Edison non intende bonificare i 23 ettari dell’area industriale di Bussi sul Tirino, né i 7 delle discariche “2a” e “2b”: “Non ne siamo responsabili”. I primi effetti della sentenza della Cassazione, sul processo per disastro ambientale di Bussi sul Tirino, in provincia di Pescara, che due giorni fa ha assolto i 10 imputati (ex dirigenti Montedison), si manifestano in meno di 24 ore. Per la Suprema Corte, in 4 non hanno commesso il fatto, per gli altri 6 è intervenuta la prescrizione.
“Una sentenza incubo”, hanno commentato Wwf e Legambiente, “che complica le prospettive di bonifica”. Per l’avvocato dello Stato, Cristina Gerardis, la “conseguenza diretta è che bonifica e interventi ambientali ora saranno a carico dello Stato. Edison, proprietaria del sito nel momento in cui è riconosciuto il disastro ambientale, s’è dichiarata non responsabile anche dopo le condanne in appello. Con la sentenza della Cassazione, quindi, il percorso per il risarcimento del danno, in sede civile, è in salita”. Intanto il percorso non è ancora iniziato: spetta al ministero dell’Ambiente avviarlo, incaricando l’Avvocatura dello Stato di chiedere i danni alla Edison. Un appiglio c’è: ai sei imputati prescritti è stato comunque contestato il disastro colposo. “La Cassazione – continua Gerardis – salva questo piccolo ma inequivocabile aggancio di responsabilità. Il mio timore è che gli imputati assolti per non aver commesso il fatto possano trasformarsi, per Edison, in uno strumento di resistenza”.
“Il Fatto” ha chiesto alla società: “Dopo la sentenza, Edison declina ogni responsabilità per la bonifica della discarica dell’area industriale o è disponibile a bonificare? E a quali condizioni?”. Sulla sentenza la multinazionale commenta: “Per Edison assume grande valore il dictum della Suprema Corte sulla responsabilità delle persone: dopo oltre 10 anni, in cui gli imputati sono stati ostaggi processuali di un’azione penale infondata, viene loro restituita la dignità d’una vita di lavoro svolto correttamente e in linea con la normativa dell’epoca. Si tratta di persone che non hanno accumulato fortune personali perpetrando condotte ciniche contro l’ambiente, ma lavoratori onesti che hanno vissuto del loro stipendio e hanno rischiato di subire provvisionali ingiustissime comminate della Corte d’Assise d’Appello”. E sulle bonifiche? Per l’area Tre Monti Edison risponde: “La bonifica della Tre Monti – che non è ‘discarica’, ma un terreno dove vennero abbancati rifiuti quando era legittimo – è un impegno che Edison ha assunto e onorerà”. E le altre aree? Edison è responsabile, per la provincia di Pescara, delle discariche “2A” e “2B”: 5 mesi fa le è stato ha ordinato di provvedere alla bonifica. Per l’area industriale – dove la Provincia non ha individuato un responsabile della contaminazione – Edison ha già presentato un “piano di caratterizzazione”. Ma ora precisa: “Le bonifiche di altri siti dell’area industriale, discariche 2 A e 2 B, non sono nella responsabilità di Edison”.