, per Bachelet, il M5S e Berlusconi sono equiparabili come minaccia all’autonomia della magistratura e dunque ci vuole oggi come allora un vicepresidente ‘d’opposizione’. Ma, anche a voler prendere per buona l’equiparazione tra Conte o Di Maio e Berlusconi, come si fa a non vedere le differenze tra Ermini e Rognoni? Eletto nel 2002 con 21 voti al Csm, Rognoni era stato ministro dell’Interno Dc per 5 anni dopo il sequestro Moro e in quella veste varò il decreto sul sequestro dei beni alla mafia dopo l’omicidio La Torre.
Era stato candidato l’ultima volta dal Ppi di Martinazzoli contro il Pds nel 1994. Cosa c’entra il metodo adottato per la sua nomina con quello che porta al vertice del Csm un deputato responsabile giustizia del Pd, che ha fatto campagna in tv a favore dei Renzi fino a ieri contro un’inchiesta dei pm napoletan ora sottoposti al giudizio del Csm?
Forse sarebbe meglio ammettere che Ermini va bene comunque, a prescindere. Anche se è un avvocato di provincia, anche se non ha un curriculum accademico, anche se era il responsabile giustizia del Pd. Anche se difendeva i Renzi insinuando complotti. Va bene perché è del Pd. Mentre Benedetti non va bene perché, anche se è un professore, era del Pd, ma non lo è più. Così, almeno, tutto sarebbe più chiaro.